Dei Hypercosmici

VI. Gli Dei Hypercosmici, ossia: le quattro Triadi degli Dei Egemoni.

 

Libro VI, capitolo 1
“Sul fatto che l’ordinamento sovrano degli Dei è in diretta continuità con gli Dei Intellettivi; e sul fatto che si potrebbe trarre la divisione in ‘fonti’ e ‘principi’ anche dalle opere di Platone attraverso la sua teoria in riferimento alle anime.”

Continuando a seguire “le riflessioni misteriche di Platone”, dopo l’ebdomade intellettiva bisogna considerare “le processioni multiformi degli Dei Sovrani” – infatti, questo livello della gerarchia divina è in diretta continuità con il “Demiurgo e Padre”, si manifesta in congiunzione con questa divinità in quanto procedente da essa, e viene condotto a perfezione convertendosi in base alla potenza perfezionatrice del Demiurgo universale stesso. Tutte le serie degli Dei Sovrani hanno la loro sommità nella Demiurgia Intellettiva e tutte sono venute a sussistere in base ad essa- divisione in Fonti e Principi (Pegai- Archai): tutte le Fonti sono prodotti generati dal Padre Noetico e da esso sono ricolmate di unità intelligibile, così, allo stesso modo, tutte le serie dei Principi dipendono dalla natura del Demiurgo universale e da lui ottengono la partecipazione alla vita intellettiva. (VI 5)
Fonti e Principi sono “nomi misterici” (cf. Oracoli), ma anche di essi Platone ci dà chiari segni da seguire: nei suoi discorsi sulle anime, le chiama “fonti e principi di movimento”, indicando così sia ciò che differenzia la Fonte dal Principio sia la superiore trascendenza della Fonte rispetto al Principio. Dalla Fonte, infatti, viene il carattere di ‘vivente-in-sé’ per tutte le entità fino all’anima, mentre dal Principio viene il carattere di ‘ingenerato’: il genere degli Dei Fontali è autogenerato e produce da sé tutte le altre realtà, mentre il genere degli Dei-Principi (che procedono dalle Fonti), pur avendo in sorte un livello più particolare rispetto agli Dei precedenti, è comunque superiore a tutto ciò che è generato e non ha nulla in comune né con gli esseri generati né con la natura sensibile. Ecco perché nel Timeo si delinea questa differenza presentando gli Dei Encosmici come se fossero in un certo senso ‘generati’ ed anche tutto questo nostro cosmo come “Dio generato”: al contrario, gli Dei-Principi trascendono completamente gli Dei Encosmici generati ed ecco perché il carattere ‘ingenerato’ si addice particolarmente a questo livello della gerarchia divina; inoltre, gli Dei-Principi sono intermedi fra l’ordinamento intellettivo ed i successivi e sono “posti a presiedere la sovranità non vincolata”, quindi sono in contatto con gli Dei ‘generati’ ma “non vanno a formare insieme ad essi il coro degli Dei Encosmici”. (VI 6)
Questi sono pertanto gli Dei che hanno il livello più alto fra tutti gli Dei Encosmici che procedono dal Demiurgo universale e che governano la totalità dell’universo- hanno il carattere di ‘ingenerato’ ed è da questo livello della gerarchia divina che le anime diventano partecipi di tale carattere ingenerato.
“Un principio è un’entità ingenerata: infatti tutto ciò che si genera deve necessariamente venire generato da un principio, mentre il principio a sua volta non deve essere generato da nulla”: da tale citazione risulta evidente che gli Dei-Principi sono proceduti a partire dagli Dei ad essi superiori, ma anche che tale processione non è in base a mutamento o generazione “ma è per il fatto stesso di essere conformi alla potenza generatrice ed alla volontà generosa degli Dei ad essi superiori che gli ordinamenti degli Dei Sovrani vengono a sussistere” – ed in base a ciò, la potenza/abbondanza degli Dei Intellettivi concede a tali Dei Sovrani il generare a partire da lei stessa. (VI 7)

 

Libro VI, capitolo 2
“Come gli Dei Sovrani sono proceduti, e sul fatto che solo a questi Dei si confà il carattere specifico hypercosmico.”

