Vita: i nove Dei noetici-e-noerici

IV. Vita: i nove Dei noetici-e-noerici, divisi in tre Triadi (ciascuna contenente la suddivisione secondo limite-illimitato-misto).

IV. Vita: i nove Dei noetici-e-noerici

1) Essere noetico-e-noerico; le tre Notti della Teologia Orfica; il luogo sopraceleste del Fedro; le tre Iynges dei Caldei.

2) Vita noetica-e-noerica; Urano nelle sue tre manifestazioni della Teologia Orfica; la volta celeste del Fedro; i tre Synocheis (Connettori) dei Caldei.

3) Intelletto noetico-e-noerico; Cotto, Briareo e Gige (Centimani); la volta sub-celeste del Fedro; i tre Teletarchi dei Caldei.

 

Teologia, Libro IV, capitolo 4

“Come Socrate nel “Fedro” ci conduce in alto verso questo ordinamento.”

– Dodici sono gli Dei Sovrani preposti alla totalità delle cose: sono gli Dei (Hyper-Encosmici, ossia: quattro Triadi di Dei ‘distaccati’ (Apolytoi), i dodici Dei dell’Olimpo come descritti nel Fedro. Zeus, Poseidone, Efesto, Demetra, Hera, Artemide, Hermes, Aphrodite, Apollo, Hestia, Atena, Ares) che guidano tutti gli Dei Encosmici e tutti “i drappelli di Daimones”, slanciandosi verso la natura intelligibile.

– A capo dei Dodici Dei Sovrani è “Zeus che conduce il carro alato” – “dà ordine a tutte le cose e se ne prende cura” – “fa salire tutta l’armata che lo segue” > salire dapprima verso tutto l’ambito all’interno del Cielo e alle “visioni beate” di quelli che sono in questo ambito oggetti d’intellezione e verso i “percorsi determinati” > poi Li guida alla “volta sub-celeste”, che cinge dal basso il Cielo e che è ricompresa in esso> quindi, Li guida al Cielo stesso e alla “convessità del Cielo”, dove si posano le anime divine “e ruotando assieme con il Cielo contemplano tutta l’essenza che è al di là”

– Al di sopra del Cielo, è il “luogo sopraceleste” (hyperouranion topon) in cui sono:
> l’essenza che è realmente (he ousia he ontos)
> la pianura della verità (tò tes aletheias pedion)
> il prato ed il regno di Adrastea (ho leimòn kaì he tes Adrasteias basileia)
> il coro divino delle virtù (ho theios ton areton choros)
“Nutrendosi attraverso l’intellezione di queste Monadi, le anime si allietano seguendo la rotazione del Cielo.”
(IV 18, 1- 21)

 

Teologia, Libro IV, capitolo 1

“Quale è il carattere specifico degli Dei Intelligibili-Intellettivi e in che modo illuminano dall’alto la Vita impartecipabile e in che modo sono in continuità rispetto agli Dei Intelligibili.”

Seguendo l’ordine della realtà, dobbiamo ora prendere in esame l’insegnamento sugli Dei Intellettivi; però fra questi Dei:
– alcuni sono Intelligibili-e-Intellettivi (noetà kaì noera), “quanti, avendo intellezione, sono anche oggetto d’intellezione” secondo l’Oracolo (hosa noounta noeitai)
– gli altri sono solo Intellettivi
> bisogna pertanto iniziare la trattazione da quelli Intelligibili-Intellettivi.

Come abbiamo ampiamente visto nel corso del III Libro (ad esempio, III cap. 9), vi sono tre Monadi universali (al di là degli Dei divisi per ordinamenti):
> Essenza, che trascende le due successive
> Vita, che ha sempre il ruolo mediano
> Intelletto, il limite che converge verso il principio
(IV 6; 7, 1- 5)

Questi
tre caratteri (Essenza-Vita-Intelletto):
– sono in modo intelligibile nell’essenza
– sono in modo intelligibile-intellettivo nella vita
– sono in modo intellettivo nell’intelletto

Bisogna anche ricordare che in ogni ordinamento vi sono permanenza-processione-ritorno, e che:
– l’intelletto è sempre in base alla conversione
– la vita in base alla processione
– l’essenza in base alla permanenza
(IV 7, 5- 15)

I primi Dei Intellettivi (ossia, quelli Intelligibili-Intellettivi, come specificato poco sopra)- il cui carattere essenziale è conforme alla Vita (cfr. Gerarchia Divina: IV. Vita: i nove Dei noetici-e-noerici)- congiungono l’Intelletto impartecipabile (Monade dell’ordinamento intellettivo) al “genere intelligibile degli Dei” e tengono insieme le varie processioni delle entità seconde, rivelando e al contempo dispiegando le realtà stabili dei Principi causali superiori.

