“Giudizio di Zeus” – la proporzione

Proclo, Teologia, Libro V, capitolo 26

“Richiami alle medesime concezioni, desunti da quanto è affermato nelle Leggi a proposito della proporzione intesa come ‘giudizio di Zeus’.”

Che Platone faccia sempre coincidere Zeus con il Demiurgo si può scoprire anche attraverso quel che si dice nelle Leggi a proposito di Zeus stesso.

Dunque, si danno due tipi di uguaglianza, mediante i quali sono ordinate le forme di governo: una è l’uguaglianza in senso numerico (procede in base ad una legge uguale per situazioni che differiscono), l’altra è invece uguaglianza di rapporti (che abbraccia tutti i casi in base al merito). Entrambe queste forme di uguaglianza si trovano anche nella cura provvidenziale del cosmo: infatti, l’essenza dell’anima è stata per prima divisa per mezzo dell’uguaglianza di rapporti, mentre ciascuno dei corpi ha ottenuto l’uguaglianza numerica (un’anima individuale corrisponde ad un singolo corpo, ma ciascuno dei corpi partecipa di una determinata e comune essenza)- e tutte le cose complessivamente sono messe in ordine dalla “più forte delle proporzioni”, in base alla quale il Demiurgo fornisce sia agli interi che alle parti “l’ordine indissolubile insito nell’universo e l’armonia proporzionale reciproca.” (V 97)

Siccome lo Straniero di Atene paragona la sua città al Tutto ed esorta i cittadini ad onorare maggiormente questa specifica forma di uguaglianza: “la più vera e la migliore uguaglianza non è per ciascuno così facile da individuare: infatti essa è ‘Giudizio di Zeus’ (Diòs krisis)” Tale somma proporzione è Giudizio di Zeus in quanto ha potere sull’intera Demiurgia del cosmo e contribuisce alla sua perfezione. La potenza di tale proporzione è infatti indicata da Timeo:

-ha determinato ed ordinato i generi dei principi causali

-ha creato il loro “legame più bello” ed ha intrecciato insieme tutte le cose

-ha collocato l’anima nel livello proporzionalmente intermedio fra l’intelletto ed il corporeo

-ha legato insieme l’anima stessa “mediante rapporti doppi e tripli”

-tiene insieme l’anima con i limiti dell’uguaglianza, sia quando procede sia quando si riconverte

-ha fatto sussistere “l’insieme composito corporeo” a partire dai quattro generi/elementi e ha armonizzato i termini estremi con quelli intermedi e mescolato i termini intermedi secondo il carattere di quelli estremi (cf. Timeo 32a-c: “non è possibile unire due soli elementi (Fuoco e Terra) senza disporre di un terzo: dunque in mezzo vi deve essere un legame che li unisca entrambi. Fra i legami il più bello è quello che faccia, per quanto possibile, un’unica cosa di sé e dei termini legati insieme; ed è la proporzione che realizza ciò nel modo migliore. Perché, quando di tre numeri o masse, o potenze che siano, il medio sta all’ultimo come il primo sta al medio, e d’altra parte il medio sta al primo come come l’ultimo sta al medio, allora il medio, diventando primo ed ultimo, e l’ultimo ed il primo diventando medi, così accadrà che tutti diventino necessariamente la stessa cosa, e diventando la stessa cosa fra loro, saranno tutti un’unità. Se dunque il corpo dell’universo doveva essere piano e senza alcuna profondità, un solo medio bastava ad unire gli elementi a lui congiunti e se stesso; ora invece, conveniva che esso avesse un corpo solido, ed i corpi solidi non li congiunge in armonia un solo medio, ma sempre insieme due medi. Così il Dio, avendo posto Acqua e Aria in mezzo al Fuoco e alla Terra, e componendoli fra loro, per quanto era possibile, secondo la stessa proporzione, in modo che come il Fuoco stava all’Aria, così l’Aria stava all’Acqua, e come l’Aria stava all’Acqua così l’Acqua stava alla Terra, unì insieme e compose il cielo visibile e tangibile. Ed in questo modo e mediante questi quattro Elementi il corpo del cosmo fu generato, secondo un’armonica proporzione..”

> “ha riportato tutte le cose ad un unico cosmo e ad un unico ordine indissolubile che è contenuto nell’universo.” (V 98)

Perciò, tale uguaglianza di rapporti, la migliore delle proporzioni, è il “Giudizio del Demiurgo” perché è in base alla decisione del Demiurgo universale che tale proporzione ha ottenuto una sovranità così grande, come quella appena illustrata. La medesima proporzione è anche “Giudizio di Zeus”, il che conferma ancora una volta l’identità fra Zeus ed il Demiurgo universale: il Dio si serve di tale proporzione per l’opera di creazione ed ordinamento della totalità dell’universo; il legislatore, analogo al Demiurgo, con questa stessa proporzione “ha legato insieme la città, che è stata così resa simile al Tutto.” (V 99, 1-14)

“Questa infatti è veramente la cosa più utile per le parti, imitare il Tutto, e per le forme di governo umane, diventare simili a quelle divine.” (in RP, VIII dissertazione)

 

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