Uno/Bene- Primissimo Principio Causale

I. L’Uno. “Misterioso è il Principio unico anteriore ai due: lo stesso non dire nulla riguardo ad esso mostra la sua natura indicibile” (Dam. De Princ. 123bis; cfr. Theol. Pl. II Libro).

“E’ la Causa realmente trascendente che fa sussistere in modo unitario sia tutte le Enadi divine sia tutti i generi e le processioni degli enti. E’ stato celebrato come:
– Bene, tramite l’analogia solare che rivela la sua meravigliosa ed inconoscibile superiorità rispetto a tutti gli Intelligibili;
– Uno, tramite il metodo delle negazioni, che rivelano la trascendente ed ineffabile realtà dell’Uno causa di tutte le cose;
– Attorno al quale sono tutte le cose- attorno al quale sono tutte le cose belle, per enigmi in cui si rivela che si tratta del Principio che fa sussistere tutte le cose per il fatto di essere causa di ogni natura divina>infatti, “tutti gli Dei ottengono di essere Dei ad opera del Primo. Sia che risulti lecito chiamarla “Fonte della natura divina”, sia “Re di tutte le cose”, sia “Enade delle Enadi”, sia “Bontà generatrice della verità”, sia “Realtà che trascende tutte quante queste realtà”, e “al di là di tutte le cause”, sia di quelle paterne sia di quelle generatrici, questa Causa sia da noi onorata con il silenzio e con l’unificazione che precede il silenzio e che essa faccia risplendere il destino del “mistico compimento (mystikos telos)” che si confà alle nostre anime; si contemplino poi con l’intelletto le due sorte di Principi che procedono a partire da essa e dopo di essa. Cos’altro infatti si deve porre dopo l’unità della natura divina universale, se non la Diade dei Principi?” (Pr. Theol. III 30, 3- 13)
Primissimo Principio Causale- Chronos senza vecchiaia: “presso gli Orfici, il primissimo principio causale (tò protiston aition) è detto Chronos” (Pr. Theol  I 28, 121); “ritengo che la Teologia Rapsodica…il primo a possedere qualcosa di dicibile e compatibile con le orecchie degli uomini. Questo invero era Tempo senza vecchiaia, padre di Etere e Caos…era un serpente con due teste aderenti, una di toro e una di leone, e in mezzo il volto di un Dio aveva, e anche ali sulle spalle, e si chiamava Chronos Ageraon (Tempo senza vecchiaia), ed Eracle stesso. E a Lui era congiunta Ananke, identica a Lui per natura, incorporea e con le braccia allargate su tutto l’universo, sino a toccarne le estremità.” (Dam.De princ. 123- 123 bis- Teogonia di Ieronimo ed Ellanico). “Dopo l’unico principio di tutte le cose, che Orfeo proclama Tempo, pensando che sia misura dell’origine mitica degli Dei..” (Simpl. in Phys. I 528, 12) “Tempo instancabile con la sua corrente dal flusso perenne, scorre pieno, rinasce da se stesso.” (Kritias FGrHist. 43 F 3) “Alle consacrazioni delle origini presenti e prossime erano presenti le Moire e l’unico testimone del vero, Chronos.” (Pind.O. X 74) “Ma Chronos lo dominò e la potente Ananke.” (Bacch. fr. 20A) “Questo Tempo che non invecchia, dall’eterno consiglio, generò Etere e un grande Abisso, esteso in lungo ed in largo, nessun limite al di sotto di Lui, nè sostegno, nè sede in cui insediarsi. ” (Rapsodie Orfiche vv. 66-70)

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