Triade degli Dei Immacolati/Puri

2) Triade degli Dei Immacolati/Puri: Atena Despoina Kore e la Triade dei Cureti- le divinità implacabili (Ameiliktoi) dei Caldei.
“Due sono queste Triadi che si sono manifestate a noi, da un lato quella dei Padri Intellettivi, dall’altro quella degli Dei Immacolati..in effetti, i Padri sono garanti di tutta quanta l’essenza, mentre gli Dei Implacabili di identità.” (Pr. Theol. V, 10, 11- 25)

“In verità Platone, rifacendosi ad Orfeo, chiama in termini espliciti la Triade Implacabile ed Incontaminata che fa parte degli Dei Intellettivi “Triade dei Cureti”, come afferma nelle Leggi lo Straniero di Atene, quando celebra “i giochi in armi dei Cureti” e la Loro danza ritmica. Ed in effetti Orfeo pone al fianco di Zeus i custodi Cureti, che sono tre, e le leggi di Creta e tutta la Teologia Ellenica fanno risalire a questo ordinamento la vita e l’attività pure ed incontaminate.” (Pr. Theol. V, 17, 1- 10)

“Da sola Rhea genera i Cureti, i quali diciamo essere Implacabili (Ameiliktous); in una parola perchè con Lei sono stati collegati in tre, sebbene Ella sia l’essere implacabile stesso sulla base della tradizione divina.” (Dam. De Princ. 278)
“Crono non ha nemmeno bisogno della custodia dei Cureti, come Rhea, Zeus e Kore; tutti costoro necessitano della guardia inflessibile dei Cureti per le processioni verso gli enti inferiori; invece Crono, rimanendo costantemente in se stesso e distaccandosi da tutto ciò che è di secondaria importanza, è al di sopra della custodia dei Cureti e possiede unicamente in sè il principio causale di essi; infatti, questo ente puro ed incontaminato fornisce sussistenza a tutte le processioni dei Cureti.” (Pr. in Crat. 396b)

 

Libro V, capitolo 33

“Riferimenti testuali a proposito degli Dei Incontaminati: secondo Platone, essi esistono effettivamente; quale è il carattere specifico della loro essenza.”

