Regno di Crono ed età Cronia – periodi ciclici

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Proclo, Teologia, Libro V, capitolo 6 – “Quale è il regno di Crono e come è stato tramandato da Platone nel “Politico”, e di quali aspetti è causa per il cosmo, per gli Dei Encosmici e per le anime particolari.”

A partire dalle considerazioni fin qui svolte a proposito delle due Cause (Crono e Zeus), dobbiamo arrivare a concludere che anche il cosmo abbia due tipi di vita/periodi ciclici/rotazioni complessive, ossia quella di Crono e quella di Zeus, come afferma appunto il mito del Politico (269e): “ascolta. Questo universo ora è lo stesso Dio che lo guida insieme nel cammino e lo segue nei suoi movimenti, ora lo lascia andare, quando i movimenti circolari dell’andata abbiano ormai raggiunto il limite di tempo prestabilito, e di nuovo, muovendosi spontaneamente, volge la sua orbita dalla parte opposta, poiché è un essere vivente che ha ottenuto in sorte un’intelletto per opera di Colui che lo ha costituito in principio. Questo ritornare indietro è di necessità generato dentro di lui per questa ragione…ciò che noi abbiamo chiamato ‘cielo’ e ‘cosmo’ ha ricevuto molti attributi divini da chi lo ha generato, ma prende parte anche della natura del corpo: da questo fatto deriva che gli è impossibile non prendere assolutamente parte del mutamento, anche se per quanto gli è possibile, rimanendo quanto più identico a se stesso, si muove di un solo movimento…ora è condotto da una causa divina da esso diversa, procurandosi nuovamente la vita e ricevendo dall’artefice l’immortalità ristoratrice, ora invece, quando viene lasciato si muove da solo, e l’abbandono avviene in un’occasione tale che possa percorrere al suo ritorno molte decine di migliaia di orbite…si deve ritenere che questo mutarsi sia fra tutti i movimenti che avvengono in cielo quello più imponente e più completo.”

In base quindi  al periodo ciclico di Crono, il cosmo produce “tutti i beni che nascono spontaneamente” e ha vita priva di fatica e di pena; in base al periodo ciclico di Zeus, partecipa della confusione materiale e dei mutamenti cui la natura è soggetta.

Infatti, nel cosmo la vita è di due generi:

– una più invisibile ed intellettiva- definita in base alla cura provvidenziale (“allora il Dio guidava la rotazione stessa, prendendosene totalmente cura” Pol. 271d). dipendente dall’ordinamento di Crono

– una più soggetta alla natura e più manifesta – che procede in base ad Heimarmene – inferiore, multiforme, che si compie attraverso la natura (“come al cosmo era stato ordinato di essere signore assoluto del suo cammino, così allo stesso modo anche alle sue stesse parti era provenuto l’ordine da una simile direzione, per quanto era possibile, di concepire da sole, di generare e di allevare” Pol. 274b), dipendente dall’ordinamento di Zeus

E’ proprio lo Straniero di Elea a parlare esplicitamente dei due movimenti ciclici del cosmo e a collegarli uno a Crono e l’altro a Zeus (Pol. 272b)

In realtà, ciascuno dei due periodi ciclici partecipa di entrambi questi Dei, ma in ciclo invisibile è maggiormente Cronio, mentre quello manifesto rientra nel regno di Zeus: anche Zeus, infatti, è Causa della vita invisibile del cosmo ed è Sovrano della perfezione intellettiva- la differenza è che Zeus, “essendo sovrano assieme al Padre”, riconduce in alto al regno di Crono tutte le entità e, contemporaneamente, fa sussistere tutto l’Intelletto Pericosmico.

