Zeus – Demiurgo del Tutto

Zeus: “Anche il grandissimo Zeus è Intelletto, in quanto ha “da un lato un anima regale e dall’altro un intelletto regale” come afferma Socrate nel Filebo; e questi sono due Intelletti e due Padri intellettivi…i “legami Cronii” sono unificatori dell’intellezione appartenente a Zeus in relazione alla natura intelligibile del padre e ricolmano l’intelletto di Zeus dell’intellezione compiutamente perfetta dell’Intelletto Cronio….a sua volta, il grandissimo Zeus è Intelletto divino e demiurgico.” (Pr. Theol. V 15, 19- 28; 16, 1- 6)

 

Proclo, Theol. Libro V, capitolo 12 “Quale è il terzo Padre fra gli Intellettivi e come procede a partire dai principi causali a Lui anteriori, e sul fatto che questo è il Demiurgo del Tutto.”

Dopo la Dea generatrice di vita, il Demiurgo dell’universo nella sua totalità “sia onorato per terzo, in base all’ordine che ha ricevuto fra gli Intellettivi.”

– Il I Padre Intellettivo è ‘gravido’ della molteplicità, è principio originario di ogni distribuzione, principio che per primo si è separato dai primi Dei uni-formi generando i principi dell’universo nella sua totalità; allo stesso tempo, li riconverte tutti verso se stesso, essendo unico cosmo intelligibile fra gli Intellettivi: “partorendo in se stesso e mantenendo presso di sé le proprie generazioni.”
– Il II Padre Intellettivo, ossia la Dea generatrice di vita, partorisce insieme al primo Padre la molteplicità celata, ma, non sopportando questa condizione (infatti: “spiando al varco i suoi figli, (Crono) li inghiottiva. E Rhea invadeva un tormento continuo. Ma quando fu sul punto di dare alla luce Zeus, Padre degli Dei e degli uomini…” Esiodo, Theog. 467), separa il terzo Intelletto (Zeus) dal Padre, produce la molteplicità degli Dei e dei principi Intellettivi e colma il terzo Intelletto della potenza generatrice.
(V 40)

– Il III Padre Intellettivo/ l’Intelletto dei Padri Intellettivi: produce ed ordina tutte le cose, incita la natura celata del Padre alla differenziazione e processione, fa in modo che la generazione universale di vita mandi i suoi ‘canali’ fino agli ultimi livelli del reale.
Infatti – legge teologica generale – in ogni ambito, carattere specifico dell’Intelletto è sempre quello di dividere e far apparire la molteplicità. Infatti:
– l’Intelletto Intelligibile possiede la molteplicità in modo uniforme
– l’Intelletto Intelligibile-Intellettivo trascende comunque la differenziazione perfettamente compiuta e quindi permane fra i primissimi principi, trascendenti l’universo nella sua totalità
– l’Intelletto Intellettivo dà inizio ad ogni forma di divisione ed al sussistere di entità particolari: “ha posto in se stesso originariamente tutta la molteplicità delle Forme”. E’ per questo che tutti i principi universali Demiurgici risalgono a questo Intelletto e si può dire che tutti gli Dei Demiurgici procedano in effetti dal terzo Padre (“presto poi la forza e le splendide membra del signore diventarono grandi; e, con il volgere degli anni, vittima dell’inganno astuto tramato dalla Terra, il grande Crono dai tortuosi pensieri rigettò la figliolanza, sopraffatto dalle arti e dalla forza del figlio.” Theog. 495)
Come il primissimo Paradigma è nell’Intelletto Intelligibile ed è venuto a sussistere insieme al Primo Padre, così, la Monade Demiurgica è nel Terzo Padre degli Dei Intellettivi.
(V 41) Infatti, il principio causale demiurgico è unito a quello paradigmatico “in base al rapporto analogico che hanno ciascuno ricevuto fra i Padri”, perché infatti, ciascuno dei due è il limite inferiore del rispettivo ordinamento (Phanes-Metis-Zeus). (V 42, 1- 5)
 

Libro V, capitolo 20

“Ricapitolazione di tutti i discorsi sul Demiurgo, la quale segue dappresso il Timeo.”

Il Demiurgo è stato celebrato come:

– “Artefice e Padre” di tutto il cosmo: non solo Padre, né solo Artefice, bensì soprattutto Artefice e poi anche Padre;

– “Demiurgo della totalità dell’universo” in base alla sua specifica bontà, alla sua volontà generosa ed alla sua potenza ordinatrice;

– “Migliore dei Principi Causali”, elargitore di bellezza, ordine e proporzione- miglior principio causale in quanto ha in sorte l’uni-forme/originaria potenza della serie demiurgica;

– “Origine della sussistenza di intelletto e di anima” e di tutta la vita del cosmo- il cosmo che ha creato come “vivente animato e dotato di intelletto”;

– “Ricolmo di tutto l’Intelligibile”, che guarda al Vivente-in-sé e si protende verso di esso e che, per somiglianza, connette questo cosmo al Vivente perfetto ed unigenito;