Dunque, fin dall’inizio, avendo come base la Tradizione dei Teologi, si è ‘tradotta’ in termini filosofici la loro dottrina misterica concernente gli Dei, in modo che tutti i discorsi concernenti tali questioni siano sempre “conformi alla realtà dei fatti.” Ora si riprende dall’alto tutta la gerarchia divina per recuperare “i principi della scienza riguardante questi Dei (Sovrani)”, dimostrando che la dottrina che li concerne è direttamente consequenziale alle primissime Cause.
In primo luogo, gli Dei Intelligibili
– superiori ed ulteriori rispetto alla totalità dell’universo
– “partecipano in modo primario all’ unità ed alla luce divina”
– producono da sé tutte le cose in modo unitario, in base alla “volontà generosa e paterna di rendere partecipi dei beni”
– hanno in sé in modo nascosto le cause di tutte le entità successive> comprendono in sé limite ed illimitato (da cui sono generati anche gli ordini sovraessenziali degli Dei), i generi uni-formi dell’essere in base alla causalità unica, ed in Loro preesistono anche le “misure universali e comuni delle Forme”
In secondo luogo, gli Dei Intelligibili-Intellettivi
– suddivisi ancora secondo la forma triadica
– conservano la misura della “Triade compiutamente perfetta” (III Triade Intelligibile) ma ad un livello inferiore
– fanno procedere le Enadi Intelligibili verso la molteplicità ed i limiti inferiori delle Triadi Intelligibili “verso realtà che hanno connotazione di essenze”
– conferiscono unità a tali realtà successive, ma anche differenziano le potenze universali e celate nelle cause suddivise che procedono, allontanandosi dall’unità
In terzo luogo, gli Dei Intellettivi
– proceduti verso un ordinamento inferiore, hanno mutato il numero in base al quale sono venuti a sussistere (dalla triade all’ebdomade)
> la divisione in ebdomadi è intellettiva / la divisione in due triadi viene a partire dalle primissime triadi / la scansione in Monadi riproduce i limiti estremi di quelle primissime triadi. (VI 8)

Dagli Dei Intellettivi sono generati “gli ordinamenti multiformi degli Dei-Principi”
– suddivisi in modo analogo agli Dei Intelligibili ed Intelligibili-Intellettivi, ossia in triadi
– hanno la loro specifica e diretta sussistenza dalla Monade Demiurgica universale /la loro generazione, unificata agli Dei Intellettivi, dalla terza Triade Intelligibile> perché essa è “la Causa compiutamente perfetta che produce da sé anche la totalità degli ordinamenti degli Dei”, quella che Parmenide ha chiamato “molteplicità illimitata” (cf. Libro III, cap. 26- 27 – ad esempio “la molteplicità intelligibile è illimitata: accoglie in sè tutta la potenza dell’illimitatezza originaria “producendo così tutte le Enadi e tutti gli enti”, e fa arrivare la sua potenza fino alle entità più individuali. D’altra parte, proprio perchè rivela ogni forma di molteplicità per mezzo di una potenza illimitata, la molteplicità intelligibile limita e misura tutte le cose e apporta a tutte il limite attraverso la totalità.” III 92, 16- 29), molteplicità intelligibile che fa quindi apparire tutti i generi degli enti e tutti gli ordini delle realtà divine e “si fa carico della generazione dell’universo nella sua totalità.”

Segue poi un riassunto di quanto detto nel III Libro (III 28, 1- 25) a proposito di Essere-Vita-Intelletto, con particolare riferimento al fatto che gli Dei Intellettivi effettuano la loro processione e sussistono soprattutto in base all’Intelletto impartecipabile:
– Enadi noeriche: da questo livello dipende l’Intelletto impartecipabile intellettivo
– Enadi ancora al di là (noetiche-e-noeriche): da cui dipende la Vita primissima ed impartecipabile
– Enadi più elevate in assoluto (noetiche): da cui dipende l’Essere stesso, “il più divino fra gli enti”
(VI 9)
Visto dunque che gli Dei Intellettivi hanno questo nome proprio in base al fatto che sussistono in base all’Intelletto impartecipabile, gli ordinamenti divini che procedono direttamente da loro “fanno con tutta chiarezza brillare la sommità dell’Intelletto partecipato” (cf. “Enadi hypercosmiche: da loro dipendono un intelletto e una facoltà psichica preesistente nell’Intelletto”). Essi sono dunque intellettivi rispetto a quelli successivi (ossia, gli Dei Encosmici, suddivisi in base alla cura provvidenziale nei confronti del cosmo), ma sono inferiori agli Dei Intellettivi perché hanno un dominio più particolare rispetto a quelli, proprio come i primissimi Intellettivi sono intelligibili rispetto ai prodotti che generano ma sono comunque inferiori rispetto “all’unità dei primi Intelligibili.” Infatti, come gli Dei Intelligibili rivelano la Vita primissima ed impartecipabile (che si trovava in loro in forma di causa e nascostamente, perché in quell’ambito tutte le entità sono originariamente ricomprese in base all’unità indicibile), così i primissimi Intellettivi riproducono a livello di immagini le Cause da cui hanno la loro sussistenza- da un lato, “per mezzo degli zampilli che sgorgano dalle Fonti originarie”, si rivelano come primissimi fra gli Dei Intellettivi, ma dall’altro fanno procedere l’esistenza uni-forme dei Padri verso “una processione inferiore, moltiplicata e suddivisa in relazione a loro stessi. ” (VI 10)
Così, gli Dei Intellettivi hanno, rispetto a tutte le serie successive di Dei, la stessa superiorità che gli Dei Intelligibili hanno nei confronti di tutti gli Dei prodotti da loro stessi: gli Dei Intellettivi hanno posto in loro stessi “l’unificazione hypercosmica e questo carattere specifico che trascende completamente gli Dei Encosmici.”