Dopo aver trattato in modo esauriente tutte le questioni riguardanti la prima Triade Intellettiva, bisogna ora considerare “i principi causali sovrani della purezza incontaminata” (achrantou katharotetos) e vedere dove Platone li ha ‘richiamati alla memoria’. Come avevamo già visto (V 10), alla Triade Intellettiva risulta unita la Triade dell’ordine immutabile, e le processioni di questo ordinamento divino sono divise congiuntamente alle Monadi dei Re Intellettivi (cf. “E’ necessario che insieme ad essi (i primi tre ‘Padri’ di questo ordinamento) siano uniti altri tre tipi di Dei, dei quali l’uno sarà principio causale concomitante con il primo Padre della purezza stabile, l’altro sarà principio causale concomitante con il secondo Padre della processione pura che attraversa tutte le cose, l’altro ancora sarà principio causale concomitante con il terzo Padre della trascendente attività demiurgica.”). Infatti, anche ora si sottolinea che il termine più elevato di questa Triade Incontaminata (“per così dire, il ‘fiore’ della inflessibile custodia dell’universo nella sua totalità”) è unito al primo Re (Crono); il secondo, per somiglianza di natura, si congiunge al centro mediano dei Re Intellettivi (Rhea) e procedono congiuntamente; il termine inferiore della Triade è ‘intrecciato’ al terzo Re Intellettivo (Zeus), con esso si converte “verso l’unica unità del padre di tutti gli Dei Intellettivi.” I tre Custodi dei Padri Intellettivi sono sia divisi in modo monadico, sia uniti in modo reciproco, “e tutti sono in certo modo in ciascun Padre, ed è in relazione a tutti che tutti agiscono.” (V 121)
Pertanto, sono separati dai Padri in base alla loro specifica sussistenza ma sono anche ricompresi in modo indivisibile da essi; hanno pari dignità ma sono comunque inferiori per essenza rispetto ai Padri Intellettivi. Avendo tale natura: custodiscono immacolate tutte le processioni dei Padri; forniscono il carattere inflessibile nelle potenze e quello immutabile nelle azioni; sono comunque dipendenti dalla Purezza universale.
I beni che da questi Dei pervengono sia all’Intelletto sia a tutti gli altri Dei: l’intelletto ha il carattere di “ciò che è sempre nella medesima condizione ed allo stesso modo”, ossia non accoglie in sé nulla da parte delle realtà inferiori e neppure si mescola ad esse- il carattere del “non mescolato” (tò amikton) rispetto alle realtà inferiori ed il carattere dell’essere superiore per purezza ed immodificabile potenza rispetto alla totalità delle cose vengono a tutti gli altri Dei dalla “Causa Guardiana” (dià tèn phrouretikèn aitian). I Padri sono elargitori della produzione generativa per tutti gli Dei e quelli Inflessibili (aklitoi) in particolare, e, allo stesso modo, gli Dei Incontaminati donano ai Padri e a tutti gli ordinamenti divini la potenza della purezza.
Pertanto, risulta ancora una volta che, insieme ai tre Re Intellettivi, sono venuti a sussistere i tre Re Incontaminati e Custodi dei Padri, “intorno ad essi hanno collocato l’immutabile guardia ed in essi hanno posto stabilmente se stessi.” Ecco perché, per analogia, lo Straniero di Atene dà ordine alla forma di governo attraverso la “migliore proporzione” (come il Demiurgo collega e costituisce il cielo attraverso la migliore proporzione), e fa poi sussistere una guardia per tutti gli esseri della regione “perché nulla, nella misura del possibile, risulti privo di custodia, imitando gli Dei Intellettivi stessi i quali custodiscono per mezzo dei Sovrani Incontaminati tutte le cose.” Per la stessa ragione, lo Straniero di Elea, chiama i governanti (archontas) “custodi delle leggi” (nomophylakas) o “custodi” (phylakas) in quanto i Custodi Inflessibili (hoi aklineis phylakes) sono venuti a sussistere congiuntamente ai “Sovrani Intellettivi della totalità dei cosmi.” (V 122)

 

Libro V, capitolo 34

“Dimostrazioni più chiare della sussistenza degli Dei Incontaminati secondo Platone.”

