Triade Creatrice di Vita

 

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Libro VI, capitolo 11

“Quale è la Triade generatrice di vita negli Dei Sovrani e da quali opere di Platone potremmo trarre considerazioni di partenza sulla sua unità e al contempo sulla sua divisione.”

 

Dopo la Triade dei Padri Sovrani, bisogna di seguito considerare il successivo ordinamento divino, quello fecondo e vivificante (gonimon- zoopoiòn): infatti, a partire dai Padri Intellettivi si rivelano negli Dei Sovrani le generazioni e le discese di livello, ossia le processioni particolari degli esseri che, nel livello Intellettivo, sussistono in modo uniforme – ciò in base alla legge teologica secondo cui i prodotti generati, essendo inferiori alle loro cause, moltiplicano le Monadi e rendono molteplici le sussistenze stabili di quelle cause, ed inoltre rendono le loro proprie attività più composite rispetto alla semplicità delle cause. Pertanto, come dalla Monade Paterna è venuta a sussistere la Triade dei Demiurghi Sovrani, così, dalla “Fonte generatrice di vita” e centro intermedio degli Intellettivi, si è prodotto l’ordinamento sovrano generatore di vita- “e anche a questo livello c’è una triade che è tenuta insieme da una monade.” Infatti, come abbiamo visto, la Triade Sovrana Demiurgica è venuta a sussistere dalla Monade Demiurgica ed è quindi triadica e monadica (i tre Dei che condividono il nome ‘Zeus’); allo stesso modo, anche la Triade elargitrice di vita è monadica e ha di conseguenza le seguenti proprietà:

– è ricolma di potenza generativa e perfezione incontaminata, perché partecipa della “generazione di vita universale” e con i “canali della vita” ricolma tutti gli esseri dei beni della generazione, e fa così procedere la “luce generatrice di vita” perché tutte le entità possano generosamente partecipare di tali beni (VI 48)

– è presente in tutti gli esseri e li rende partecipi delle sue potenze, e li riconverte a sé

– si diffonde dall’alto fino alle ultime divisioni del cosmo mantenendo la sua unità non mescolata con gli esseri che ne partecipano

“stringe al suo grembo la luce generatrice, perfetta e di forma simile al Bene propria della Monade Demiurgica, e d’altra parte intesse con il terzo Padre l’ordinamento della vita e dispone in ordine, in modo conveniente, i limiti della totalità dell’universo”

Perciò questo ordinamento, in virtù della sua natura intermedia, si estende ad entrambi gli altri due generi degli Dei Sovrani (Demiurghi ed Elevanti): con i primi, coordina il livello generatore (potenza generativa – ai generi demiurgici si addice la potenza stabile) a quello demiurgico e porta alla perfezione gli esseri di livello inferiore; con i secondi, intreccia insieme il carattere incontaminato (perfezione incontaminata – ai generi elevatori si addice la purezza incontaminata) a quello che eleva/converte e fa risplendere su tutti gli esseri la potenza corrispondente al loro livello.

E’ quindi questa la Triade divina celebrata da Orfeo, da Platone e da tutta la Teologia degli Elleni con un unico nome, che indica anche la molteplicità delle potenze insite in essa: la seconda forma di generazione di vita è quella Korica, che ha la sua sussistenza a partire dalla Fonte universale generatrice di vita, che è congiunta ad essa e che agisce insieme a questa Fonte. Secondo la legge teologica: gli effetti non risultano mai radicalmente separati dalla cura provvidenziale esercitata dalle Cause – il che, detto in termini mitologici: “da un lato, le erranze, le ricerche e le partecipazioni stabilite in base a periodi determinati appartengono agli esseri soggetti alla cura provvidenziale,, dall’altro la causa divina della vita particolare (Kore) si è eternamente unita alla Fonte universale generatrice di vita, che i Teologi chiamano anche ‘Madre della Dea Sovrana’ (Metera tes hegemonikes theou)” – ed è per questo che sia le iniziazioni sia Platone collegano sempre Demetra a Kore: Demetra come Causa generatrice, Kore come “ricolma della prima e a sua volta ricolmante gli esseri di livello inferiore.” (VI 49)

 

Inoltre, l’ordinamento Korico è duplice:

– il primo si manifesta al di sopra del cosmo: Zeus e Kore, sussistenza del Demiurgo universale degli esseri particolari

– il secondo si manifesta nel cosmo: rapimento da parte di Plutone, la Dea “anima anche gli ultimi esseri del Tutto sui quali regna Plutone.”