Nel caso delle forme di sussistenza universali ed impartecipabili, si ha il genere intelligibile in sé e per sé (Essere), il genere intellettivo che deriva da quello intelligibile (Intelletto), ed un genere mediano “celebrato come il genere che raccoglie insieme” i due termini estremi (Vita) – allo stesso modo, in questi ordinamenti divini più particolari, abbiamo:
– il carattere specifico degli Dei Hypercosmici, trascendente rispetto alle parti che formano il Tutto, non coordinato al cosmo visibile ma che lo ricomprende in sé a livello di causa (Essere/Intelligibile)
– l’essenza di tutti gli Dei Encosmici, posizione di terzo rango in quanto direttamente al di sopra di tutte le parti che compongono il cosmo, e “costituisce questo Dio unico ed unigenito e mantiene insieme le differenti processioni in esso insite” (Intelletto)
– la sovranità degli Dei non-vincolati (Hyper-Encosmici), posizione intermedia di collegamento fra i due termini estremi- ha potere supremo su tutti gli esseri ma si fa anche partecipe delle divisioni relative al cosmo- tutto il genere degli Dei Encosmici è sottoposto alla sovranità degli Dei non-vincolati, e da essa è tenuto insieme, reso perfetto e ricolmato di beni. (VI 11)
Dunque, è negli Dei Sovrani che viene a sussistere il carattere hypercosmico a partire dai Padri Intellettivi, senza alcuna mescolanza con il carattere encosmico; così, il carattere hypercosmico è universale se considerato in relazione a “tutti quanti gli altri canali particolari degli Dei”, ma è particolare a sua volta se considerato in relazione al “regno compiutamente perfetto, unico ed universale degli Intellettivi.” Questo in base alla legge teologica generale secondo cui le Cause che dirigono gli ordinamenti inferiori/successivi sono simili ai gradi finali degli ordinamenti immediatamente precedenti: “in tal modo, la processione degli Dei risulta una e continua, a partire dall’alto, dalle Enadi Intelligibili e celate, fino a concludersi nell’estremo frazionamento della causalità divina.” Così, fra le essenze divine superiori al cosmo:
– gli ordinamenti inferiori sono in diretta continuità con quelli che li precedono
– le processioni degli enti si costituiscono secondo somiglianza
– i limiti inferiori delle entità superiori sono uniti alle parti iniziali di quelle inferiori
“così, un’unica catena ed un ordine indissolubile si estendono a partire dall’alto in virtù della Bontà insuperabile della primissima Causa e della sua forza unitaria.” (VI 12)
Per il fatto che la primissima Causa è l’Uno, è garante di unità, e per il fatto di essere il Bene, fa sussistere le entità a sé simili prima di quelle dissimili- ed è così che tutte le cose sono in diretta continuità le une con le altre. Dunque, data questa ‘legge di continuità’, è evidente che, anche fra gli ordinamenti divini particolari, le primissime sussistenze (Hypercosmici) sono universali in base alla superiorità intellettiva e che comprendono a livello di causa tutte le entità inferiori, congiungendole agli Dei precedenti. “Quindi l’ordinamento degli Dei Sovrani è in diretta continuità con il regno degli Intellettivi” e sussiste direttamente a partire dalla Monade Demiurgica. (VI 13, 1- 16)

 

 

Libro VI, capitolo 3
“Quale è la specificità degli Dei Sovrani, e sul fatto che il loro carattere di assimilatori è ciò che soprattutto li contraddistingue; e come nel Demiurgo da un lato, come dall’altro nel Modello intelligibile risultano precompresi i principi causali dell’assimilazione.”