Crono invece ha potere regale e ha anche in sorte un regno del tutto differente da quello degli Dei che lo precedono: Crono infatti è a capo di tutti gli ordinamenti Intellettivi ed elargisce a tutte le entità la perfezione intellettiva, agli Dei, agli esseri superiori e anche alle anime particolari, quando esse sono in grado di risalire e tendere in alto verso la sommità Cronia. (V 25)

Questa duplice suddivisione regola tutte le successive processioni:

– Gli Dei Encosmici hanno duplice forma di vita: imitano l’intellezione di Crono con la loro attività intellettiva, ma imitano anche l’Intelletto Demiurgico (Zeus) con la cura provvidenziale e con l’attività demiurgica manifesta

– Le anime particolari: da un lato “consacrano se stesse a Crono” agendo in modo intellettivo, ma dall’altro “agiscono in modo conforme a Zeus” esercitando la loro cura provvidenziale. Le anime particolari, quando si muovono “in modo analogo agli Dei”, hanno intellezione degli Intelligibili ed ordinano il sensibile, ed in tal modo vivono entrambe le vite (di Crono e di Zeus) “proprio come gli Dei ed i generi superiori”: infatti, anche l’attività del grandissimo Zeus è duplice, e da un lato “con l’Intelletto contiene gli Intelligibili” (Oracoli fr. 8.2), e dall’altro ordina i sensibili con la demiurgia.

(V 26)

Libro V, capitolo 7

“Quale è la vita Cronia delle anime, e quali sono le caratteristiche specifiche di questa rotazione ciclica che ha trasmesso lo Straniero di Elea.”

Analisi del periodo ciclico Cronio/età Cronia:

– “in quel tempo la natura non consentiva gli accoppiamenti reciproci, mentre quel genere di allora si dice che nascesse dalla terra, proprio questo in quel tempo esisteva, il quale appunto ritornava alla vita dalla terra, e di questo genere conservavano ancora memoria i nostri primi antenati, che vivevano nel tempo che seguiva la fine del ciclo precedente e che dunque nascevano all’inizio di questo.” (Pol. 271a) Dunque, durante tale periodo le anime particolari non si generano l’una dall’altra, come avviene ora per i mortali: “diversamente da noi, ove solo il primo essere umano è nato dalla terra (Erittonio), nel caso delle anime particolari, non solo la prima, ma tutte sono “nate dalla terra”. Tali anime sono condotte in alto a partire dai corpi terreni, ed ottengono così di prender parte alla vita invisibile lasciandosi alle spalle quella sensibile.

– “tutto quello che era mortale, cessò di procedere verso la vecchiaia senza avere più i tratti distintivi di questa età, e mutando direzione in senso contrario, veniva generato più giovane e più tenero: i capelli bianchi dei più vecchi diventavano più neri, le guance lisce di coloro che portano la barba conducevano di nuovo verso la primavera trascorsa” (Pol. 270d) Dunque, tali anime non ‘invecchiano’, anzi diventano sempre più vigorose, e questo perché procedono per la via opposta a quella della generazione. Per questo a tali anime si confanno i simboli della giovinezza, perché si sono sbarazzate di ciò che fa parte del “processo di crescita in seguito alla generazione.”

– a disposizione di tali anime, una volta che sono giunte presso Crono e vivono quindi la vita Cronia, “vi sono frutti in abbondanza, prodotti degli alberi e da molta altra vegetazione, in quanto la terra li dona spontaneamente” (Pol. 272b). Ossia, grazie al grandissimo Crono, si ricolmano dei beni generatori di vita e raccolgono i frutti intellettivi. Infatti, il nutrimento prodotto dall’opinione fornisce cognizioni frammentarie e materiali, mentre il nutrimento intellettivo fornisce cognizioni pure e che si originano da sé: è questo, per allusione, che esprimono la ‘spontaneità’ ed il ‘prodursi direttamente dalla terra’ – “è proprio la capacità generativa stessa degli Dei che risplendere sulle anime la perfezione e l’autosufficienza.” (V 27) Per via di questa abbondanza di beni,  sono poi in grado di riversare sugli esseri inferiori la misura di felicità adatta a ciascuno.

