Intelletto Intelligibile/noetico

3) Intelletto Intelligibile/noetico> il Vivente-in-sè; Phanes, Erikepaios, Metis. “La terza Triade intelligibile..qual’è essa dunque? L’uovo (limite); la Diade delle nature che sono in Lui (illimitato), maschile e femminile, e la moltitudine di semi di ogni specie che si trova in mezzo; e come terzo oltre a questi, un Dio dal duplice corpo, con le ali d’oro sulle spalle, che aveva attaccate sui fianchi teste taurine e sul capo un mostruoso serpente, che assomigliava alle forme più diverse degli animali selvaggi. Questo Dio deve essere dunque ritenuto l’Intelletto della Triade…questa Teologia lo proclama Protogonos, e lo chiama Zeus ordinatore di tutte le cose e dell’intero cosmo (Dia panton diataktora kaì holou tou kosmou), onde viene denominato anche Pan. Siffatte e tali sono le cose che questa Teologia stabilisce intorno ai Principi primi.” – “Ciò mostra anche Orfeo a proposito di Phanes, nel corso della sua esposizione teologica. Presso di lui, infatti, il Dio ha molte teste di animali: “emettendo minacciosi versi di toro e di fiero leone” e proviene dall’Uovo primigenio, nel quale si trova, allo stato di embrione, l’essere vivente; anche Platone, compresolo, denominò “Vivente-in-sè” questo grandissimo Dio; infatti, che differenza c’è nel chiamare la causa nascosta ‘Uovo’ e ‘Vivente’ ciò che è uscito da tale causa? …il “Vivente-in-sè” non è altro che il Phanes del Teologo. Se in effetti Phanes esce primo ed unico dall’Uovo, colui che, presso Orfeo designa tutto il primo Intelletto intelligibile, e se ciò che esce unico e solo dall’Uovo non può che essere un essere vivente, è chiaro che il grandissimo Phanes non è altro che il Vivente-in-sè, come direbbe Platone. Questo Phanes, nel momento in cui si è manifestato a partire dalle Cause nascoste, contiene già in sè i Principi delle classi successive, creatrici, preservatrici, che danno inizio e che portano a compimento, inflessibili, e abbraccia secondo un rapporto causale unico tutti i viventi intelligibili..e produce e rivela agli Dei intellettivi/noerici tutte le cause intelligibili ed unificate.” (Pr. in Tim. I 428- 429) “Il Teologo forgia un vivente dagli attributi universali, attribuendogli teste di capro, di toro, di leone e di serpente, e fornendo a lui per primo, in quanto primo vivente, il sesso maschile e quello femminile “femmina e genitore il potente Dio Erikepaios” dice il Teologo..infatti, se è uscito dall’Uovo primigenio, questo mito mostra anche con evidenza che egli è in assoluto il primo dei viventi, se è lecito mantenere l’analogia: infatti, come l’Uovo contenne prima la causa seminale del vivente, così l’Ordine nascosto abbraccia in unità ogni intelligibile, e come il vivente ha ormai in maniera distinta tutti i caratteri che erano nell’uovo allo stato embrionale, così anche questo Dio porta alla luce l’indicibile e l’ineffabile delle cause prime.” (Pr. in Tim. I 429, 20- 26). “Poichè il numero dodici è nato dal numero perfetto tre e dal numero generatore quattro per unione, comprendendo l’intero ordinamento divino degli Dei, e poichè del tre e del quattro sono principi la Monade e la Diade, la Monade sarebbe l’Etere, la Diade il Caos, la Triade l’Uovo- è infatti il numero perfetto- la Tetrade Phanes, come afferma anche Orfeo: ‘con quattro occhi guardando qua e là’.” (Herm. in Phdr. 246) “Il 3 che è il primo numero dispari, è detto da alcuni “perfetto”, perchè è il primo numero che significa tutte le cose, cioè inizio, mezzo e fine…il 3 ha avuto in sorte bellezza e fascino, anzitutto perchè è assolutamente il primo numero che presenta le potenze attive dell’ 1, e cioè proprietà dispari, perfezione, proporzione, unitarietà, limite; infatti il 3 è il primo numero dispari in atto..e ha la prerogativa di essere il numero successivo ai due primi principi e anche uguale alla loro somma”…”No, per colui che ha tramandato alla nostra generazione la Tetractys, sorgente che contiene le radici dell’inesauribile natura.” Con l’espressione “inesauribile natura”, infatti, i Pitagorici alludevano alla Decade (il Demiurgo) quale “natura eterna e perpetua” di tutte le cose e di tutte le loro specie, in virtù della quale ciò che è nel mondo si compie e ha il suo limite appropriato e più bello. Le “radici” della Decade sono i numeri fino al 4, ossia 1,2,3,4…” (Giambl. Theol. Aritm. 14- 30)

