Crono

“Il grandissimo Crono: quest’ultimo infatti (Platone) lo denomina appunto “intelletto primissimo” e “il più puro”. Pertanto, la forma assolutamente suprema dell’Intelletto divino e, come dice Socrate stesso, la “più pura”, questo è il Dio, in quanto da un lato si distingue dall’ordinamento celeste, dall’altro regna su tutti gli Dei Intellettivi, proprio per il fatto che Egli è traboccante sì di intelletto, ma dell’intelletto puro e della sussistenza intellettiva che tende in alto verso la sua sommità. Proprio per questo è padre del grandissimo Zeus, e puramente e semplicemente Padre: infatti il padre del padre di tutti gli esseri, a mio avviso, ha ricevuto in misura molto maggiore il rango paterno. Dunque Crono è Intelletto primo.” (Pr. Theol. V 15, 8- 18).

“Pare che anche Orfeo, ritenendo Crono il Nous, come mostrano in ogni mito che lo riguarda e l’epiteto “dal pensiero ricurvo”, abbia fatto allevare alla Notte, dal momento che è la prima sostanza e, per questo motivo, è celebrata nutrice di tutto, soprattutto proprio Crono, in quanto Ella è l’oggetto intelligibile dell’Intelletto, poichè, secondo l’Oracolo, ciò che è oggetto di intellezione è nutrimento per ciò che è soggetto di intellezione.” (Dam. De Princ. I 146)

 

Proclo, Teologia, Libro V, capitolo 5

“Chi è il grandissimo Crono, in base alla dottrina teologica del “Cratilo”, e in che senso è intelligibile e in che senso intellettivo; in questo capitolo sono spiegate le dottrine concernenti l’unione e la divisione dell’intelletto in relazione all’intelligibile.”

“Per primissimo deve da noi essere celebrato il Re degli Dei Intellettivi, Crono”, che fa risplendere “il carattere puro ed intatto dell’Intelletto” (tò katharòn kaì akranton tou nou katalampon). Infatti, Crono:
– è posto alla sommità degli Intellettivi
– permane nel Padre e procede da esso
– differenzia la sovranità intellettiva da quella connettiva, ma rimanendo in diretta continuità con essa
– comprende in sé il carattere intelligibile dell’Intelletto Demiurgico e l’insieme complessivo degli enti> in modo misterioso (mystikos), i “legami Cronii” alludono alla comprensione di questo ente intelligibile e all’unificazione con esso.
Infatti, si dice che Zeus ‘leghi’ il padre Crono, ossia lega se stesso al Padre perché “il legame è comprensione delle entità che sono legate insieme”: significa pertanto che l’intelligibile è comprensibile per l’Intelletto, e che l’elemento intelligibile supera l’Intelletto ma quest’ultimo lo comprende.

Dunque, sia Crono sia Zeus sono Intelletto; però, poiché ciascuno è Intelletto, è anche intelligibile. Infatti, l’Intelletto è intellettivo in quanto ha intellezione, ma è intelligibile in quanto è oggetto d’intellezione- e quindi sia l’Intelletto di Crono che quello di Zeus sono Intelletti di se stessi ed Intelletti in sé e per sé. La differenza fra loro è che Crono è in misura maggiore intelligibile (perché posto alla sommità), mentre Zeus è in misura maggiore intellettivo (perché limite inferiore della Triade): perciò, Crono è oggetto di desiderio e ciò che ricolma, Zeus è il desiderante e ciò che è ricolmato.
(V 21)