Dunque, tali anime:

– “nudi e senza coperte vivevano, trascorrendo la maggior parte del tempo all’aria aperta” (Pol. 272a): non si ricoprono di tuniche/corpi, come fanno invece quando procedono verso la generazione (cf. “coloro che, nudi, si affrettano verso l’alto”)

– purificano se stesse da ogni composizione e varietà, rivolgono verso l’alto il loro Intelletto e si protendono in alto “ad opera del Padre Intellettivo”- partecipano quindi dei beni universali

– “le Stagioni erano temperate perché non provassero dolore” (Pol. 272a): sono custodite dalle Horai, da cui ricevono “le misure della vita felice”

– trascorrono la vita con facilità e hanno molto tempo da dedicare alla filosofia: hanno stabilito la “loro vita insonne ed incontaminata” nelle potenze generatrici degli Intelligibili, e così si ricolmano dei frutti intellettivi e si nutrono “delle Forme immateriali e divine” – così si dice che vivano durante il regno di Crono…

(V 28, 1- 19)

Libro V, capitolo 25

“Via desunta dai discorsi contenuti nel Politico a proposito della duplice rotazione, che consente di stabilire che Zeus è, secondo Platone, Demiurgo e Padre del Tutto.”

Avevamo visto (Libro V, capitoli 6-7) che, nel Politico, vengono attribuite al cosmo due rotazioni cicliche:
– quella intellettiva ed elevatrice delle anime, invisibile e governata dalla provvidenza divina (Pronoia)
– quella che procede in direzione della natura, visibile, e che si sviluppa secondo l’ordine della Fatalità (Heimarmene)
In aggiunta a questo, sono state anche definite le due “cause motrici” di tali rotazioni cicliche ed anche i fini dei due periodi duplici- i quali verranno di seguito approfonditi con cura.

– Il primo periodo, “intellettivo” e “provvidenziale”, lo fa muovere e ruotare Zeus (causa motrice), da un lato garantendo al cosmo il vivere e l’immortalità rinnovantesi, e dall’altro ponendo come fine ed oggetto di desiderio di tutta questa rotazione ciclica suo padre Crono (causa trascendente). Come abbiamo infatti detto, Zeus eleva e converte verso Crono la totalità degli esseri; fa ciò nei confronti della totalità degli esseri, ma in particolare sono le “anime felici” che il Dio fa tendere verso la sommità Cronia: le anime la cui componente corporea è andata distrutta (a scanso di equivoci: non nel senso che i corpi sono per forza andati distrutti con la morte vera e propria- la componente esclusivamente corporea può essere distrutta anche quando si dimora ancora in un corpo, basta aver spezzato i legami di identificazione..) e la cui conversione si rivolge in direzione della realtà incorporea ed indivisibile, i cui simboli che rimandano alla genesis sono stati perciò “recisi”, la cui vita pertanto ha cambiato direzione essendosi volta verso la sommità intellettiva. Queste sono le anime dette “allevate da Crono”, perché “in effetti ‘l’intelligibile è nutrimento’ come è stato detto dagli Dei stessi”. (V 92)
Come nel Fedro, attraverso la rivoluzione celeste, le anime risalgono verso il luogo sopraceleste dove sono nutrite, contemplano gli enti reali e hanno intellezione dell’ordinamento inconoscibile degli Dei grazie alle loro potenze più elevate; così, nel Politico, le anime si volgono verso la sommità Cronia sotto la guida di Zeus e, risalite presso Crono, vengono nutrite ed allevate da questo Dio (in quanto sommità, e perciò di carattere intelligibile rispetto a tutta la realtà intellettiva, il grandissimo Crono rende perfetta la vita intellettiva e la ricolma). Data questa ascesa, vi sono tre livelli per le anime: alcune anime si fermano alla sommità Cronia ed alla perfezione intellettiva; altre “si insediano negli Intellettivi più elevati”, nell’ordine ‘inconoscibile’ (ordinamento Noetico-e-Noerico); altre, infine, tendono verso l’Intelletto primissimo (Intelletto Intelligibile), dove ‘ormeggiano’ la loro vita e “partecipano in modo ineffabile dell’unità che procede dal Bene e della luce della verità.”