Si deve ora considerare il carattere specifico di tutto questo ordinamento divino, “per ammirare, per quanto ci è possibile, il pensiero di Platone frutto di divina ispirazione, pensiero che ci ha rivelato le dottrine più segrete.”
Dunque, l’ordinamento e la processione di questi Dei Sovrani:
– è hypercosmica e, nella totalità, ha un potere secondo solo a quello degli Dei Intellettivi
– rivela il carattere unificato degli Dei Intellettivi
– fa procedere nella molteplicità le Cause comprese negli Intellettivi
– in base alle Monadi universali ed originarie> dà ordine ai generi particolari degli enti, divide ciascun genere e li coordina fra loro
– riunisce tutte le entità inferiori, “le lega insieme ed introduce in esse una mirabile comunione delle essenze con le potenze”
– connette tutte le entità successive a quelle che precedono questa processione divina
– incita la volontà benefica delle Cause trascendenti a prendersi provvidenzialmente cura delle entità successive
“Stabilisce saldamente le realtà inferiori in quelle primissime e concede a tutti quanti gli enti una connessione e, con ciò, quell’unica catena continua che costituisce l’esistenza.” (VI 13, 17- 30) In quanto questa processione divina fornisce tutti questi beni, ha ricompreso in sé la loro elargizione: essa infatti rende simili tutte le cose e
“per il tramite della somiglianza rivela le loro essenze e potenze multiformi”, e così riunisce le entità molteplici in unità e rende tutte le entità divise partecipi della divina comunione dei beni.
Dunque, il rendere simili alle entità originarie quelle derivate ed il legare insieme tutte le cose per mezzo della somiglianza si confà a questi Dei Hypercosmici- ed è per questo che è da questo ordinamento che vengono a sussistere “i differenti livelli di copie”: ogni copia è prodotta in base alla somiglianza con il modello, e sono proprio gli Dei Hypercosmici a rendere simili ai Modelli il cosmo ed anche tutte le entità che sono nel cosmo. Del resto, gli Dei Intellettivi fanno sussistere tutte le entità encosmiche in base ad un’unica unità trascendente, mentre gli Dei non-vincolati sono già, in un certo senso, in contatto con il cosmo e coordinati agli Dei Encosmici- dunque, ne deriva la seguente legge teologica: è necessario che ciò che assimila trascenda per essenza le entità che sono rese simili e che dia anche ordine alle entità inferiori insieme alla distinzione e alla suddivisione in specie, congiungendo così in modo appropriato tutte le cose ai loro modelli secondo la somiglianza. (VI 14) Del resto, anche il Demiurgo universale, in base alla sua volontà di forma simile al Bene, “rende tutte le cose quasi identiche a lui stesso”, e rende il cosmo partecipe dell’ordine del Tempo, rendendolo così simile al Vivente Intelligibile- “e, in modo generale, è per via della somiglianza al Modello del Tutto che produce tutte le cose e rende perfetta la sua produzione demiurgica.” Con questo non si deve dire che il carattere assimilatore si trovi principalmente nel Demiurgo universale, ma che da Lui deriva il carattere del simile in tutte le cose e che a Lui pertanto appartiene l’identità- inoltre, tutte le cose ed i generi inferiori degli Dei sono presenti nel Demiurgo
a livello di causa e tutto quello che Egli fa sussistere in modo unitario ed uni-forme, gli Dei che vengono subito dopo lo fanno sussistere in modo diviso. Quindi, del Demiurgo universale si dice che:
– rende perfetto il Tutto
– agisce come assimilatore
– vivifica la totalità dell’universo
– è padre delle anime
– modellatore dei corpi
– elargitore dell’armonia
– origine del sussistere dei legami indissolubili
– causa dei generi indivisibili e divisibili
– artefice di ogni tipo di figura
Dunque risulta evidente che il genere degli Dei Hypercosmici è in diretta continuità con il Demiurgo universale, e che questo genere di Dei rivela tutta l’attività produttrice del Demiurgo e la pone negli Dei successivi, essendo comunque inferiore e secondario “rispetto al principio originario, in Lui insito, di tutte le cose.” (VI 15) Pertanto, l’ordinamento degli Dei Sovrani:
– divide il carattere unificato della produzione demiurgica
– dispiega il carattere universale dell’attività degli Dei Intellettivi
– fa procedere la loro cura provvidenziale uniforme verso la varietà
“Sicché anche la somiglianza perviene a partire da questi Dei a tutte le specie della vita presenti nel cosmo, prime, intermedie ed ultime.”

