Le Enadi Divine

II. Le Henadi, nel loro aspetto di Limite ed Illimitato: “lo stesso insegnamento ci viene offerto da Orfeo. Infatti, nello stesso modo in cui Platone ha fatto derivare dall’Uno due cause, il Limite e l’Illimitato, allo stesso modo il Teologo ha fatto esistere, a partire da Chronos, Etere e Caos; l’Etere come causa ovunque di ciò che è limitato, il Caos come causa dell’illimitatezza. (Pr. in Tim. I 385, 17- 20). “Prima di tutte le opposizioni vi è in effetti l’Uno, come dicono i Pitagorici…e dopo la causa unica, la Diade dei principi ha fatto la sua apparizione, e la Monade ha la meglio, in tali principi, sulla Diade, o, se vuoi parlare al modo di Orfeo, l’Etere ha la meglio sul Caos..” (Pr. in Tim. I 176, 12- 13) “(Gli Orfici) pongono Chronos/Tempo in luogo dell’unico principio di tutte le cose, Etere e Caos al posto  dei due principi, mettono l’Uovo in luogo di ciò che è in modo assoluto, e considerano prima questa Triade.” (Dam. De princ. 123- 123 bis).

Caos è anche la “voragine/baratro” e Diade Illimitata: “anche il Teologo Orfeo chiama con questo nome (voragine) la causa prima di tutti i movimenti e processioni negli Intelligibili, causa che i Pitagorici denominavano diade intelligibile ed indefinita: “Tempo senza vecchiaia, dalla sapienza immortale, generò Etere ed un grande baratro, enorme…” (Proclo, in RP II 138, 8) Confermato da: “Caos…la causa illimitata e piena di Dei, che Orfeo chiamò “voragine enorme”. Infatti, dopo l’unico principio di tutte le cose, che Orfeo proclama Tempo, pensando che sia misura dell’origine mitica degli Dei, dice che fuoriuscirono  Etere e l’ “enorme voragine”, l’uno causa della processione limitata degli Dei, l’altra invece, di quella illimitata.” (Simpl. in Phys. I 528, 12). “Questo illimite (apeiron) gli Dei l’hanno chiamato “abisso sovramondano” (hyperokosmon bython): “voi che conoscete con l’intelletto l’abisso paterno sovramondano.” (Dam. De princ. 189)

“Il 2 (Diade) appare come l’infinità (apeiron), se è vero che esso è anche la diversità, e quest’ultima comincia appena fuori dall’unità e si estende all’infinito. Si può dire anche che il 2 è il numero che produce l’infinità perchè nel 2 è la prima manifestazione della lunghezza, come derivata dall’ 1 come punto, ma la lunghezza può essere divisa o moltiplicata all’infinito.” (Giambl. Theol. Aritm. 12)

“Questo uno, che preesiste alla potenza e che per primo sussiste originariamente a partire dalla Causa impartecipabile ed inconoscibile della totalità del reale, Socrate nel Filebo, lo chiama “limite”, mentre la potenza generatrice dell’Essere, la chiama “illimitatezza”…Ogni unificazione, totalità e comunione degli enti, e tutte le dimensioni divine risultano dipendere dal primissimo limite, mentre ogni divisione, produzione feconda e la processione verso il molteplice risultano sussistere a partire dall’illimitatezza assolutamente originaria.” (Pr.Theol. III 32, 1- 9)

 

Il Limite e l’Illimitato negli enti:
– il Limite è principio causale della natura divina stabile, uni-forme,connettiva e conservante;
– l’Illimitato dà origine alla natura divina in grado di moltiplicarsi e procedere verso tutti gli enti- dà origine a tutto l’ordinamento atto a generare. (Theol. III 32, 1- 20)

Da questi due Principi tutte le cose, fino alle ultime, hanno ottenuto la processione verso l’Essere:
– l’Eternità partecipa del Limite in quanto è misura intelligibile (noetòn metron)/ partecipa dell’Illimitato in quanto principio causale dell’inesauribile potenza conforme all’Essere.
– il Nous è prodotto generato dal Limite in quanto è uni-forme e totalizzante e tiene unite le misure paradigmatiche/ è anche prodotto dell’Illimitato in quanto introduce eternamente tutte le entità e garantisce loro l’essere per l’eternità, ed è sempre dotato della sua potenza senza diminuzioni.
– l’Anima è sotto il controllo del Limite in quanto scandisce la sua vita per mezzo di ritorni ciclici e periodi, e impone così un limite ai suoi movimenti/ è anche sotto l’ordinamento dell’Illimitato perchè la fine di un periodo del suo movimento coincide con l’inizio di un secondo movimento ciclico.
– il nostro Cielo nel suo insieme è riconducibile al Limite in base alla sua totalità e connessione, all’ordine dei movimenti periodici e alle misure dei suoi ritorni ciclici/ è anche partecipe dell’Illimitato in base alle potenze generative, ai movimenti rotatori vari e alle incessanti ripetizioni complete dei suoi cicli.
– Tutto l’ambito della generazione sensibile fa parte per forma del Limite, per via delle specie limitate e stabilite e del suo ciclo unico che “riproduce a livello d’immagine il moto circolare celeste”/ è anche immagine dell’Illimitato per la varietà dei singoli composti e del loro incessabile mutamento.
(Theol. III 33)

 

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