– Il secondo dei duplici periodi si ha invece quando il cosmo muove se stesso, muovendosi in base alla propria natura e portando a compimento l’ordine stabilito dal Fato (cf Politico 269e)- il principio originario e trascendente di questo questo movimento e della vita è Zeus, “il Dio che fa risplendere su di esso la potenza del muoversi e del vivere”: per questo viene detto “periodo di Zeus”, in quanto Egli è la causa della forma visibile di questo ordinamento, esattamente come Crono è causa della forma intellettiva ed invisibile.
(V 93)

Pertanto, due sono le rotazioni cicliche del Tutto, una la guida un Dio che la muove, mentre l’altra la guida il cosmo stesso muovendosi con moto circolare- infatti: “l’unica possibilità che rimane è che talora il cosmo sia condotto nel suo corso da una causa divina diversa da esso, acquisendo così di nuovo il vivere e ricevendo dal Demiurgo una immortalità rinnovantesi, talora invece, allorché sia lasciato a se stesso, procede da solo in virtù di se stesso, abbandonato in un momento tale da consentirgli di ripercorrere a ritroso molti periodi.” (Politico 270a) Il fatto che il periodo visibile appartenga a Zeus mentre l’altro appartenga a Crono (la condizione di vita delle anime libere dal corpo e dal “servizio prestato nei riguardi della materia”), viene così indicato: “stai ascoltando proprio la vita che conduceva la gente ai tempi di Crono, invece l’altra, come si dice, dei tempi di Zeus è quella che tu stesso conosci direttamente in quanto ci sei presente.” (Politico 272b)
(V 94)

Dunque, delle due rotazioni cicliche, di quella visibile Zeus è principio causale ed artefice, mentre di quella Cronia ed invisibile sempre Zeus è principio motore: se così non fosse, non si potrebbe assolutamente dire che il cosmo fa ruotare se stesso durante il secondo periodo, perché sarebbe sempre Zeus a muovere il Tutto direttamente secondo tale periodo ciclico; e se così fosse, avremmo due Dei che muovono il Tutto secondo moti circolari volti in direzioni opposte, e questo è di fatto impossibile.
Pertanto, risulta ormai evidente che:
– durante la rivoluzione Cronia, entrambi questi Dei sono preposti alla rotazione ciclica, Crono in quanto elargitore della vita intellettiva e Zeus in quanto elevatore di tutte le cose fino al dominio Cronio- per questo tale periodo può essere chiamato ‘Cronio’, per il fatto che qui è Crono a fornire la causa originaria di tutta la vita;
– nella nostra rivoluzione ciclica, “più naturale e più conosciuta da tutti”, sono il Fato ed il Desiderio connaturato (Heimarmene- symphytos epithymia) a muovere il Tutto- principio causale trascendente di tale movimento è comunque Zeus “che ha dato al cosmo il Fato ed anche la vita acquisita.”

“Una causa divina diversa da esso, acquisendo così di nuovo il vivere e ricevendo dal Demiurgo una immortalità rinnovantesi”: il Dio che, in base al periodo ciclico Cronio, garantisce al cosmo “il vivere” e “l’immortalità rinnovantesi” è precisamente, come abbiamo visto prima, il Demiurgo universale, e, essendo Zeus che guida tale periodo, allora Zeus è “Demiurgo del cosmo ed elargitore di immortalità”- il che è precisamente quanto viene affermato su Zeus nel Cratilo: “per tutti gli esseri il vivere proviene da Zeus”.
(V 95)

Anche nel Politico infine, proprio come nel Timeo, viene chiamato “Demiurgo e Padre” il principio causale ed artefice della rotazione ciclica determinata dal Fato (la seconda): “il cosmo ruota ricordandosi dell’insegnamento del Demiurgo e Padre”, ed è per questo che si chiama ‘di Zeus’ tutto questo periodo, in quanto il cosmo, durante tale periodo, muove se stesso e ruota ciclicamente in base all’insegnamento del Demiurgo universale (principio causale trascendente).
(V 96)

 

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