Così, in virtù della somiglianza:
– la provvidenza si estende a tutte le cose
– la totalità del cosmo è divenuta un’immagine degli Dei eterni
– le totalità insite nel cosmo dipendono dai propri Modelli
– le anime universali danzano sempre attorno all’Intelligibile
– i generi superiori sempre accompagnano gli Dei
– le anime felici abbandonano il vagare nel mondo della generazione per protendersi verso la propria fonte
“in generale, tutte quante le processioni e le conversioni si realizzano a causa della somiglianza.” (VI 16)
Infatti:
> tutto ciò che procede, viene a sussistere in base alla somiglianza con ciò che lo ha generato
> tutto ciò che si converte, compie la sua conversione in base alla somiglianza e rendendosi simile ai propri Principi

Inoltre, la somiglianza,  che si diffonde dagli Dei su tutte le cose, “veglia eternamente sul carattere di inesauribilità proprio di tutte le specie insite nel cosmo”: le specie materiali sono trascinate nel cambiamento, ma la fissità della somiglianza della specie riconduce sempre di nuovo nel ciclo periodico limitato le deviazioni irregolari delle entità individuali all’interno di ogni specie e “serra la varietà illimitata degli esseri generati in un ciclo periodico limitato” – per questa ragione, il cosmo, nella sua perenne completezza, è costituito dalla totalità dei generi e delle specie e per questo è simile al Vivente-in-sé, perché possiede a livello di immagine/copia tutto ciò che il Vivente-in-sé possiede e ricomprende a livello di Modello. Pertanto, estrema importanza del “genere della somiglianza”:
– principio causale di perfezione per la totalità del cosmo
– per assimilazione, porta a completezza la prima generazione del cosmo e la sua autosufficienza
– da sé garantisce al cosmo di comprendere in sé tutte le cose.
Legge teologica: ciò che si estende a tutte le cose (generi sovraessenziali, generi essenziali, generi intellettivi, generi psichici, generi incorporei, generi corporei) preesiste a tutte le specie, generi e cause – quindi, somiglianza e dissomiglianza esistono in modo primario negli Dei stessi (come identità e differenza, cf. Libro V, capitolo 39) o Enadi sovraessenziali, mentre a livello secondario/esistenza susseguente nelle processioni discendenti degli enti- ossia, i due modelli di simile e dissimile preesistono e trascendono la molteplicità delle cose simili e dissimili. Dalle realtà sovraessenziali dunque procedono gli enti in base alle caratteristiche specifiche delle cause prime, e “in effetti, la generazione è un’immagine dell’essenza, dal canto suo l’essenza deve la sua processione all’unità sovraessenziale.” (VI 17-18) In tal modo, è chiaro che la somiglianza si trova a livello primario negli Dei, a livello secondario risulta invece suddivisa nelle forme intellettive.
Dunque,
– le processioni della totalità delle cose avvengono secondo somiglianza (kath’homoioteta)
– le conversioni di tutte le cose ai loro principi avvengono per il tramite della somiglianza (di’homoiotetos)

– Il Modello Intelligibile ha compreso in sé la causa primissima e celata degli Dei assimilatori perché produce tutte le cose che si rendono simile ad esso per essenza, le fa sussistere in modo paterno, e per il suo stesso essere “fa risplendere sulle entità inferiori la realtà e la capacità di assimilarsi a lui”
– il genere Demiurgico, sospeso alla Causa principale del Modello Intelligibile, rende tutte le cose simili a se stesso ed alla Causa- ricomprende in sé i principi causali della totalità delle cose e “si serve di questi generi di Dei come di aiutanti per la generazione delle entità inferiori”
– la stirpe degli Dei Sovrani, in quanto è posta per ordinamento nei livelli divini suddivisi ma anche in quanto rivelatrice per la prima volta dell’azione produttrice intellettiva del Padre:
> si connette ai principi causali che preesistono nel Padre
> fa tendere verso l’alto tutte le cose
> fa dispiegare tutte le cose nell’unità complessiva demiurgica
> converte i generi particolari degli Dei verso l’identità intellettiva indivisa
> rende gli ordinamenti che sono proceduti simili ai Modelli Intelligibili “e forma un’unica catena ricolmandola di tutti gli esseri.” (VI 19)
E’ per questo che “tutti i sapienti nelle questioni divine” affermano sia che l’ultima Triade Intelligibile (Modello Intelligibile) è causa degli Dei Fontali e Principali sia che la catena dei Principi sussiste in relazione al Padre Intellettivo (Demiurgo universale). Pertanto, sia il Modello perfetto si confà agli Dei assimilatori (“tutte le entità sono rese simili al primo Modello e per tutte le entità inferiori la conversione verso di esso avviene per somiglianza”), sia essi sono strettamente unti al Demiurgo universale poiché rivelano in modo suddiviso “la causa dell’identità e della differenza intellettive per mezzo della potenza della somiglianza e dissomiglianza” (VI 20)

