Apollo Agyieus

 

Ἀγυιεύς- Agyieus

“(Apollo) fu poi chiamato Protettore delle strade (Agyieus), e doverosamente, dato che le Sue statue si ergono sulle strade (agyiai): esso, infatti, colpisce queste ultime con i raggi e le riempie di luce sorgendo, come- in base al contrario- è stato detto “il sole si inabissò e si oscurarono tutte le strade.” (Corn. Comp. Theol. Ell. 32)
“Non soltanto nella nostra divina Atene sorgono templi dalle belle colonne, pilastri dedicati ad Apollo Agyieus- che protegge le strade- ed erme bifronti dagli occhi lucenti. Guarda! Anche a Delfi ci sono nella dimora del Lossia, figlio di Latona..” (Eur. Ion 184)

I grammatici e i lessicografi usano il termine Agyieus a volte per descrivere una “colonna conica terminante a punta”; alcuni usano il termine ‘obeliskoi’, alcuni parlano semplicemente di ‘altare’ (mai però presente nelle raffigurazioni, cfr.), mentre altri ancora parlano di forma quadrata, come le Erme. Ad esempio Pausania a proposito di Megalopoli (8. 32. 4 – 5): “Qui c’è un santuario di Asclepio, con immagini del Dio e di  Hygieia, e un po’ più in basso ci sono divinità, di forma quadrata, soprannominate Lavoratori (Ergatai), Atena Ergane ed Apollo Agyieus.”
Senza contare che molti ne parlano come di un altare posto di fronte alla porta di casa. Ad esempio, il lessico Suda offre entrambe le varianti: “ἀγυιεύς.. è un pilastro posto di fronte alle porte. Alcuni dicono che questo pilastro appartenga ad Apollo, altri a Dioniso, ed altri ancora ad entrambi…è tradizionalmente un’usanza dorica. Ma c’erano anche autori attici che parlano di ‘agyieis’ indicando gli altari davanti alle case, come dice Sofocle trasferendo i costumi ateniesi a Troia: “l’altare presso la porta brilla, fumoso a causa del fuoco e delle gocce di mirra e di barbari profumi.” (Soph. fr. 341 Nauck.)
“E’ anche attestato Agyieus, il pilastro appuntito che sta presso le porte del cortile, sacro ad Apollo, oppure il Dio stesso. Ferecrate nei Krapataloi scrive: “O Signore Agyieus, ricordami in queste questioni.” (ὦ δέσποτα Ἀγυιεῦ, ταῦτα σὺ μέμνησό μου- Pher. fr.87 Kock)
Un passo particolarmente interessante viene dai Saturnali (1.9.5-6): “i fisiologi hanno buoni argomenti per asserire la Sua divinità (di Giano); alcuni ritengono che si identifichi con Apollo e Diana e che comprenda in sè entrambi questi Dei. In effetti, anche secondo Nigidio, in Grecia è venerato un Apollo denominato Thyràios (protettore della porta) e si innalzano a Lui altari davanti alle porte di casa, a significare che Egli ha giurisdizione sulle entrate e sulle uscite. Lo stesso Apollo assume presso di loro anche il nome di Agyièus (protettore delle vie) in quanto nume tutelare delle strade cittadine: essi infatti chiamano agyiai le strade entro la cerchia delle mura.”
La descrizione di Esichio infine non lascia spazio a dubbi: “Agyieùs: l’altare in forma di colonna/pilastro innalzato davanti alle porte.” (Paus. 8.32.4- 8. 53. 1 – 6; Harp. s.v. agyias; Bekk. anecd. I, 331, 32f- I, 327, 17f; Suda s.v. Ἀγυιαί; schol. Arist. Vespe 875; schol. Eur. Phoen. 631; Eust. in Il. 166, 22; schol. Arist. Thesm. 849; Macr. Sat. 1.9.5-6; Phot. s.v. Loxias)

Nelle Vespe di Aristofane (860 e ss. e scholia), abbiamo una rappresentazione di un esempio di rituale di ‘fondazione’ del culto di Agyieus davanti alla porta di casa.
Bdelicleone: “Portate subito fuori fuoco, mirto (corone, come specifica lo scoliasta) ed incenso, cominciamo con le preghiere agli Dei” (“infatti coloro che si accingono a compiere una grande azione, secondo il costume pregano gli Dei ed offrono sacrifici.”)
Coro: “E anche noi sulle vostre libagioni e preghiere buoni voti leveremo (“fare voti insieme affinchè queste cose si realizzino”)…
Corifeo: “Euphemia ora per prima cosa!”
Coro: “O Febo Apollo Pythios, Tu volessi l’impresa cui costui si accinge davanti alle sue porte per noi tutti compiere e liberarci dagli errori. Ieie Paian” (“infatti perché facesse cessare i mali, cantavano l’Inno del Peana.”) – (Ὦ Φοῖβ’ Ἄπολλον Πύθι’ ἐπ’ ἀγαθῇ τύχῃ τὸ πρᾶγμ’ ὃ μηχανᾶται ἔμπροσθεν οὗτος τῶν θυρῶν, ἅπασιν ἡμῖν ἁρμόσαι παυσαμένοις πλάνων. Ἰήιε Παιάν.)
Bd. : “O Signore Sovrano, del vicinato, Agyieus, guardiano del mio atrio, accetta il nuovo rito, Signore, che per mio padre fondiamo..” (Ὦ Δέσποτ’ Ἄναξ, γεῖτον Ἀγυιεῦ, τοῦ ‘μοῦ προθύρου προπύλαιε, δέξαι τελετὴν καινήν, Ὦναξ, ἣν τῷ πατρὶ καινοτομοῦμεν..)