“In effetti, la tradizione dei Teologi che ci hanno trasmesso le più sacre fra le iniziazioni, quelle di Eleusi, dice che in alto Kore permane nelle dimore della Madre, che (Demetra) ha preparato per lei (Kore) nelle zone inaccessibili, trascendenti rispetto al Tutto, mentre in basso governa con Plutone sugli esseri ctoni, ha il controllo dei recessi della terra, concede la vita agli esseri che vengono per ultimi del Tutto e rende partecipi di anima quegli esseri che di per se stessi sono privi di anima e morti.” E’ in base a questa gerarchia divina che i miti narrano dell’unione di Kore con Zeus e con Plutone (“dei quali il primo, come dicono i miti, le ha fatto violenza mentre l’altro ha rapito la Dea”) ma non con Poseidone: solo questo Dio, fra i Cronidi, non è congiunto a Kore in quanto occupa egli stesso il ‘centro intermedio’ della sua propria Triade e quindi ha già di per se stesso una potenza vivificante ed è caratterizzato in base a tale potenza. Da se stesso quindi possiede la causalità generatrice di vita ed “anima tutto l’ambito che gli è stato assegnato in sorte e lo ricolma del livello intermedio di vita.” (VI 50) Secondo la divisione dei Padri Sovrani, Zeus è principio causale dell’esistere (essere) in quanto padre della Triade, Plutone (intelletto) è invece elargitore di sapienza ed intelletto per le anime- pertanto, si riconferma il fatto che:

– anteriormente al cosmo, Kore è congiunta a Zeus in modo paterno

– nel cosmo, Kore congiunta a Plutone “in base alla volontà di forma simile al Bene del Padre”

“in modo tale che sia i primi sia gli ultimi fra i prodotti della demiurgia siano partecipi della generazione di vita. Infatti, nel modo in cui la Fonte universale della vita, essendo unita al Demiurgo universale, in base ad un’unica forma di causalità indivisibile fa risplendere il vivere su tutte le cose, allo stesso modo Kore, intrecciando insieme gli esseri primi, intermedi ed ultimi ai Sovrani del Tutto, fa sussistere la sua propria generazione di vita.”

 

Dunque, l’unità della Triade nel suo insieme si manifesta nella Kore congiunta a Demetra- e questo è il suo aspetto monadico; però, questa Triade comprende tre Monadi e, secondo la gerarchia consueta e gli insegnamenti dei “fondatori della Teologia Ellenica”:

– la prima e più elevata occupa il livello dell’esistenza, Artemide Korica (Ecate, “presso i barbari”- Teologia Caldaica)

– la seconda quello della potenza vivificante, Persephone (Anima)

– la terza quello dell’intelletto generatore di vita, Atena (Virtù)

(VI 51)

 

– Atena Korica, ‘Despoina Kore’, causa della virtù nella sua totalità, ‘amante della sapienza e amante della guerra’ (philosophon- philopolemon), Ethonoe (cf. Cratilo 407: “chiamandola con maggiore solennità theou noesis, dice che essa è ha theonoa..e nulla manca che egli volesse chiamarla Ethonoe, essendo colei che ha in sé il pensiero/che ha indole di intelletto” ethos-nous): tutti nomi che manifestano il suo carattere intellettivo e sovrano e la produzione della totalità della virtù

– Persephone, Pherrephatta “questo nome che impiegano anche tutti gli altri Teologi” (la verità celata in questo nome- cf. Cratilo 404- segue..)

– Artemide Korica, “esperta di virtù” (aretes histora)- perché questa è la primissima Monade della Triade e ricomprende in sé la terza Monade, così come la terza risulta convertita verso la prima “e quella intermedia detiene la potenza che si estende ad entrambe.”

 

Le tre Monadi generatrici di vita

– Artemide, sommità della Triade, che converte a sé la terza Monade

– Persephone, potenza vivificante dell’universo nella sua totalità

– Atena, intelletto divino ed incontaminato, che comprende in unità la totalità delle virtù- come si afferma nel Timeo: ‘amante della sapienza’ ad indicare che è ricolma di conoscenza intellettiva e vera sapienza, ‘amante della guerra’ perché causa della potenza incontaminata e “protettrice del coraggio in tutte le sue forme”; e nelle Leggi: ‘Kore’ e ‘Parthenos’ in quanto pura da ogni forma di conversione verso l’esterno. (VI 52)

 