 

 

Libro VI, capitolo 4

“Quali sono le potenze degli Dei assimilatori, quali le attività, quanti sono i beni che da essi vengono forniti al cosmo e, al contempo, a tutte le entità encosmiche.”

Riassumendo dai capitoli precedenti:
– quello degli Dei Sovrani è il primissimo e più universale dei generi divini suddivisi (ton meriston theion genon) ed è strettamente legato agli ordinamenti Intellettivi
– ha in sorte in modo specifico il carattere ‘assimilatore’
– in base all’assimilazione, connette tutte le entità alla Monade Demiurgica
– è proceduto a partire dal Modello Intelligibile, ed è origine prima della generazione di tutte le entità encosmiche
Dopo questo, bisogna distinguere tutte le diverse potenze divine assimilatrici, metterle “nell’opportuno ordine” e considerarle “nel loro procedere, in relazione all’essenza unica degli Dei.” Anticipiamo quindi, per facilitare la comprensione, la divisione in quattro Triadi degli Dei Sovrani:
-Triade Demiurgica: Zeus, Poseidone, Plutone
-Triade Creatrice di Vita: Artemide/Hecate, Persephone, Atena
-Triade Elevante: la processione Apollinea/Heliaca
-Triade Immacolata: Cureti e Coribanti.

Dunque, in questo ordinamento abbiamo:
– le potenze primissime e “più sovrane”: rivelano l’azione produttiva del Padre e la dispiegano in tutti gli ordinamenti suddivisi
– seconde le potenze connettive della totalità dell’universo: custodiscono “in un’unica catena ed in un indissolubile intreccio le processioni divine”
– terze le potenze preposte alla perfezione di tutte le entità inferiori: per mezzo della somiglianza rendono perfette le processioni e le conversioni di tutti gli esseri
– quarte le potenze che fanno tendere in alto tutti i generi degli Dei: preesistono come radunatrici delle entità suddivise;
– potenze origini del sussistere dei generi suddivisi, elargitrici di essere ed essenza in modo distinto per le entità prime, intermedie ed ultime
– potenze causa della distribuzione incontaminata e della perfezione sempre stabile
– potenze che hanno il controllo dell’azione produttrice generativa, che “riversano i canali suddivisi della vita” e li distribuiscono a tutte le entità inferiori
– potenze che elevano gli esseri di livello inferiore, “che recidono tutto ciò che è materiale e privo di regola, e che sono elargitrici di tutti i beni.”
(VI 21)

“Non vi è nessuna di tutte le cose belle insite nel cosmo che non proceda da questo ordinamento di Dei e che non ricolmi le entità che ne partecipano.”
Da questo ordinamento deriva che:
– il cosmo è saldamente stabilito nei suoi propri principi
– la rivoluzione del cosmo permane immutabile
– il Tutto è tenuto insieme dai “legami indissolubili”
– i limiti dei cicli periodici diventano gli inizi delle rotazioni cicliche successive
– il ciclo della generazione imita il movimento circolare dei corpi celesti
– tutte le entità risultano convertite verso quelle più divine
– la materia è resa simile agli enti reali grazie agli ultimi riflessi della produzione delle Forme
– ciò che è soggetto a movimento irregolare e disordinato è ricondotto all’ordine ed al limite e reso simile a ciò che è sempre nello stesso modo
– le cose trascinate nella varietà della generazione riproducono a livello di immagini/copie i cerchi celesti e ad essi si connettono con ogni genere di movimento
– le rivoluzioni del cielo riproducono a livello di immagini i movimenti circolari delle anime
– le rotazioni cicliche delle sfere iscrivono sul cielo le intellezioni delle anime
– il tempo encosmico, che procede secondo il numero e ruota circolarmente, viene assimilato alle intellezioni fisse ed alla misura di tutti gli Intelligibili- “in effetti, tutto quanto questo nostro tempo è divenuto un’immagine dell’Eternità che permane nell’uno, dispiegandosi allo stesso modo secondo il Numero”

