Il Politico del Tutto – la scienza politica

Proclo, Teologia, Libro V, capitolo 24

Eleusinian-Painter,2

Si devono esaminare le “concezioni mitiche” contenute nel Protagora e vedere se, ancora una volta, sono in accordo con quanto detto a proposito del Demiurgo nel Timeo. Possiamo dire che il mito del Protagora riguarda principalmente la trasmissione delle technai e della scienza politica: Prometeo (promethein, ‘prendersi cura’), volendo dare ordine al genere umano e prendersi cura della nostra vita razionale affinché “non perisse, ‘sommersa dalle furiose passioni terrene’ e dalle ‘necessità della natura’, come dice uno degli Dei” (Oracoli fr. 114), propose le tecniche alle anime come imitazioni dell’intelletto e, attraverso tali technai, ha suscitato negli esseri umani la facoltà conoscitiva e riflessiva sulle Forme. Prometeo si ‘prese cura’ di trasmettere queste tecniche alle anime, dopo averle prese da Atena e da Efesto, poiché è in questi due Dei che vi è la causa di tutte le technai: Efesto fornisce in modo primario alle anime la capacità demiurgica; Atena fa risplendere sulle anime la facoltà conoscitiva. Le anime incarnate avevano però anche bisogno di una scienza più perfetta delle tecniche, ossia la scienza politica: essa è in grado di coordinare fra loro le tecniche, di ordinarle e di indurre le anime a vivere in modo conforme all’intelletto praticando la virtù. Non poteva essere Prometeo a trasmettere questa scienza alle anime, “per il fatto che la scienza politica si trova principalmente ‘presso’ il grande Zeus, e per il fatto che, racconta il mito, ‘a Prometeo non era possibile’, di nascosto, ‘raggiungere l’acropoli di Zeus’ (infatti ‘ci sono terribili guardie di Zeus’ che lo custodiscono nella sua trascendenza rispetto a tutte le cause particolari)”. Per questo, Zeus ha inviato Hermes per portare agli uomini assennatezza e pudore (phronesis- aidos) e tutta la scienza politica: tale scienza, per comando di Zeus, è stata distribuita a tutti, tutti ne sono stati resi partecipi e a tutti è stata distribuita la “conoscenza delle cose giuste, belle e buone”, al contrario delle technai che invece sono state spartite in modo suddiviso in modo che, fra gli uomini, alcuni ne sono esperti mentre altri le ignorano. (V 88)

Risulta dunque evidente che, da un lato, il Modello della scienza politica appartiene a Zeus, mentre la processione e la distribuzione di tale scienza fino alle anime dipende dalla “catena di Hermes”: è la serie di Hermes ad infondere nelle anime, in forma essenziale e comune, la scienza politica.
Chi ha dunque stabilito in modo primario “la forma di governo insita nel Tutto”, quella che ha determinato che gli esseri divini regnino su quelli mortali, che gli interi dominino sulle parti e che le entità dotate di anima e di intelletto siano assolutamente superiori a quelle che ne sono prive: “non è forse il Demiurgo colui che è principio causale per noi di tutti quanti questi beni?”
-Colui che dirige il cosmo nella sua totalità
-Colui che ha legato il Tutto con le migliori proporzioni
-Colui che ha posto in esso la sua propria forma di governo
-Colui che comprende in sè le “norme imposte dal Fato” e che estende le “Leggi di Adrastea” fino alle ultime entità
-Colui che dà ordine a tutte le cose (celesti e sub-lunari) per mezzo di Dike
“E’ costui che alle anime particolari, quando le insedia nel Tutto e le rende partecipi della forma di governo che è fra tutte la migliore e dotata della migliore costituzione, annuncia le norme imposte dal Fato, determina per esse le misure della Giustizia e stabilisce tutte le disposizioni per legge.”
(V 89)

E’ dunque il Demiurgo che possiede il Modello primissimo della scienza politica, e pertanto, come afferma il mito, la scienza politica si trova primariamente presso Zeus: del resto, a nessun altro se non al Demiurgo universale si addice la Forma originaria della scienza politica, dal momento che, fra tutte le forme di governo, la primissima ed assolutamente perfetta “è quella che sta in Cielo”- come troviamo ribadito anche nel ‘Commento alla Repubblica‘ (V dissertazione), di cui diamo una breve illustrazione.

