Artefice e Padre

Proclo, Teologia, Libro V, capitolo 16

“Come in base ad un’altra via si deve scoprire il carattere specifico del Demiurgo, e in che senso lo stesso viene definito nel Timeo “Artefice e Padre”; in questo capitolo è spiegato dove secondo Platone si trova il carattere “paterno”, dove quello “paterno ed insieme artefice”, dove quello “artefice e paterno”, dove quello “solamente artefice”, ed in generale in cosa differiscono Artefice e Padre.”

Nel Timeo, il Demiurgo viene chiamato “Artefice” e “Padre” (poietènpatéra): bisogna indagare come siano differenziati i due termini, per scoprire così chi è solo Padre, chi è solo Artefice, e come il carattere di Artefice e Padre insieme si addicano al Demiurgo universale. (V 52, 10- 25)

Metodo delle divisioni

– Dividendo tutti gli esseri in Dei (Monadi sovraessenziali) e prodotti generati dagli Dei (processioni degli enti): il Padre degli Dei è generatore degli Dei e delle Enadi
sovraessenziali; l’Artefice è origine del sussistere di essenze e degli enti. Per questo gli esseri generati direttamente dal Demiurgo sono “uguali agli Dei”, perché il Demiurgo è Artefice e Padre, mentre gli esseri prodotti dagli Dei Giovani hanno natura mortale, perché sono ‘solo’ Artefici demiurgici di realtà parziali in quanto non partecipi dello specifico carattere sovraessenziale.

– Dividendo gli enti in universali e particolari: il Padre è origine del sussistere degli universali, l’Artefice dei particolari; perciò, il primo è principio causale trascendente degli esseri generati, mentre il secondo è principio causale diretto, il primo infatti produce con il suo stesso essere mentre il secondo attraverso l’agire.

– Distinguendo le generazioni degli esseri eterni e quelle mortali: all’Artefice risalgono quelle mortali, al Padre le immortali. Infatti, l’Artefice fa procedere le realtà generate dal non-essere all’essere, mentre il Padre fa sussistere con sé gli esseri che vengono dopo, avendo strettamente unito a sé la potenza di generare.
(V 53)

Dobbiamo sottolineare che i due caratteri, paterno ed artefice (patrikònpoietikon), sono simili al Limite: il Padre è principio causale di unità e dell’universale, ed è principio originario di realtà semplici; l’Artefice è principio causale di produzione di forme e del dispiegamento fino alle parti, ed è principio originario di realtà composte. Rispettivamente ‘contrapposti’ a questi due caratteri, abbiamo le cause materne/Illimitato: il principio causale generativo coordinato al Padre, ed il principio causale produttivo di vita coordinato all’Artefice. Si delinea quindi questa relazione:
Πατρικὸν – Ποιητικὸν (Padre/Artefice= Limite – Paterno)
Γóνιμον – Ζωοποιὸν (Potenza generatrice/Potenza generativa= Illimitato – Materno)

Il carattere paterno di per sé si trova in modo primario fra gli Intelligibili: Padri dell’universo nella sua totalità, posti nella sommità intelligibile. Per questo Platone chiama l’Uno “Padre”, trasferendo la denominazione dalle entità poste immediatamente dopo di esso- quindi è chiaro che Platone non abbia assegnato questo nome all’Uno a partire da tutti gli altri enti, perché non tutti ma solo i primissimi e supremi fra gli Dei partecipano in modo specifico del carattere paterno.
(V 54)

“In verità, anteriori a tutti quanti gli ordinamenti divini sono gli Dei Intelligibili e sussistenti immediatamente dopo l’Uno”: fra Loro si trova la Causa Paterna di tutti gli enti, in quanto gli Dei Intelligibili sono “Padri di tutti i generi divini.”
Dunque, il primissimo carattere paterno si manifesta nella I Triade Intelligibile (Essere Intelligibile); quello artefice si manifesta invece per la prima volta nella III Triade Intelligibile (Intelletto Intelligibile), perché ciò che genera tutte le forme e ordina tutte le cose con le forme è il Vivente completo (Vivente-in-sé) che ha in sé i primissimi Modelli intelligibili: è principio paterno a causa della sommità intelligibile (causa divina), ed è Artefice in base alla causa formale.
Poi, il carattere artefice e paterno viene ad avere la sua sussistenza nella Monade Demiurgica: è origine del sussistere degi Dei successivi (Padre) e costruisce il cosmo per mezzo di forme e principi razionali demiurgici, e mette in ordine tutte le cose (intelletto, anime e corpi) per mezzo delle forme (Artefice).
(V 55)