“Pertanto, tutti gli esseri hanno avuto in sorte la processione verso l’essere e la distribuzione della perfezione secondo misura da parte degli Dei Sovrani assimilatori e tengono insieme la loro propria essenza per il tramite della somiglianza.” (VI 22)

Inoltre, l’ordinamento degli Dei Sovrani regola in modo specifico la simpatia fra gli esseri encosmici e la loro reciproca comunione. Infatti, è grazie alla somiglianza che tutte le cose sono reciprocamente unite, che gli esseri superiori fanno risplendere i loro doni su quelli inferiori e che gli effetti sono sempre saldamente stabiliti nelle loro cause, “e che inoltre si contempla nel cosmo un intreccio indissolubile, una comunione universale fra tutti gli esseri ed un legame fra gli esseri attivi e quelli passivi.” E’ quindi grazie alla somiglianza che contemporaneamente:
– negli effetti sono venuti a sussistere i principi causali che li hanno generati
– nei principi causali sono ricompresi i prodotti che procedono a partire da questi stessi principi
“e così tutte le cose sono presenti le une nelle altre ed a riunire fra loro tutte le cose è la somiglianza.”
E’ in base a questo principio che gli esseri celesti concedono a quelli encosmici di partecipare dei loro efflussi: “vi sono catene che dall’alto pervengono fino agli esseri di ultimo livello”, perché tutti gli esseri riproducono a livello di immagini le potenze di quelli ad essi superiori. Anche se la processione riduce la somiglianza man mano che si allontana dalla sua fonte/principio, tutti gli esseri (“anche quelli che partecipano in modo più oscuro dell’essere”) riflettono la somiglianza con i principi causali a livello di immagini/copie; inoltre, tutti sono soggetti alla relazione simpatetica sia fra di loro sia rispetto ai principi causali.
Per gli esseri che procedono l’assimilazione è duplice per natura:
– in base alla processione: gli esseri sono resi simili gli uni agli altri a partire dall’unità – per il tramite di questa somiglianza, gli esseri coordinati fra loro si uniscono e si combinano reciprocamente
– in base alla conversione verso l’unità: gli esseri sono resi simili ai “principi causali sovrani ed originari” – per il tramite di questa seconda somiglianza, gli esseri “si stringono verso i loro propri principi e si congiungono ai propri Modelli.” (VI 23)

E’ in base alle ragioni appena esposte che:
> tutti gli esseri che partecipano dell’efflusso del Sole dipendono dalla sua rivoluzione: i generi superiori ed il numero complessivo delle anime, dei viventi, delle piante e delle pietre- e questo vale a proposito di tutti gli Dei. “Infatti, tutti quanti gli Dei sono Sovrani e Governanti nel Tutto (Hegemones kaì Archontes en toi panti), e a danzare intorno a loro ci sono molti ordini di Angeli, molte serie di Demoni, molte schiere di Eroi, grandi masse di anime, multiformi generi di viventi mortali, ed infine variegate tipologie di piante. E tutte le cose desiderano i propri Sovrani e a tutte appartiene il segno distintivo (synthema) della propria Monade” – il segno distintivo appare in modo evidente in alcuni, in modo oscuro in altri, dal momento che la somiglianza è maggiormente forte nei primissimi esseri mentre negli intermedi e negli ultimi si fa via via più indistinta in relazione al loro livello nella processione.
La somiglianza dunque: collega Modelli ed immagini; rende ciascun essere sodale con se stesso e con gli esseri coordinati; fa esistere “amicizia incrollabile” fra gli esseri encosmici coordinati; collega anche gli elementi più contrari e più lontani “per mezzo di ragionamenti inconfutabili e li intreccia in vista della perfezione del Tutto.”

Caratteri degli Dei Egemoni assimilatori:
– producono e generano da sé tutte le cose> le processioni avvengono tutte tramite la somiglianza, e ciò che procede “ama rendersi simile” alla propria causa generatrice
– convertono tutte le cose verso i loro principi> ogni conversione avviene tramite la somiglianza
– legano insieme tutti gli esseri fra loro coordinati> l’avere in comune una medesima causa produce somiglianza negli esseri che ne procedono, e tale somiglianza assegna loro la connessione indissolubile
– rendono tutte le cose amiche e simpatetiche le une con le altre> in quanto rivelano che, grazie a partecipazione, gli esseri più elevati sono presenti in quelli inferiori, e che quelli inferiori sono ricompresi in quelli più perfetti a livello causale
– estendono “catene e processioni” dall’alto fino agli esseri di ultimo livello
– con le loro serie fanno procedere le Monadi verso un abbassamento di livello, ma anche riuniscono tutte le forme di molteplicità in unità in base alla comunione
– connettono gli interi alle parti e fanno comprendere le parti negli interi
– grazie alla connessione con gli esseri perfetti, conducono alla perfezione quelli imperfetti
– con la causa della somiglianza, custodiscono gli esseri perfetti
– con le forme e le proporzioni simili, “conducono ad un ordine ben determinato il mare della dissomiglianza”
– con i modelli stabili, “conchiudono la generazione soggetta a continui mutamenti degli esseri di questo nostro mondo.”
(VI 24; 25, 1- 14)

