Dioniso e Hipta

1) Intelletto cosmico- il cuore di Dioniso;

Anima cosmica- Hipta: “Infatti Hipta, che è l’anima del Tutto, e che è stata così chiamata dal Teologo (Orfeo) sia perchè le sue intellezioni si realizzano in modo molto rapido, sia a causa dell’estrema velocità della rotazione cosmica di cui Ella è la causa, Hipta dunque, dopo aver posto sulla testa un liknon, attorno al quale ha avvolto un serpente, vi riceve Dioniso “cuore del cosmo”: è in effetti grazie a ciò che c’è di più divino in Lei che Ella diviene il ricettacolo della sostanza intellettiva, e riceve l’Intelletto encosmico. Dioniso si slancia verso di Lei dopo essere uscito dalla coscia di Zeus. prima infatti era unito a Zeus- e, una volta che è uscito da Zeus e che è stato partecipato da Hipta, la conduce verso l’Intelligibile e la Fonte da cui discende Lui stesso. Dioniso infatti si slancia verso l’Ida e verso la Madre degli Dei, da cui è sorta tutta la catena delle anime. E’ per questo che si dice che Hipta assiste Zeus mentre procrea: infatti, come si è detto prima, è impossibile che un Intelletto si trovi in qualcosa senza un’Anima; quanto si è detto è simile a ciò che si legge in Orfeo: “ed il dolce figlio di Zeus venne fatto scaturire”- questo era l’Intelletto del cosmo, che è figlio di Zeus, uscito simile a quello che è rimasto in Lui.” (Pr. In Tim. I 407)

“Bisogna considerare come l’opera del Demiurgo sia presentata come duplice. Infatti, Egli divide l’Anima in parti, poi armonizza le parti divise e le accorda le une alle altre e, facendo ciò, agisce da un lato alla maniera di Dioniso, dall’altro alla maniera di Apollo. Poiché dividere, ridurre gli interi in parti e presiedere alla distribuzione delle forme è proprio di Dioniso, mentre riunire armoniosamente le parti in interi completi è proprio di Apollo. Come dunque il Demiurgo riunisce in sé l’azione causale di questi due Dei, Egli divide tutto l’insieme ed armonizza l’Anima. E di fatto, questi due Dei (Dioniso ed Apollo) hanno in comune il numero sette, visto che anche i Teologi dicono che, quando Dioniso è stato diviso, lo è stato in sette parti: ‘in sette parti in tutto divisero il fanciullo’; e questi stessi Teologi hanno consacrato l’eptade ad Apollo, ritenendo che riunisca tutti gli accordi: poiché la doppia ottava consiste di una monade, una diade ed una tetrade da cui risulta l’ebdomade (la prima ottava 2:1 e la seconda ottava 4:2 > 1+2+4=7). E’ per questo che chiamano il Dio ‘Nato nel settimo giorno’ e gli consacrano questo settimo giorno: ‘in quel giorno Leto generò Apollo dalla spada d’oro’, come si consacra il sesto ad Artemide. Questo numero sette viene dunque all’Anima dalle Cause più elevate..e viene ad essa anche da quegli stessi Dei (Apollo e Dioniso), perché da un lato la divisione in sette parti sia in essa un segno (synthema) della serie Dionisiaca e del mitologico smembramento (sparagmos) – è necessario in effetti che, dal momento che partecipa dell’Intelletto Dionisiaco e che, secondo le parole di Orfeo, ella porta sul capo il Dio, abbia in sé la stessa divisione di questo Dio – e perché, d’altro lato, l’armonia inerente alle parti sia in lei un simbolo (symbolon) della serie Apollinea. Infatti, è questo Dio che, nei poemi di Orfeo, secondo il volere del Padre, riporta ad unità e riunisce le membra separate di Dioniso.” (Proclo in Tim. III 197-198)

 

 

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