Ancora a proposito dei sacrifici – il Fuoco

Ancora a proposito dei sacrifici (Giamblico, De Mysteriis, V libro, capitoli 11- 12)- Il Fuoco
Confutazione della teoria secondo cui le esalazioni dei sacrifici nutrono i corpi dei Demoni:
– in primo luogo, si deve ammettere che tali corpi siano “immutabili, non soggetti a passioni, luminosi, senza bisogni”> come possono dunque aver bisogno delle esalazioni dei sacrifici?
– certamente poi, è impossibile che il Demiurgo, che ha fornito ogni genere di nutrimento e mezzi di sostentamento abbondanti per tutti i viventi sensibili, ne abbia poi privato gli esseri superiori> pertanto è impossibile sostenere che il Demiurgo diede “agli altri viventi congenita la capacità di procurarsi da se stessi ciò di cui hanno ogni giorno bisogno, mentre diede ai Demoni un nutrimento che viene dal di fuori di essi e che è procurato da noi uomini.” Conferma ciò la quattordicesima massima Pitagorica: “chi onora un Dio come se abbisognasse del culto, considera se stesso, senza avvedersene, migliore del Dio.” Dunque, se (per pigrizia o qualsiasi altro motivo) si trascurassero i sacrifici, i corpi dei Demoni non verrebbero certo a trovarsi in uno stato di indigenza.
> Tutta la teoria è perciò confutata, soprattutto in base all’ordine gerarchico: ciascun essere trae alimento e perfezione da ciò che l’ha generato; pertanto, se fossero i mortali a nutrire i Demoni, sarebbero di grado superiore rispetto ad essi> sconvolgimento dell’ordine cosmico.
“Il fuoco distrugge la materia sacrificale”
Seconda confutazione della teoria sopra esposta.
> Le offerte che si bruciano nel fuoco:
– il fuoco consuma la materia
– assimila a sè la materia
– eleva (anagogos) l’offerta al fuoco divino, celeste, immateriale (epì tò theion kaì ouranion pyr kaì aulon– il fuoco del sacrificio è analogo ai “fuochi che conducono in alto”, alle “vie di fuoco” che salvano dalla “misera corrente della dimenticanza”, alla “sostanza infuocata” che è presente nell’anima e permette di entrare in contatto con la realtà divina; cf. Theol. Pl. III, 1, 5= fr. 126; Chald. Or. 171, 190. Cf. questo bellissimo Inno al Fuoco (Proclo, Filosofia Caldaica, 2): “Diventiamo fuoco, attraverso il fuoco, compiamo il nostro tragitto. Una strada agevole si apre per la nostra ascesa. Il Padre ci guida avendo dispiegato vie di fuoco. Non lasceremo scorrere la nostra vita come misera corrente che sgorga dall’oblio.”)

La materia delle offerte sacrificali brucia e si distrugge tutta, “si muta nella purezza e nella sottigliezza del fuoco”> non è piacere materiale quello che i Demoni traggono dai sacrifici: “immuni da passioni sono infatti gli esseri superiori, cui è caro distruggere la materia per mezzo del fuoco, e rendono noi uomini liberi da passioni” (cfr. I libro: le operazioni della Teurgia liberano dalle passioni: “siamo noi, soggetti alle passioni a causa della generazione, che siamo resi puri ed impassibili dalle invocazioni”; “liberano anche noi dalla passione e dal turbamento che ci allontanano dagli Dei” Notare la concordanza delle Tradizioni: nel Mahabharata (Santi Parva, CXCI) si dice che: “versando le libagioni sul fuoco sacro, gli atti ingiusti (le tendenze contrarie al Dharma) vengono bruciati”

 

Analogia fra ciò che in noi è divino e ‘di forma simile al fuoco’ (la sostanza noetica dell’anima) e il fuoco dei sacrifici: ciò che è in noi viene assimilato agli Dei (cf. sempre dall’Inno al Fuoco: “lasciamoci alle spalle l’essenza fluttuante, raggiungiamo il vero scopo, la completa somiglianza con Lui”; ma anche: “ἕνωσις, “che fissa l’uno dell’anima nell’uno degli Dei e rende un’unica cosa la nostra attività e quella degli Dei, secondo cui noi non apparteniamo più a noi stessi ma agli Dei” In Tim. I 211, 25), e viene assimilato nello stesso modo in cui il fuoco assimila la materia delle offerte: “come il fuoco assimila tutti gli esseri solidi e resistenti ai corpi…e ci eleva per mezzo dei sacrifici e del fuoco sacrificale al fuoco degli Dei”

Il Fuoco encosmico e la sostanza infuocata dell’anima- che imitano l’azione del Fuoco divino/celeste- operano dunque in due modi correlati:
Il Fuoco encosmico:
– distrugge ciò che c’è di materiale nei sacrifici;
– purifica le offerte (“Il fuoco purifica tutto e le cose bruciate sembrano essere pure”), le libera dai vincoli della materia;
– attraverso la purificazione, le rende adatte alla comunione con gli Dei.
La sostanza infuocata dell’anima:
– libera noi dai vincoli del divenire;
– ci rende simili agli Dei e propensi alla Loro amicizia;
– cambia in immateriale la nostra natura materiale.

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