Dopo quanto detto finora, si possono ricercare “vie intuitive migliori” perché, anche in Platone come nel caso degli altri Teologi, “la verità concernente questi Dei ci istruisce in modo iniziatico”, ossia attraverso il metodo per immagini e simboli. Si riparte dunque dal mito esposto nel Protagora: “nel mito del Protagora, indicandoci la sommità trascendente di Zeus e la superiorità, non mescolata a nessuna delle entità inferiori, della sua essenza, superiorità in virtù della quale Egli è inaccessibile ed oscuro per i generi particolari degli Dei, fa risalire la causa di tale superiorità alla sua custodia immutabile e all’ ordinamento guardiano che lo circonda” – è quindi in virtù di tale ordinamento che:
– tutte le potenze demiurgiche sono stabilmente poste in se stesse
– tutte le forme trascendono le entità inferiori
– tutto l’Intelletto demiurgico permane nella condizione che gli si addice
“infatti, egli afferma, le “guardie di Zeus” sono effettivamente “terribili” per tutti, e per questo motivo siffatti generi di Dei, dei quali fa parte anche Prometeo, non possono congiungersi direttamente alle potenze incontaminate ed olimpiche del Demiurgo” (V 123)
Eì così che Socrate tramanda, in forma di mito, la Custodia che circonda il Demiurgo universale- e da questo risulta chiaro che l’ordinamento guardiano è venuto a sussistere insieme ai tre Sovrani Intellettivi: “come infatti gli Oracoli affermano che l’ordinamento demiurgico è avvolto da “una guardia folgorante”, allo stesso modo anche Platone afferma che intorno a questo ordinamento sono poste guardie che custodiscono la superiorità trascendente del Demiurgo rispetto a tutte le entità inferiori.”
Del resto, nel Cratilo, viene rivelato chi sia Crono e quale sia la Monade dell’ordinamento incontaminato a lui unita: Crono è guida della totalità degli ordinamenti intellettivi infatti è “Intelletto Puro” (‘tò koron‘ che non significa ‘fanciullo’ bensì “il carattere puro ed intatto dell’Intelletto”, ‘tò katharòn‘, ‘tò akeraton‘). In questo modo (Intelletto Puro) si mostra l’unità fra il carattere Cronio (Intelletto) e la primissima Monade della Triade Incontaminata (Puro): “l’unità del Primo Padre e del primo degli Dei Immacolati è insuperabile”- perciò il primo Dio Inflessibile (ho aklitos theòs) è chiamato dagli stessi Dei “Colui del quale si tace” (sigomenos) “che è in accordo con l’Intelletto” (toi noi synoidein) “per il fatto che è venuto a coesistere nel primo Intelletto in base ad un’unica unificazione”, e che quindi è conosciuto dalle anime solo in base all’intelletto. Pertanto, Crono come “Intelletto Primissimo” (nous ho protistos) è definito in base al suo specifico ordinamento (sommità intellettiva), mentre come “Intelletto Puro ed Intatto” (katharòs nous kaì akeratos) ha il carattere incontaminato in se stesso, ed in base a questi due caratteri è il Sovrano di tutti gli Dei Intellettivi: come Intelletto Primissimo li fa sussistere tutti e come Intelletto Puro custodisce tutti i loro ordinamenti. (V 124)
Se si vuole poi considerare la “custodia inflessibile reciproca” fra Crono e Zeus (in base a cui il terzo Padre si trova stabilmente nel primo, in quanto è Intelletto Intellettivo ed opera in relazione al primissimo Intelletto), bisogna tener presente i “legami Cronii”, cui possono partecipare solo l’Intelletto divino stesso e le anime “che sono unite insieme verso di lui” ma non le vite particolari “private di intelletto ed anche piene di turbamento nei riguardi della materia.”  Quindi, sebbene i ‘legami’ sembrino legare Crono, in realtà sono le entità che gettano intorno a lui i legami “ad essere tenute insieme in modo incontaminato insieme a lui”: il ‘legame’ è simbolo dell’opera di contenimento degli Dei Intellettivi. Pertanto, risulta chiaro ancora una volta che “il bene della custodia” giunge ai Re Intellettivi dagli Dei Contenitivi (cf. IV Libro, 67, 11- 30, “l’ordinamento di Urano è causa originaria della realtà intellettiva e della potenza pura. “Il grandissimo Urano” introduce una divinità che è garante di potenza immutabile insieme con l’Intelletto: “con ciò fa sussistere sia gli Dei Puri sia i Padri Intellettivi.” – “Urano è in possesso del “solo e unico legame degli ordinamenti divini”) e tale legame li raccoglie in unità (“infatti il legame custodisce ciò che da esso è tenuto insieme”). Gli Dei Immutabili invece custodiscono in modo inflessibile gli ordinamenti loro propri- duplice è la custodia di questi Dei: una è uniforme e dipendente dall’ordinamento di Urano, l’altra coesiste con i Padri Intellettivi e “li trattiene dall’inclinazione per tutte le entità inferiori”, e per questo i Padri Intellettivi sono posti al di sopra della totalità dell’universo in virtù della potenza inflessibile ed immutabile degli Dei Incontaminati. (V 125)
Dunque, finora si è detto come il primo ed il terzo Padre siano coordinati agli Dei Immutabili, il primo in base all’unità mentre il terzo in base alla distinzione; rimane da vedere come anche la Dea generatrice di vita abbia ricevuto “la Monade degli Dei Immutabili che le è coordinata” – infatti, è necessario che anche il “primissimo ordinamento dei Sovrani Incontaminati” sia triadico e “abbia lo stesso numero perfetto dei tre Padri Intellettivi” e proceda congiuntamente ai Padri in modo triadico.
Perciò:
– il primo Dio Incontaminato: custodisce la Monade originaria e celata di Crono e stabilisce in lui le cause che da Crono procedono e che fanno riconvertire nuovamente verso di lui;
– il secondo Dio Incontaminato: preserva pura dalla materia ed incontaminata “la potenza generatrice della sovrana Rhea”, e trattiene tutta la sua processione dal discendere in quelle derivate “su cui riversa i canali della vita”
– il terzo Dio Incontaminato: conserva la superiorità della Demiurgia universale rispetto ai suoi prodotti ed il suo rimanere stabile in se stessa, ne custodisce l’inflessibilità rispetto alle entità oggetto della sua cura provvidenziale, e la semplicità superiore rispetto ad ogni genere di creazione particolare.
(V 126)