E’ probabile che l’ Agyieùs venisse considerato non solo come un elemento di protezione verso il mondo esterno alla casa o alla città, ma anche verso il non-greco, come evidenzia il suo utilizzo, sulla moneta, in zone di confine quali l’Illiria e l’Epiro, la Tracia o la Caria. Lo storico megarese Dieuchida sostiene che l’erezione del pilastro di Agyieus fosse un costume particolarmente in uso presso i Dori. (Dieuch. fr.2 ap. schol. Ar. Vespe 875)
Si sa altresì che questa forma di Apollo era venerata ad Acharnai (Paus. I, 31, 6: “questo è il demo di Acharnai: gli abitanti onorano fra gli Dei Apollo Agyieus ed Eracle”), e ad Atene (Steph. Byz. s.v. aguià: “per la salute pregano e sacrificano a Zeus Hypatos, a Eracle, ad Apollo Prostaterios; per i beni della fortuna ad Apollo Agyieus, a Latona, Artemide, e per le strade erano crateri e danze corali e, secondo le leggi patrie, si portavano corone, alzando entrambe le mani, a tutti gli Dei e le Dee dell’Olimpo, e si facevano doni”; Corp. iscr. Att. III, 1, 159, 175, 177 “ad Apollo Agyieus l’altare i guardiani delle porte…”; “all’Agathe Tyche. Di Apollo Agyieus Prostaterios Patroos Pithios Klarios Panionios”> altare adorno di un rilievo con Apollo che suona la lira; base di marmo dell’Imetto, ritrovata vicino alla Porta di Acarne “di Apollo Agyieus Alexikakos”)
Inoltre abbiamo testimonianze anche da Argo (Paus. 2.19.8) da Tegea (8, 53, 1), Megalopoli (Paus. 8.32.4) ed Alicarnasso (Kaibel Epigr. Gr. 786)
Tegea in Arcadia: “le immagini d Apollo Agyieus vengono erette dai Tegeati per la seguente ragione. Apollo ed Artemide, essi dicono, visitarono ogni terra distribuendo punizioni a tutti quegli uomini che, al tempo in cui Latona era incinta e vagava errando, non si presero cura di Lei quando giunse presso di loro. Così, quando le divinità giunsero nella terra di Tegea, Skephros, essi dicono, figlio di Tegeate, andò da Apollo ed ebbe una conversazione privata con Lui. E Leimon, che era a sua volta figlio di Tegeate, sospettando che il discorso di Skephros contenesse un’accusa contro di lui, si precipitò contro il fratello e lo uccise. Immediata punizione per l’omicidio cadde su Leimon, che infatti fu colpito a morte da Artemide. A quei tempi, Tegeate e Maira sacrificavano ad Apollo ed Artemide, ma poi una dura carestia cadde sul territorio, e l’Oracolo di Delfi ordinò il compianto funebre per Skephros. Alla festa di Apollo Agyieus  riti sono celebrati in onore di Skephros, e in particolare la sacerdotessa di Artemide insegue un uomo, rappresentando Artemide stessa che insegue Leimon…a Tegea le immagini di Agyieus sono quattro, ciascuna innalzata da una tribù. I nomi di queste tribù sono Klareotis, Hippothoitis, Apolloniatis, and Athaneatis; esse prendono il nome dalle sorti che Arkas gettò per dividere la terra fra i suoi figli.”
Particolarmente significativa la testimonianza a proposito di Delfi: ” Boeo, una donna nativa del luogo che compose un Inno per gli abitanti di Delfi, disse che l’Oracolo fu stabilito per il Dio da coloro che vennero dagli Iperborei, Oleno e gli altri, e che egli fu il primo a profetizzare e il primo a cantare gli oracoli in esametri. I versi di Boeo sono: ” Qui in verità un sapiente Oracolo fu innalzato, dai figli degli Iperborei, Pagaso ed il divino Agyieus.” (Paus. 10.5.8)
E non solo, decisiva è la testimonianza di Clemente alessandrino: “gli Antichi erigevano pilastri e li veneravano come statue delle divinità. Infatti, colui che compose Phoronis scrive “Callithoe, portatrice della chiave della sovrana dell’Olimpo: di Hera Argiva, che per la prima volta con nastri e con drappeggi l’alto pilastro della sovrana tutto intorno adornò.” In più, l’autore dell’ Europia riferisce che la statua di Apollo a Delfi era un pilastro con queste parole: “Possiamo noi al Dio i primi frutti e le primizie appendere sui sacri pilastri e sull’alta colonna.” (Clem. Al. Strom. I, 24)
Inoltre davvero significativo un ritrovamento a Roma (G. Zoega, ‘I bassorilievi antichi di Roma’, I, 158, pl. 34): si tratta di un cono di marmo che poggia su una base circolare, con una serie di sporgenze su cui pendono corone d’ulivo in rilievo. Vicino alla base vi sono delle figure in stile neo-Attico: Apollo citaredo, Pan e le Horai.
A Cirene è presente il celebre “monumento di Pratomedes”, sulla cui base è iscritto il nome di Apollo: si può dire che rappresenti la versione monumentale del pilastro domestico. Infatti, a conferma di ciò, sono stati rinvenuti nel santuario stesso numerosi piccoli monumenti votivi, costituiti da una colonnetta marmorea appuntita o liscia,  inserita in una base poggiante a sua volta su un plinto. (Quaderni di archeologia della Libia, a cura di Sandro Stucchi)