Nella III Triade che si rivela tutta la molteplicità intelligibile> questo Essere è tutte le cose (intelletto, vita ed essenza), ma – non in forma di causa come l’Essere in senso primario – nè in quanto fa apparire tutte le cose, come l’Essere di secondo livello > bensì, la III Triade “è tutte le cose in atto ed in modo manifesto” (kat’energeian kaì ekphanos tà panta – cf. “conducendo la splendida luce santa, da cui ti chiamo Phanes”)-e per questo è il limite estremo di tutti gli Intelligibili. (Theol. III 49)

“In quest’ultimo (ordinamento intelligibile) vi sono in modo primario appunto le Forme. Infatti, la distinzione fra gli Intelligibili rivela l’ordinamento delle Forme, per il fatto che la Forma è un determinato tipo di essere, ma non semplicemente e puramente Essere. Dunque, l’Essere in senso primario è Essere-in-sè ed Essere in quanto tale, mentre il secondo Essere è potenza che procede dall’Essere in senso primario ed è per così dire Diade generatrice della molteplicità degli enti, ma che non è ancora molteplicità, e infine il terzo Essere è la molteplicità degli enti in se stessa.” (Pr. Theol. III 52, 20-28) “Il Vivente-in-sè è trascendente rispetto al Demiurgo ed è, come da ogni parte lo designa il Timeo, “intelligibile”; in effetti, proprio per il fatto che, a mio giudizio, in esso le Forme si trovino distinte per la prima volta e per il fatto che è “completo”, esso sussiste nel terzo ordinamento degli Intelligibili.” (Pr.Theol. III 53,20-25)
Al limite estremo degli Intelligibili si addice “l’a partire dal quale” (tò aph’hou): per primo questo limite introduce tutte le cose e le ordina in modo uniforme (Pr. Theol. II 61, 1- 10).
“Infatti il Teologo degli Elleni, Orfeo, rappresentò Phanes come il primo contemplato dagli Dei, e soprattutto da quelli intellettivi, cui appartiene anche il Demiurgo (Zeus); e gli Dei che ci hanno tramandato gli Oracoli degni di molta stima ci hanno trasmesso queste prime Triadi intelligibili, delle quali essi riferiscono che gli Dei intelletivi conoscono, nelle loro riflessioni, l’abisso sopramondano (tòn hyperkosmion bythòn).” (Dam. De Princ. 113)

“Considereremo ora questi quattro aspetti: l’uno è il principio primo, Phanes, che è il limite degli Intelligibili, è principio trascendente degli Dei Intellettivi- infatti le Notti sono principi con i quali il principio è connesso; Zeus, il quale è sovrano delle cose sopramondane, è invece limite degli Dei propriamente intellettivi; il Sole in quanto è re del sensibile.” (Herm. in Phdr.247)

3a) limite: Limite-Enade e Realtà (Henàs- Hyparxis> Phanes come Padre)
3b) illimitato: Illimitato e Potenza (Apeiria- Dynamis> Erikepaios come Potenza)
3c) misto: Misto- essenza, vita ed intelletto intelligibile (Ousia- Zoè- Nous noetos> Metis come Intelletto)

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