 

Libro V, capitolo 35

“Attraverso più riferimenti testuali si mette in luce come, secondo Platone, bisogna chiamare gli Dei Incontaminati; in questo capitolo si è anche esposto quale sia la loro unità, quale la loro distinzione e quale il loro carattere specifico.”

Dopo l’esposizione generale riguardante questo ordinamento divino, si passa alla presentazione della “tradizione ellenica” tramandata da Platone, dimostrando che “egli segue, finanche nei nomi, i Teologi degli Elleni”: esattamente come nel caso dei tre Sovrani, anche a proposito degli Dei Incontaminati, Platone non si allontana per nulla dalla “dottrina-guida” dei Teologi. “Chi infatti, anche fra coloro che hanno solo vaghe nozioni della Teosofia Ellenica, non sa che, sia nei loro ineffabili riti d’iniziazione sia nelle altre attività concernenti gli Dei, da essi viene celebrato in particolare l’ordinamento dei Cureti come quello che presiede al carattere dell’incontaminatezza, in quanto è a capo della guardia della Dea ed ha vincolato a se stesso la custodia dell’universo nella sua totalità? Questi Dei sono infatti detti custodire la Regina Rhea ed il Demiurgo dell’universo, e, dato che procedono fino ai principi causali della generazione di vita e anche della demiurgia particolare, Essi sono detti custodire, al livello di questi principi causali, sia Kore che Dioniso nella loro trascendenza rispetto alle entità derivate, proprio come al livello precedente, trattengono nel loro carattere originario le Monadi dell’intera generazione di vita e della demiurgia completa.” (V 127)
> Demiurgia universale: Cureti- Rhea e Zeus
> Demiurgia particolare: Cureti/Coribanti- Kore e Dioniso
“Bene, questo ordinamento dei Cureti non lo hanno conosciuto solo Orfeo ed i Teologi anteriori a Platone e, avendolo conosciuto, lo hanno reso oggetto di culto, ma anche lo Straniero di Atene l’ha celebrato nelle Leggi: infatti dice che “i giochi in armi dei Cureti” a Creta sono modelli originari di tutto il movimento ben cadenzato. E in questo passaggio non si è accontentato di menzionare questo ordinamento curetico, ma vi aggiunge anche la loro unica Enade, la nostra signora e padrona Atena, dalla quale anche la dottrina misterica dei Teologi anteriori a Platone fa dipendere l’intera processione dei Cureti, dottrina che, in alto,  li incorona con i simboli di Atena in qualità di patroni della vita sempre florida e dell’intellezione “nel suo pieno vigore”, in basso invece li subordina con splendore alla provvidente cura di Atena. Infatti, i primissimi Cureti, in quanto sono compagni della Dea intelligibile e celata, sono contenti dei segni distintivi che procedono da Essa, invece quelli presenti nei secondi e terzi ordinamenti risultano dipendenti dalla Monade intellettiva di Atena.” (V 128)
Atena, quindi, come Monade che fa convertire verso di sé, in modo incontaminato, le processioni curetiche; inoltre. affinità fra la Triade curetica e Atena (“Anche da noi la vergine, nostra signora e padrona, dilettandosi nel divertimento della danza, non ritenne di doversi divertire a mani vuote, ma ornata dell’intera armatura così svolge la danza”): la danza in armi, la Dea Guida dei Cureti che dà inizio al loro movimento ben cadenzato; i Cureti hanno tale nome dalla purezza, e la Dea che è causa della loro potenza incontaminata è ‘kore‘: “il termine ‘koros’, come afferma Socrate nel Cratilo, “significa il puro e l’intatto”; è proprio da qui che i Cureti hanno avuto in sorte la loro denominazione in quanto presiedono alla purezza incontaminata degli Dei, e che la loro Monade è stata celebrata in particolare come “vergine sovrana” (Despoina Kore), in quanto è garante per gli Dei della condotta di governo inflessibile e “piena di vigore”. Come il carattere ‘koron” è simbolo della purezza, così l’ ‘enoplion‘ (l’essere in armi) è simbolo e segno distintivo della potenza guardiana, “in base alla quale gli Dei tengono insieme l’universo nella sua totalità, lo custodiscono nella sua trascendenza rispetto alle entità inferiori e lo conservano nella sua stabilità.” Così, anche presso i mortali, le armi hanno la sola utilità di fornire “guardia protettiva” e sono le “difese a salvaguardia della città” – ecco perché il mito tramanda l’essere armati degli Dei Immacolati (la custodia della città = la custodia dell’universo nella sua totalità), e tale è anche la loro Enade unica, posta al di sopra di essi (“armatura completa”, ossia ciò che è completo preesiste alle entità divise in parti/distribuzione particolare delle potenze guardiane). (V 129)
In tal modo, Platone dice esattamente le stesse cose “che sono state in seguito manifestate dagli Dei” (Oracoli), ed infatti Platone celebra “come “ornata di un’armatura completa” la Dea che quelli hanno appellato “armata di tutto punto: “Ed infatti armata di tutto punto con le mie armi, eccomi divina.” In effetti, il carattere del “completo”, trattandosi del possesso delle armi per le danze pirriche, e quello di “incontaminato”, trattandosi della potenza, si addicono, secondo Platone, alla Monade di Atena, e si addicono alla “armata di tutto punto” secondo la dottrina-guida degli Oracoli.”