Si deve trovare a chi corrispondano, fra gli Dei, il Politico, il Poeta, lo Stratega, l’Oratore ed il Medico del Tutto- ed ecco la ‘soluzione’: “questo Poeta non è altri che il Dio grande cooperatore del grande Politico, ed autenticamente Educatore, che guarda all’Intelletto del Politico. Infatti, il Politico del Tutto è colui che si celebra come il grande Zeus…d’altra parte, colui che coopera insieme a lui a tutto l’ordine che è nell’universo, sia tra i movimenti rapidi e grevi, sia fra moti di rotazione più brevi o più lunghi, non è altri che Apollo, autore di imitazioni armoniche e ritmiche. Fra quelli poi Stratega è il grandissimo Ares, Dio che presiede alle guerre e che incita ogni cosa all’opposizione cosmica (“lo Stratega è colui che insieme con il Padre regola la guerra cosmica ed agisce in modo che le cose migliori abbiano sempre la meglio sulle peggiori, senza però far sparire il loro potere- infatti bisogna che, comunque, vi siano anche le peggiori, affinché il Tutto sia composto dagli elementi contrari”). Invece, l’artefice di persuasione (l’Oratore: “è quello che con discorsi intellettivi persuade a vivere questo cosmo che l’Intelletto del Politico vuole che viva”) non è altri che Hermes, tramite il quale anche prendono la parola ora gli uni ora gli altri Dei fra di loro, e a tutti si rivolge Zeus disponendo liberamente dell’Hermes che è in lui. Colui poi che fa sì che ogni cosa si mantenga conforme a natura è Asclepio, grazie al quale l’universo non si ammala, non invecchia e non scioglie gli elementi dai loro indissolubili legami.”
Detto questo, risulta ormai evidente che, appunto, il Politico è il primissimo Demiurgo del Tutto, e che Egli è proprio il grandissimo Zeus presso cui si trova il Modello della scienza politica, “saldamente collocata su un sacro piedistallo”, da cui procede verso tutte le entità derivate, dando ordine a tutte in modo conforme all’Intelletto- Zeus-Demiurgo universale-Politico del Tutto dirige tutte le entità presenti nel cosmo e riduce ciò che è disordinato all’ordine: “Colui che, per mezzo di Themis, dà ordine all’universo nella sua totalità e che insieme ad essa produce tutte le cose” è anche Colui chee possiede in sé, in modo essenziale, tutta la scienza politica. Cf. Pindaro (Odi, fr. 30): “Themis, sposa primordiale di Zeus Salvatore…” e “Ananke rappresenta la sola divinità che governa il Fato- Lei è l’ordine che governa i corpi celesti, e corrisponde esattamente alla divinità che è Themis per i Teologi. Le Moirai sono quindi le divinità che hanno diviso fra Loro la provvidenza della madre Themis; in modo specifico, Klotho ha ottenuto la sfera immobile, Atropos quella mobile, e Lachesis l’intero cielo.” (Theol.VI, 23; In RP. II 239)
(V 90)

Zeus è dunque Colui che determina per tutti gli esseri la natura divina e l’unica forma di governo del Tutto, e, allo stesso tempo, trascende tutte le cause particolari e l’intero genere titanico (cf. “dividono l’Intelletto divino insito in noi (Zagreo- Dioniso salvato da Atena)” II Libro, capitolo 11): tutelandosi con le sue “potenze incontaminate”, si mantiene trascendente rispetto a tutto l’ambito encosmico.
– Le “guardie che lo circondano” alludono alla sua stabile permanenza ‘nel luogo che gli si addice’, nella sua trascendenza immutabile, e alludono anche alla sua incessante custodia della Demiurgia: stabilito permenentemente in se stesso, si diffonde in tutte le cose senza impedimento e, pur essendo presente nei prodotti generati, risulta superiore alla loro totalità grazie alla sua semplicità ed unità supreme.
– “L’Acropoli di Zeus”, secondo la Teologia tradizionale, “è simbolo del moto rotatorio intellettivo e della sommità più elevata dell’Olimpo, la quale tutti i Sapienti collegano alla sommità intellettiva di Zeus”. Zeus dunque:
-fa tendere verso questa sommità tutti gli Dei Encosmici
-dall’alto li colma di potenze intellettive, luce divina ed illuminazioni produttrici di vita
-serra la “profondità dei cosmi” con il moto rotatorio- in base ad esso, la sommità dei cosmi visibili ha nome “Circolo dell’Identico”/”rotazione sapientissima ed uniforme”. Essa imita con l’unitarietà il carattere intellettivo della conversione demiurgica (dei prodotti verso la sommità intellettiva); inoltre, rispetto al cosmo sensibile, ha la stessa superiorità che la sommità più elevata di Zeus “ha rispetto a tutto quanto l’ordinamento dei corpi del firmamento.”
(V 91)

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