Bellezza Intelligibile

Bellezza Intelligibile- Forma di Forme: “Il Vivente-in-sè lo si potrebbe chiamare in modo assolutamente giusto “il più bello”, nella misura in cui è costituito in modo distintivo della Bellezza intelligibile. Infatti la Bellezza ama farsi trasportare dalle Forme ed è, per così dire, Forma di Forme,in quanto rivela il carattere segreto del Bene, fa risplendere la sua natura di oggetto di amore ed attira verso la propria lucentezza il celato desiderio per esso. Infatti tutte le cose hanno il desiderio tacito ed ineffabile del Bene,mentre è al Bello che noi ci innalziamo con un senso di stupore e di commozione….e come nei più sacri riti di iniziazione prima delle visioni mistiche vi è per gli iniziati un senso di stupore, così allo stesso modo anche nell’ambito delle entità intelligibili prima della partecipazione al Bene, la Bellezza, al suo manifestarsi, riempie di stupore chi guarda, convertendo la loro anima e mostra, essendo posta “nel vestibolo”, quale è dunque la natura del Bene che rimane celato nella sua segretezza nella parte più interna del tempio.” Ebbene, da dove comincia la Bellezza e come per la prima volta essa si manifesta, attraverso queste  considerazioni deve risultare ben chiaro, ed anche per quale motivo “il più bello di tutti gli oggetti di intellezione” è il Vivente-in-sè.” (Pr. Theol. III 64)

Phanes- Eros: “anche Orfeo, in base a quest’ordine, appare in modo intuitivo, dal momento che, preesistendo la Bellezza già nei primi oggetti d’intellezione in maniera unitaria e continua, Phanes è chiamato “figlio del bellissimo Etere e tenero Eros”, perchè questo Dio si è riempito per primo della Bellezza nascosta ed indicibile. Perciò è chiamato bellissimo, il primo essere a parteciparvi.” (Pr. In Tim. I 433)

“Eros, ierofante di Misteri…Eros che il seme originario generò, che nacque già adulto: tu da un’oscura e disordinata materia informe hai dato forma ad ogni cosa. Fu come se tu togliessi dal cosmo intero un sudario universale di morte, il Caos che vi stava attorno, e lo esiliassi nei luoghi più remoti del Tartaro…ed esponendo la tenebrosa Notte alla luce splendente, divenisti il creatore di tutte le cose viventi ed inanimate.” (Luc. Amores 49, 32)

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