Visto dunque che Zeus è, ad un secondo livello rispetto a Crono, intellettivo ed intelligibile (la cui natura intelligibile è intellettiva, come abbiamo concluso poco sopra), ha intellezione di se stesso e “comprende e lega strettamente l’intelligibile in sé insito”- legandolo, comprende l’intelligibile che lo precede e, in tal modo, “l’Intelligibile non è al di fuori dell’Intelletto” (cf. El. Theol. 167: “ogni Intelletto pensa se stesso; ma l’Intelletto assolutamente primo pensa solo se stesso, ed in lui l’intelletto e l’intelligibile sono numericamente un’unica cosa; ciascuno degli Intelletti che sono ad esso successivi, invece, pensa simultaneamente se stesso e quelli che lo precedono, e l’intelligibile è da una parte ciò che è in lui, dall’altra ciò da cui procede.”) In tal modo, ciò che è oggetto di desiderio e preesiste come causa, si trova nelle stesse entità desideranti: tali entità si convertono verso se stesse e così scoprono le loro cause e le entità ad esse anteriori. “Quanto più è perfetta ed uni-forme la conversione in relazione a queste ultime (le cause anteriori) da parte delle entità desideranti, tanto più esse sono in contatto con i loro propri oggetti di desiderio.”
Perciò, ogni Intelletto ha intellezione di se stesso e può così avere intellezione anche di tutte le entità che lo precedono: più risulta, quindi, unificato con se stesso, più è stabilito saldamente nelle entità intelligibili anteriori. Se ne deduce che il Principio causale di ogni singolo ente non è al di fuori dell’ente in questione, così come non sono al di fuori di esso ciò che gli fornisce essenza e perfezione- infatti, tutto ciò che si trova al di fuori è certamente inferiore e non anteriore/intelligibile. Ecco perché nessuna entità divina si converte verso ciò che esterno/inferiore, bensì si convertono verso se stesse e, attraverso se stesse, alle realtà superiori.
(V 22)

Così, l’Intelletto Demiurgico:
– “è” nello stesso tempo intelligibile ed intellettivo (nel senso che abbiamo spiegato prima, non perché appartenga agli Intelligibili-Intellettivi)
– “ha” il carattere intelligibile del Padre, in quanto lo ha legato strettamente, come dice il mito
– “vede” il Vivente-in-sé, “il più bello di tutti gli oggetti di intellezione”
Come afferma “il nobile Amelio”: l’Intelletto è triplice, ossia “quello che è”, “quello che possiede” e “quello che vede” – perciò è necessario che il terzo Intelletto (quello Demiurgico) veda, sia ed abbia l’intelligibile, ossia che veda il primissimo Intelligibile visibile (Phanes), che possegga quello che immediatamente lo precede (Crono), e anche che sia l’Intelligibile congiunto alla sua stessa intellezione in modo inseparabile.

Così Zeus ha intellezione di Crono, e quest’ultimo è oggetto intelligibile – per questo Platone non lo definisce semplicemente ‘Intelletto’ bensì “Intelletto intatto”, perché Crono è l’intelligibile insito nella realtà intellettiva. Bisogna ricordare, naturalmente, che Crono non è puramente Intelligibile, ma lo è solo fra gli Dei Intellettivi, ed è per questo che è Intelletto Paterno, perché ha in forma intellettiva il carattere paterno.
(V 23)

Crono è Intelletto puro (Nous katharòs), immateriale (aulos), perfetto (teleios), posto in qualità di oggetto di desiderio (en ephetou taxei) al di sopra dell’attività demiurgica – per questo:
– è ricolmo di tutti gli Intelligibili in forma intellettiva
– ‘trabocca’ di intellezioni
– fa sussistere sia i generi degli Dei in se stesso, sia quelli che si manifestano dopo se stesso (inghiottimento e liberazione dei figli)
– fa procedere le Potenze generative di Urano fino agli ultimi livelli (castrazione di Urano – serie di Aphrogeneia)
– ricolma il livello Demiurgico dei beni atti a generare (Dee creatrici di Vita)
– al contempo assume e dà la dignità regale: “solo fra gli Dei, si dice che congiuntamente ad una certa necessità e per così dire violenza…” mutila le facoltà generative del Padre ed è a sua volta mutilato dal grande Zeus (cf. Orph. fr. 137), ossia “delimita il regno del Padre ed è delimitato da Colui che viene dopo di Lui.” In altre parole, è ricolmato dalle entità superiori, e ricolma della perfezione generativa tutta l’attività demiurgica: “avendo divinizzato la sommità intellettiva, fa risplendere su tutte le cose la Luce intelligibile.”
(V 24)

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s