Sull’unità della Triade Korica – A proposito di quanto si dice nel Cratilo su Pherrephatta: è chiamata ‘sophia’ e si dice che ‘entra in contatto’ (ephaptesthai) con ciò che è mosso e generato (ginomenou-pheromenou) e che incute timore (phobon empoiein) a coloro che sentono questo nome. ‘Sophia’ è anche segno distintivo (synthema) di Atena e vertice sommo della virtù, “infatti, se anche tra noi le primissime fra le virtù sono tutte scienze, come si potrebbe non denominare in modo corretto ‘sapienza’ la causa originaria di tutte le virtù nel loro insieme?” Il carattere di ‘amante della sapienza’ le si addice, ma nella misura in cui la Dea è sapienza ed intellezione immateriale e non in quanto mancante di sapienza, perché a Lei si confà “il bene intellettivo della sapienza propria del livello divino sovrano.” Poi, l’entrare in contatto con ciò che è mosso, ossia con l’ambito della generazione, è proprio dell’anima, la quale ha diretta comunione con tutto ciò che è generato e soggetto a continuo movimento; l’essere ‘oggetto di timore e terribile’ sono aspetti della potenza di questa Dea, “trascendente rispetto a tutte le cose, invisibile ed inconoscibile per i più” – anche secondo la Teologia Caldaica, questa è la Dea “che incute spavento e timore”, Colei che ha la sovranità di questa Triade, “questa Dea che è per noi grandissima.” (VI 53)

I caratteri specifici appena esposti appartengono quindi sia alla Kore complessiva sia alla Kore che sta in basso e che si unisce a Plutone, ma quest’ultima li possiede a livello di partecipazione e per il farsi simile alla Kore complessiva; pertanto, le tre Monadi vivificanti realmente coesistono e formano un unico ordinamento: come la Dea universale generatrice di vita possiede in sé la fonte delle virtù e quella delle anime, delle quali il Demiurgo rende partecipe il cosmo tutto  facendolo sussistere in una forma perfetta, così la Dea intermedia di questo ordinamento sovrano possiede la causa originaria di tutte le forme particolari della vita, e quindi possiede anche la causa delle anime e delle virtù- “è per questo che anche per le anime particolari la risalita avviene tramite la somiglianza e la virtù è somiglianza con gli Dei”- ed ecco perché entrambe preesistono fra gli Dei assimilatori. Infatti, visto che le anime hanno avuto in sorte per essenza la somiglianza, la capacità di rendersi simili si trova in modo primario presso gli Dei: perciò, da un lato, le anime sono rese simili alla loro Fonte, dall’altro partecipano del rendersi simili grazie ai Principi causali assimilatori; per le anime l’immortalità si deduce appunto dalla somiglianza con la realtà divina, ed è per questo che è a causa degli Dei assimilatori “che risplende questa causa di immortalità delle anime.” Sempre a partire dalla somiglianza, si dimostra la necessità che le anime “governino ed esercitino il dominio sui corpi”, perché il governare lo ricevono in sorte “dallo stesso ambito da cui traggono anche la somiglianza (Dei assimilatori Sovrani).” (VI 54) Pertanto, a tutte le forme di vita preesiste il principio causale della vita insito negli Dei assimilatori, e a tutte le virtù che garantiscono la somiglianza preesiste “l’unica, universale ed indivisibile virtù” – per le anime sia la somiglianza per essenza sia l’assimilazione grazie alla virtù vengono da questi Principi.

 

Pertanto, triplici sono le Monadi dell’ordinamento Korico e tutte queste Monadi risultano preordinate nella Kore complessiva:

– Artemide, “che fa risiedere tutti gli esseri in se stessa”

– Persephone, “li conduce tutti alla generazione” / Anima “infatti è proprio all’anima che si confà il generare”

– Atena, “li converte verso di essa” / Virtù “infatti questo è per eccellenza il compito della virtù”

 

Persephone (“la Kore che è unita a Plutone”), essendo centro intermedio della Triade, partecipa anche delle componenti poste agli estremi- del resto, il suo carattere specifico è proprio quello di potenza intermedia ed è per questo che si chiama Persephone, “in virtù del suo entrare in contatto con la generazione e con le cose che sono soggette a movimento.” I caratteri che si confanno alle componenti estreme (Artemide-Atena) sono perciò non-mescolatezza (tò amigès) e l’essere vergine (tò parthenion), mentre alla Dea intermedia, “che si compiace delle processioni e delle moltiplicazioni”, appartengono la mescolanza ed il contatto con gli esseri generati- è per questo che l’essere oggetto del rapimento (tò arpazomenon) è il carattere specifico di Kore, in modo che renda partecipi di sé e della generazione di vita anche gli ultimi esseri del Tutto. Pertanto, come abbiamo detto, la Kore complessiva è quella che è sempre coordinata a Demetra (‘Semnai t’Aidoiai te‘), mentre Persephone è sempre coordinata a Plutone ed è la potenza che procede dalla Kore complessiva verso il basso, e infatti, in Persephone, il rendere animato è a livello di essenza (centro mediano- potenza vivificatrice /Anima), mentre l’essenziale (Artemide) e l’intellettivo (Atena) sono a livello di riflesso. (VI 55)

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