 

 

Libro VI, capitolo 5

“Quali sono le suddivisioni degli Dei assimilatori, e sul fatto che la parte più ampia del discorso concerne gli ordinamenti intermedi fra essi.”

Fin qui, i discorsi generali su questo ordinamento divino, in diretta continuità con quello Intellettivo, sovrano ed assimilatore di tutte le realtà inferiori ai loro principi. Come sempre, prima di prendere in esame la dottrina del Parmenide, si illustreranno quali sono gli Dei di questo ordinamento, menzionati in altri dialoghi, in modo che poi anche la dottrina tramandata nel Parmenide diventi “più palese per la ragione.”
Gli Dei Sovrani (esclusa la Triade Custode, per il momento) sono divisi in tre Triadi:
– gli Dei della prima sono uniti ai Re Intellettivi e fanno protendere tutta la catena posta sotto di loro verso l’unità con i Re Intellettivi – al di sopra della somiglianza degli Dei assimilatori in quanto intrecciati per essenza agli Dei Intellettivi
– gli Dei della terza chiudono il limite inferiore di tutto l’ordinamento e rivelano agli esseri di livello inferiore le potenze degli Dei di questo livello – non immediatamente partecipi della somiglianza degli Dei assimilatori in quanto sono proceduti da essa e si sono mescolati ai generi inferiori
– gli Dei della Triade intermedia si sono distribuiti la processione completa di questo ordinamento e sono solo questi Dei che “determinano in se stessi la realtà di questo ordinamento nella sua purezza.”
Pertanto, è evidente che tutta la processione di questo ordinamento è da ricondurre ad una triade, a partire dai Padri Intellettivi (quindi, le tre Triadi Sovrane: Paterna, Vivificante, Convertitrice), ecco perché tutto questo ordinamento dipende dalla Monade Demiurgica e “l’Intelletto Demiurgico produce alcuni di questi Dei a partire da se stesso e dal Padre Intellettivo, altri a partire da se stesso e da tutta la generazione di vita nel suo insieme, altri ancora a partire dai propri canali”. Così, tra gli Dei di questo ordinamento:
– Dei e Padri Sovrani (Triade Demiurgica: Zeus, Poseidone, Plutone)
– Divinità vivificanti e generatrici (Triade Creatrice di Vita: Artemide/Hecate, Persephone, Atena)
– Divinità elevanti e convertitrici (Triade Apollinea/Heliaca)

Inoltre, dal momento che a ciascuno dei Sovrani Intellettivi è strettamente unito anche un ordine specifico di Dei Incontaminati, è necessario che anche fra gli Dei Sovrani ci sia un ordinamento che procede da quello Incontaminato, una sua seconda processione: quindi, alle tre Triadi Sovrane menzionate è “unito per natura l’ordinamento custode (tèn phrouretikèn taxin)” – esso viene a sussistere contemporaneamente a ciascun ordinamento Sovrano, “in modo paterno in rapporto al primo, in modo vivificante in rapporto al secondo, in modo intellettivo e convertitore in rapporto al terzo.”
Abbiamo così una quadruplice suddivisione dell’ordinamento Sovrano: potenze paterne, processioni generative, conversioni, custodie incontaminate – “infatti è dagli Dei Intellettivi che gli Dei Sovrani hanno ricevuto la loro esistenza, sicché gli uni sormontano in modo universale le parti, gli altri invece in modo individuale riversano sulle totalità le loro potenze generose.” Pertanto, gli Dei Sovrani si distribuiscono la cura provvidenziale del Demiurgo universale:
– la prima Triade dà ordine al Tutto con forme prime, mediane ed ultime di produzione
– la seconda Triade fa procedere i canali della vita in tutti gli esseri
– la terza Triade eleva gli esseri che sono proceduti e li richiama verso il Padre
– la quarta Triade presiede alla guardia incontaminata degli esseri di livello inferiore.
(VI 26; 27)

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