Pertanto: il limite della III Triade Intelligibile è Padre e Artefice, con predominanza del carattere paterno perché produce con il suo stesso essere ed il produrre appartiene alla sua essenza, inoltre le Forme vi si trovano a livello intelligibile. Il limite della Triade Intellettiva è Artefice e Padre, con predominanza del carattere artefice perché produce con l’agire e la sua essenza è artefice, inoltre le Forme vi si trovano a livello intellettivo. In base a tali considerazioni, è evidente che il principio Demiurgico è venuto a sussistere in modo analogo al Modello, ed infatti ha anche il suo stesso posto perché entrambi sono limite della Triade (Intelletto Intelligibile ed Intelletto Intellettivo- Phanes e Zeus). Per questo Timeo dice che il Demiurgo universale si protende in alto verso quel Modello: “come dunque l’Intelletto, contemplando le Idee contenute in quello che è il Vivente, osserva quante ed al contempo quali sono in lui contenute, tante e tali ha ritenuto che anche questo nostro universo dovesse avere.” E’ così che il Demiurgo risulta completo: perché dal Vivente completo ha tratto la totalità delle Potenze Intelligibili.
(V 56)

Il Tutto esiste sotto tre aspetti:
– Intelligibile: il Vivente-in-sé, “perfetto sotto ogni aspetto”
– Intellettivo: il Demiurgo, “il migliore dei Principi causali”
– Sensibile: il Cosmo, “perfetto formato di parti perfette”

Ricapitolando:
– il principio causale solo paterno è a partire dalla sommità degli Intelligibili (I Triade Intelligibile)
– il principio causale paterno ed artefice è venuto a sussistere nel e con il Paradigma/Modello Intelligibile (III Triade Intelligibile)
– il principio causale artefice e paterno è definito in base al Demiurgo universale (Intelletto Intellettivo)
– il principio causale solo artefice si confà agli Dei Giovani, “i quali determinano l’origine di realtà particolari ed al contempo mortali”

Dunque, il fatto che nel Timeo la coordinazione dei nomi del Demiurgo sia sempre “Demiurgo e Padre/ Artefice e Padre” non è affatto casuale, visto che la stessa coordinazione si trova anche nel Politico (“imitando l’insegnamento del Demiurgo e Padre”).
(V 57)

Dunque, sempre Platone conserva immodificato l’ordine di questi due nomi: per il fatto di essere limite inferiore della Triade Intellettiva, il Demiurgo ha superiorità paterna su tutti i generi successivi degli Dei; per il fatto che da sé produce tutti i generi e le specie particolari degli enti, è la causalità artefice degli enti che ha fatto sussistere.
Inoltre, per il fatto di essere Padre vi sono in Lui sia la Potenza che l’Intelletto, ma in forma intellettiva e non intelligibile: non è Potenza-in-sé bensì Potenza Demiurgica e del Padre, e dunque tutte le cose sono in Lui in forma intellettiva (Padre-Potenza-Intelletto). Imita anche in ciò il Modello Intelligibile in cui le tre componenti preesistono in modo intelligibile (limite-illimitato-misto=padre-potenza-intelletto): la differenza consiste pertanto nel fatto che il carattere intellettivo del Modello è intelligibile (cioè, ha posto anticipatamente, in forma di causa, fra gli Intelligibili la causa intellettiva), mentre il carattere intellettivo del Demiurgo è solamente intellettivo, dal che risulta ancora che il Demiurgo è proprio l’Intelletto Intellettivo/Tutto Intellettivo.
(V 58)

Inoltre, per il fatto che il Demiurgo è Padre, vi sono in Lui Potenza ed Intelletto; ma per il fatto che tali componenti sono definite in base al carattere artefice, Egli è coordinato al livello generatore di vita (zoogonos): è con questo che “fa sussistere i generi della vita ed unifica il cosmo nella sua totalità.” Non solo: con il livello mediano genera tutte le forme di vita; inoltre, avendole introdotte ed ordinate, le riconduce a sé, proprio in quanto limite inferiore dell’ordinamento Intellettivo ed Intelletto Demiurgico. Infatti, in quanto Demiurgo è origine del sussistere di tutte le cose, ed in quanto Intelletto raccoglie la molteplicità in unità e la converte verso se stesso. “Ed entrambe queste operazioni le compie con i discorsi che rivolge agli Dei Giovani: ed infatti li ricolma di potenza demiurgica e generativa, li raduna verso se stesso e si presenta, per così dire, come oggetto di desiderio per la molteplicità degli Dei e fa tendere in alto in relazione a se stesso tutti i Demiurghi che sono nel cosmo.”
(V 59)

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