Rhea

“Pertanto è necessario che vi sia anche in terzo luogo una causa intellettiva generatrice di vita. In effetti, anche Zeus “è principio causale del vivere- Zen), come dice Socrate, ma in modo intellettivo e derivato; del resto affermiamo che la vita in ogni ambito precede per ordinamento l’Intelletto. Ebbene, risulta evidente che della Regina Rhea, madre di Zeus, e seconda rispetto a Crono, poichè Egli è il Padre, diremo che forma questo livello intermedio, in quanto Ella è di fatto cosmo generatore di vita ed ha prestabilito in se stessa le cause della vita nella sua totalità universale….la Dea intermedia La celebriamo in sè e per sè come Madre sia del Demiurgo sia della totalità degli esseri; d’altra parte, contemplandola insieme ai due termini estremi (Crono e Zeus), La denominiamo “causa paterna”, in considerazione del fatto che è compresa fra i Padri, ed alcuni Ella li genera congiuntamente a Crono, altri congiuntamente a Zeus.” (Pr. Theol. V 16, 7- 24)

 

Proclo, Theol. Libro V, capitolo 11

“Quale è la Dea generatrice di vita, ed in che modo è colei che congiunge il regno di Crono con quello di Zeus, e quali ordinamenti possiede congiuntamente ad entrambi.”

Dopo il Sovrano degli Dei Intellettivi, si deve celebrare la Dea Rhea, madre del Demiurgo dell’universo: “Che Rhea sia appunto Madre del Demiurgo dell’universo nella sua totalità, e d’altra parte sia una divinità inferiore a Crono, lo dicono sia Platone che Orfeo…Rhea generatrice di vita (he zoogonos Rhea) è proceduta come seconda dal proprio principio, avendo ricevuto il rango di Madre fra tutti quanti gli ordinamenti paterni ed introducendo prima degli altri Dei il Demiurgo universale e la custodia inflessibile degli Dei. In effetti, il centro intermedio della Triade Intellettiva ed il grembo ricettivo della potenza generativa insita in Crono è questa Dea, che incita le cause che permangono in Lui alla generazione dell’universo nella sua totalità, e che d’altra parte fa apparire tutti i generi degli Dei in modo che si distinguano; e che dal Padre che la precede viene ricolmata della potenza intelligibile e generativa, mentre a sua volta ricolma il Demiurgo e Padre che è venuto a sussistere da Lei, della sovrabbondanza generatrice di vita. E’ proprio da qui che deriva il fatto che Egli “è per tutte le cose principio causale del vivere” – in quanto Zeus estende a tutte le cose la causalità generativa della Madre.
Quindi, Rhea moltiplica le potenze uni-formi di Crono, le fa procedere e le mette a capo delle realtà inferiori; dal canto suo, Zeus, proprio come dice il mito, fa apparire e differenzia la sovrabbondanza della Monade Cronia e la generazione della Madre, “in modo da non lasciar priva della potenza di Crono la componente più materiale e disordinata del Tutto.”
(V 36)
Crono raccoglie la molteplicità intellettiva, Zeus la divide, e Rhea, dall’alto, fa procedere le Cause demiurgiche dell’universo e colma le entità derivate della sua
potenza. “Platone paragona la generativa sovrabbondanza di Lei ai “flussi”, come afferma Socrate nel Cratilo, e rivela che questa Dea è in qualche modo una
“corrente” e non allude ad altro se non al suo carattere “sgorgante” e alla sua capacità di comprendere in modo unitario i canali suddivisi della vita.” In effetti Ella fa
parte degli ‘Dei Fontali’ (Pegaion Theôn)- “il flusso originario è fontale” (tò protourgòn rheuma pegaion estin) – ed è la Dea che “ricomprende in sé tutta la vita nella
sua pienezza.” “A proposito di Rhea, la fonte generativa, da cui tutta la vita divina, intellettiva, spirituale e materiale viene generata, gli Oracoli dicono quanto segue:
“Rhea in verità dei beati Intellettivi è fonte e corrente (Rheie toi noeron makaron pegé te rhoé te); avendo infatti per prima accolto nel suo meraviglioso seno i poteri di
ogni cosa (panton gàr prote dynameis kolpoisin aphrastois– “Ella, prima nel potere, riceve la nascita di tutti gli esseri nel Suo inesprimibile grembo) su tutto riversa la procreazione che velocemente si propaga (dexamene geneèn epì pan procheei trochaousan).”
(Oracoli fr. 56)

Del resto, anche il nome di Teti è quello di una fonte: “credi tu che la pensasse diversamente da Eraclito chi pose a nome dei progenitori degli altri Dei Rhea e Crono? O pensi tu che per caso egli abbia posto i nomi di ‘correnti’? Come a sua volta Omero chiama “Oceano genesi degli Dei” e “Madre Teti”; e così anche Esiodo io penso. E anche Orfeo in un passo dice “Oceano dalla bella corrente, per primo iniziò il connubio egli che prese in sposa la sorella di Teti, figlia della stessa madre”…manca poco che questo (il significato del nome Teti) non lo dica lo stesso nome…infatti il termine diattomenon (ciò che cola) e l’altro hethoumenon (ciò che sgocciola) sono immagini di una fonte, e da ambedue è composto il nome di Thetys.” (Crat. 402b-d) – in altri termini, i principi causali della sussistenza di tutti gli Dei sono chiamati “correnti fontali” (rheumata pegaia).
Del resto, l’anima encosmica è “fonte e principio di vita” perché procede dalla indivisibile generazione di vita (Anima del Tutto) e da quella divisibile (anime individuali); a maggior ragione, Rhea, la Dea che comprende tutta la vita nel suo insieme, è detta in modo perfetto ‘fontale’. Dunque, Rhea viene dopo la Monade Cronia e da questa fa sussistere il Demiurgo universale e la molteplicità, a Lui connessa, degli Dei.
(V 37)

Pertanto, Rhea
– ha legato insieme l’ambito degli Intellettivi
– “stringendo al suo seno la vita nella sua universalità”, ha fatto procedere tutte le potenze intellettive in Lei insite, attraverso i differenti ‘canali’ della vita
– con la sua sommità si è unita al Primo Padre e ha generato con Lui “i generi universali, che permangono in Lui, degli Dei”
– con il suo limite inferiore si è unita all’attività demiurgica e fa così sussistere tutti gli ordinamenti degli Dei, sia quelli superiori al cosmo sia quelli insiti in esso.

Dunque, la Dea universale “trascende le sue pienezze” ed è anche coordinata ad esse, ed è perciò, contemporaneamente, uni-forme e multiforme.
La Monade di Rhea, tuttavia, è unica ed in sé perfetta, “cosmo generatore di vita”, che procede dall’alto fino agli ultimi livelli, facendo sussistere anche tutte le potenze generatrici di vita. In altre parole, Rhea è la Causa generativa di vita per la totalità degli esseri.
L’attività universale della Dea:
– ricolma di potenza generativa ed intellettiva il Demiurgo universale
– perfeziona tutti i generi degli Dei con i “frutti intellettivi”
– nutre le anime “compagne degli Dei” con i ‘canali’ della divina perfezione
– fa dono ai mortali delle elargizioni della natura.
(V 38)

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