– “Demiurgo anche dei corpi” e loro perfezionatore – il Dio che lega insieme tutte le cose con le migliori proporzioni ed armonizza potenze, masse e numeri grazie “ai legami più belli”;

– “Colui che ha fatto sussistere il Tutto come intero costituito da parti intere e perfetto costituito da componenti perfette, immune da malattia e non soggetto a vecchiaia;

– “Colui che possiede in se stesso tutti i generi degli elementi” e che ordina il Tutto grazie alla primissima e più semplice delle figure (circolare);

– “Principio causale di autosufficienza e della ciclica rotazione su se stesso del Tutto”;

– “Elargitore” per il Tutto sia di movimento intellettivo sia della vita che si svolge circolarmente nel tempo (cf. “gli ha assegnato un movimento che si adatta al suo corpo, e cioè quello fra i sette che riguarda maggiormente l’intelligenza ed il pensiero. Perciò facendolo girare intorno nello stesso modo, nello stesso punto, ed in se stesso, lo fece muovere di moto circolare, gli tolse tutti e sei i movimenti e lo realizzò in modo che fosse privo degli errori di quelli.”  Tim. 34a)

– “Padre dell’anima”, dei generi insiti in essa, della divisione presente in essa e di tutti i rapporti armonici: “facendo sussistere l’anima nel cosmo come una lira che si muove da sé e che è immortale”;

– “Artefice e Demiurgo di figura e forma”: divisore dei cerchi del cosmo;

– “Genera il tempo nella sua interezza” imitando l’Eternità- genera anche le misure del tempo “e gli Dei che le rivelano” (i corpi celesti);

– “Fa sussistere il Sole nella sua interezza”, dalla sua propria essenza in modo che sia dotato di trascendente superiorità rispetto a tutti gli altri Dei Encosmici, e sia quindi “Re del Tutto”;

– “Produce” la molteplicità degli Dei Encosmici, dei Demoni, celesti e sub-lunari,cosicché questo Dio, il Tutto, sia “un’immagine votiva del Dio Intelligibile e perfetto” (cf. “comprendendo in sé gli esseri immortali e mortali, ed essendone pieno, questo cosmo che contiene in sé le cose visibili, Dio sensibile fatto ad immagine dell’Intelligibile, massimo ed ottimo, e bellissimo e perfettissimo, così è stato generato.” Tim. 92c);

– “Converte” verso di sé i generi successivi degli Dei e li colma anche di generazione incontaminata, vita eterna, perfezione demiurgica, sovrabbondanza generatrice;

– “Fa sussistere” le anime particolari ed i loro veicoli; le ripartisce fra gli Dei Sovrani e le subordina ciascuna a ciascun Dio; rivela le leggi di Heimarmene, le misure delle loro discese; stabilisce premi per i loro periodi ciclici e “ordina con leggi tutta la loro complessiva condotta all’interno del cosmo”;

 

– “Pone un limite alla sua provvidenza sulla totalità dell’universo”: si ritira nella sua sommità ed affida agli Dei Giovani la cura provvidenziale degli esseri mortali- Modello per i Demiurghi Encosmici della cura provvidenziale rivolta agli esseri inferiori. Come nel caso della Demiurgia universale, il Modello è il Vivente Intelligibile, così, nel caso della Demiurgia delle entità particolari, il Modello è il Vivente Intellettivo: “avendo compreso l’ordine del Padre, i figli vi obbedivano”. Il Padre “permane nella condizione che gli si addice”, produce tutte le cose in modo eterno e paterno – gli Dei Giovani danno ordine ai generi mortali in modo demiurgico e nel tempo.

“Dall’alto, appunto, fino alla produzione dei generi mortali si manifesta la provvidenza del Demiurgo, e questo è per così dire una sorta di inno che è stato dedicato da Platone al Demiurgo e Padre di questo nostro universo, per celebrare sia le sue potenze sia le sue produzioni sia i suoi benefici rivolti al cosmo.”

Timeo non ci tramanda direttamente il nome del Demiurgo, ossia “in che modo convenga chiamarlo secondo la Tradizione vigente presso gli Elleni” (sull’ineffabilità ed inconoscibilità del Demiurgo universale, si tornerà nei cap. 28- 29 di questo libro), tuttavia risulta ormai palese “anche per quanti sono in grado di comprendere solo un poco” che è il grande Zeus il Demiurgo celebrato da Platone. Infatti, nella Triade Intellettiva, la sommità è il regno di Crono, il centro intermedio e “grembo ricettivo della potenza generativa insita in Crono è la fonte di Rhea, materna e generatrice di vita”, ed è quindi palese che il limite inferiore della Triade Intellettiva “lo ha avuto in sorte il grandissimo Zeus” – ad opera della Causa paterna e di quella generatrice, è venuto a sussistere questo Dio “il quale si dice che regna avendo ricevuto per successione la sovranità intellettiva dal padre.” Non si può dunque che identificare il Demiurgo con la sovranità di Zeus e concordare sul fatto che è proprio Zeus il Demiurgo universale celebrato nel Timeo.

 

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