Ritmo e danza come segno distintivo misterico di questo ordinamento divino, poichè:
– i Cureti contengono la potenza incontaminata della vita divina
– custodiscono tutte le sue processioni sempre ordinate in base all’unico criterio divino
– le trattengono nella loro trascendenza rispetto alla materia
“Infatti, l’essere privo di forma, l’essere indefinito e l’essere privo di ritmo sono caratteristiche specifiche della materia; pertanto l’essere immateriale, l’essere definito e l’essere incontaminato hanno natura “ritmica, ordinata ed intellettiva”. In effetti, è per questo motivo che il cielo è detto “danzare in eterno”, e tutti i cerchi nel cielo partecipano del moto ritmico ed armonico, dato che dall’alto sono ricolmati di questa potenza dagli Dei Incontaminati. Infatti, da un lato, è “per il fatto che si muovono in circolo” che essi riproducono l’Intelletto e la rivoluzione intellettiva; dall’altro, è per il fatto che lo fanno in modo armonico e secondo i primi e migliori ritmi, che partecipano della proprietà specifica degli Dei Guardiani.” (V 130)
Infatti, la triade dei Sovrani Incontaminati dipende dalla sommità degli Dei Intellettivi e procedono da essa: questo perché è in Crono, “Re di tutta quanta l’ebdomade intellettiva”, la causa primissima della purezza. In Crono infatti si trova in modo primario il ‘koron‘, e quindi la causa della purezza originaria preesiste in questo Dio in modo unitario; sempre per questo motivo, la Monade di Atena è chiamata ‘kore‘ ed i Sovrani Incontaminati sono celebrati come ‘Kouretes‘ e la Triade con l’appellativo ‘kouretiké‘ (curetica), “in quanto dipende dalla purezza insita nel Padre Intellettivo.” (V 131, 1- 10)

 

 

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