* Da tutto ciò, si comprende chiaramente che questa forma di Apollo è legata allo spirito della stirpe, non solo della propria famiglia o fratria, ma anche di tutto l’ethnos ellenico in senso generale. Nel senso più ampio, è guardiano in quanto Sole che illumina tutte le vie ed è assimilato in qualche modo a Giano, come Colui che sorveglia e ha giurisdizione  sugli ingressi e sulle uscite, sia in senso fisico sia in senso metaforico- ecco perché ha una relazione così stretta con Artemide/Hecate, l’altra divinità che protegge le porte, gli ingressi e le strade. D’altra parte, questo diventa chiarissimo nel momento in cui si pensa all’Inno di Proclo dedicato alla Madre degli Dei, ad Hecate e a Giano: “Chaire, Madre degli Dei, dai molti nomi, dalla bella prole, Chaire Hecate Prothyraia, dalla grande forza. Ma anche a Te, Chaire Giano ‘ancestrale’ (propator) Zeus immortale, salve Zeus Hypatos” Di Hecate-Artemis Prothyraia riparleremo quando tratteremo delle Erme e degli Hekataia relativamente al Culto domestico.
A proposito di Apollo  Agyieus, possiamo dire che, tenendo conto della struttura della maggior parte delle case moderne, ci troviamo di fronte ad un problema di ‘posizione’. Per chi dispone di un piccolo cortile o spazio privato di fronte alla porta di casa, la prescrizione è semplicissima: bisogna consacrare un piccolo altare e porvi anche un pilastro, un obelisco (cfr. le immagini), da adornare con nastri (come si vede nel rilievo votivo ai Musei Capitolini e, assai probabilmente, come nel celebre rilievo del Pireo) e con coroncine di alloro (anche perché l’alloro è molto potente nell’allontanare i mali, e si associa perfettamente alla funzione protettiva di Agyieus ed Alexikakos). Fortunatamente Sofocle parla della “mirra e barbari profumi”, quindi possiamo essere abbastanza certi che siano queste le sostanze da offrire al Dio; in aggiunta, sappiamo anche delle primizie (un dono ‘classico’ da offrire ad Apollo). Per chi invece non dispone di un cortile e/o spazio privato che dà sulla strada, la questione è complessa, e tentiamo quindi di usare il buon senso..ci sono alcune opzioni da considerare: il pianerottolo di fronte alla porta di casa non mi sembra una buona soluzione e questo per diversi motivi. In primo luogo, non è uno spazio che appartiene all’oikos, non fa parte della casa e chiunque può entrarvi in contatto; secondariamente, non ha alcuna relazione con la strada, mentre la funzione principale di Agyieus è quella di trovarsi nello spazio privato che però guarda all’esterno (infatti è evidente dalla pianta della casa al Pireo: l’altare di Zeus Herkeios è nel cortile più interno della casa, mentre quello di Apollo Agyieus è nello spazio immediatamente di fronte alla strada). Rimangono quindi due possibili soluzioni, il balcone oppure l’ingresso della propria casa. Nel primo caso, si tratta di operare una distinzione fra l’altare di Zeus Herkeios (da posizionare nella parte più ‘interna’ del balcone) e il pilastro di Agyieus (da posizionare nella parte che guarda direttamente alla strada). Nel secondo, si pone di più l’accento su Apollo protettore delle porte- e da associare appunto con Hecate Prothyraia- e si pone nell’atrio d’ ingresso della casa, accanto alla porta.

Repertorio iconografico: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201094835359617&set=oa.484702238263592&type=3&theater

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