Cureti e Coribanti

Teologia, Libro VI, capitolo 13

“Quale è l’ordinamento incontaminato degli Dei Sovrani, ed in che modo si potrebbero trarre anche dalle opere di Platone nozioni riguardo ad esso.”

Su questo ordinamento Platone non offre che spunti, mentre è la dottrina Orfica a menzionarlo in modo più chiaro – la sua esistenza si può inferire anche a partire dall’ordinamento precedente, ossia quello intellettivo: gli Dei Sovrani sono sussistiti come analoghi ai Re Intellettivi (anche se in modo separato e diviso, in quanto la processione verso il basso implica sempre queste caratteristiche) imitandone le potenze paterne, generatrici e convertitrici, e quindi devono avere, in modo appropriato all’ordinamento sovrano (Cause Custodi di secondo livello, secondo rispetto al primissimo livello guardiano intellettivo), anche le Monadi Immutabili (Triade degli Dei Incontaminati) insite nei Re Intellettivi. Dunque, è “la dottrina misterica di Orfeo” a tramandare in modo diffuso questo ordinamento incontaminato, mentre Platone “prestando fede alle iniziazioni e ai riti che vengono compiuti durante queste iniziazioni”, non fornisce che indicazioni e precisamente:
– nelle Leggi: l’incantamento che viene dai Coribanti, che reprime il movimento disordinato
“quando le madri vogliono mettere a dormire i loro bambini che non riescono ad addormentarsi, non li tengono fermi, ma al contrario li muovono, cullandoli di continuo fra le braccia, e non stanno in silenzio ma cantano loro qualche melodia, ammaliandoli, così come vengono guariti coloro che sono fuori di sé per i furori bacchici, ricorrendo alla danza corale e alla musica (‘i rimedi dei Coribanti’)…entrambe queste due condizioni rappresentano una situazione di timore, e questo timore è determinato da un particolare stato di debolezza dell’anima. Quando qualcuno dall’esterno imprime una scossa a tali condizioni, il movimento che viene impresso dal di fuori supera il movimento della paura e della follia interna, e dominandolo, sembra determinare nell’anima una tranquilla serenità, e acquieta i molesti battiti del cuore: ed è cosa davvero desiderabile, perché agli uni permette di prendere sonno, e agli altri, che invece rimangono svegli, e danzano e suonano il flauto insieme a quegli Dei cui ciascuno ha innalzato sacrifici propiziatori, fa in modo di renderli sani di mente da quella condizione di follia in cui si trovavano.”
(VII 790c- 791b)

– nell’ Eutidemo: il rito dell’intronizzazione che si compiva nei riti Coribantici
“…la stessa cosa che fanno quelli che partecipano all’iniziazione dei Coribanti, quando eseguono l’intronizzazione nei confronti di quelli che vogliono iniziare. Infatti anche là ci sono una danza corale ed un gioco, se veramente sei stato iniziato; e ora questi due non fanno altro che danzare in coro attorno a te e, per così dire, ballare per scherzo…” (277e)
Menzionati anche a proposito dei “giochi in armi dei Cureti” (cf. Libro V, cap. 3 “In verità Platone, rifacendosi ad Orfeo, chiama in termini espliciti la Triade Implacabile ed Incontaminata che fa parte degli Dei Intellettivi “Triade dei Cureti”, come afferma nelle Leggi lo Straniero di Atene, quando celebra “i giochi in armi dei Cureti” e la Loro danza ritmica. Ed in effetti Orfeo pone al fianco di Zeus i custodi Cureti, che sono tre, e le leggi di Creta e tutta la Teologia Ellenica fanno risalire a questo ordinamento la vita e l’attività pure ed incontaminate.”)- Coloro che sono stati fatti apparire da Rhea e danzano in cerchio attorno al Demiurgo universale: l’ordinamento Curetico ha dunque la sua primissima sussistenza fra gli Dei Intellettivi; in modo analogo ai Cureti, a livello Sovrano, hanno avuto
sussistenza i Coribanti. (VI 65)
Ordinamento dei ‘Korybantes’, che “procede innanzi a Kore” (he ton Korybanton probainousa tei Korei) “e la custodisce da ogni lato, come dice la Teologia” – quindi il
nome ‘Coribanti’ si riferisce sia a Kore sia alla purezza (il carattere ‘puro’, koron): Essi presiedono alla purezza e conservano incontaminato l’ordinamento Korico, “immutabile nelle sue generazioni e stabile nelle sue processioni verso i cosmi…dal momento che non si potrebbe dire che la nostra signora e padrona stessa, Kore, abbia da altro il suo nome, se non dalla sua purezza e dalla sua vita incontaminata.”
Pertanto, come la Dea universale generatrice di vita ha fatto sussistere i primissimi Cureti, così Kore, imitandola, “produce una duplice Triade Guardiana, l’una congiuntamente al Padre, l’altra di per se stessa e da se stessa” (qui si allude a tutte le processioni Curetiche-Coribantiche-Cabiriche: c’è parecchia confusione su questo per il fatto che “l’ordinamento custode ed incontaminato viene denominato dalla Teologia Ellenica in tal modo ad ogni livello”. Dà la ‘prova’ della connessione fra Demetra, Kore, Zagreo ed i Misteri dei Coribanti lo stesso Eusebio, che cita nell’ordine: Misteri di Zagreo, Misteri dei Coribanti, Misteri di Eleusi…) Dal momento che la processione dell’ordinamento custode implica divisione e maggiore varietà, i Coribanti necessitano anche della Monade Atenaica (di livello superiore, che estende il suo potere dai primissimi Cureti fino a quelli di terzo livello): “tale Monade unifica la loro processione, sostiene il loro movimento in armi ed in generale li converte verso i loro propri principi.” (VI 66) Inoltre, il numero tre si confà sempre all’ordinamento guardiano e alle potenze custodi, perché perfetto e comprendente principio, mezzo e fine degli esseri inferiori, in tal modo proteggendoli “da tutti i lati, circondando ciò che è custodito”
Perciò, negli Dei Intellettivi le tre Monadi dei Cureti sono suddivise fra i tre Padri, mentre nell’ordinamento sovrano la Triade custodisce Kore da ogni lato, in quanto ha in sé le triplici Monadi (Artemide, Persephone, Atena): è così che queste tre Monadi sono custodite immutabili nel permanere e nel procedere dagli Dei Incontaminati. Tali Dei sono connessi in modo specifico alle potenze generative, in quanto controllano le processioni di queste potenze in tutti gli esseri e “il loro moltiplicarsi negli atti di generazione”, preservandole appunto fisse ed immutabili. Pertanto, negli Dei la sovrabbondanza feconda e la potenza immutabile costituiscono un’unica cosa: il loro carattere immutabile non è infecondo, ed il loro carattere fecondo non si lascia contaminare da ciò che è inferiore…”ed è per questo
motivo che gli Dei ricolmano di se stessi tutti gli esseri, li generano tutti e non si separano da nessuno, né tra i primi né tra quelli che vengono per ultimi.” (VI 67)

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