Tale è la Vita impartecipabile:
– delimita l’Essere e l’Intelletto;
– partecipa dell’Essere ed è partecipata dall’Intelletto,
il che equivale a dire che l’intellezione si ricolma dell’intelligibile e poi ricolma di sè l’intelletto: “l’Essere è l’intelligibile e la Vita è l’intellezione” (tò òn tò noeton estin, he dè zoè noesis)

Pertanto:
> l’Essere è caratterizzato in base alla forma divina di realtà
> la Vita è caratterizzata in base alla potenza
> l’Intelletto è caratterizzato in base all’intelletto intelligibile
(IV 7, 16- 30)

– Come la Potenza è generata dall’Uno e dalla Realtà e ha fatto sussistere con l’Uno la natura delle cose, allo stesso modo la Vita procede dall’Essere avendo fatto sussistere un’altra potenza insita nell’Essere.
– Come l’Uno anteriore all’Essere, da se stesso dà una seconda Enade all’Essere, allo stesso modo la Vita anteriore all’Intelletto fa sussistere la vita intellettiva. Ossia, la Vita che partecipa delle Monadi Intelligibili (IV. Vita: i nove Dei noetici-e-noerici) è seconda dopo l’Essere (III. Essere: i nove Dei noetici) ed è generatrice dell’Intelletto impartecipabile> “Essa costituisce complessivamente questo livello intermedio”, ed è in possesso del legame fra le entità intelligibili e quelle intellettive (ecco perchè Zeus Demiurgo si rivolge alla Notte per avere il consiglio a proposito di Phanes…)

> Dal carattere unitario, privo di intrinseche distinzioni, degli Intelligibili> attraverso il carattere intermedio degli Dei Intelligibili-Intellettivi, si abbassa verso molteplicità e divisione (“la divisione propria degli Intellettivi”) e “verso il dispiegarsi non descrivibile degli ordinamenti divini.”
(IV 8, 1- 20)

Dunque, gli Dei di questo ordinamento sono detti “Dei Intelligibili-Intellettivi” perchè
– sono ricolmati dai primi Dei Intelligibili
– a loro volta, ricolmano gli Dei Intellettivi

Come abbiamo detto nell’ultimo capitolo del III Libro (III, 28), gli Dei Intelligibili non sono tali perchè appartengano allo stesso livello dell’Intelletto, e allo stesso modo gli Dei caratterizzati in base alla Vita sono Dei Intelligibili-Intellettivi non perchè:
– costituiscono complessivamente l’Intelletto
– nè perchè sono stabiliti in base ad intellezione intellettiva
– nè perchè forniscono ad un intelletto il fatto di avere intellezione e all’intellezione di essere oggetto d’intellezione
Bensì perchè:
> sono venuti in essre a partire dalle Monadi Intelligibili
> generano le ebdomadi intellettive (V. Nous: l’eptade degli Dei noerici)
> sono illuminati dalla Luce Intelligibile
> sono causa generatrice degli Intellettivi
Devono quindi essere chiamati con i due nomi insieme (Intelligibili-Intellettivi) “collegando i nomi tratti dagli elementi estremi”, esattamente come questo ordinamento divino stesso che ha avuto in sorte di “congiungere tutte le cose nella loro totalità negli ordinamenti divini.”
(IV 8, 21- 30; 9, 1- 9)

Inoltre, gli Dei Intelligibili sono venuti a sussistere ad un tempo come Monadi e come Triadi, ma nella processione non si sono distaccati dalla loro realtà unitaria; al contrario, gli Dei Intelligibili-Intellettivi vengono a sussistere come Triadi, mostrando in se stessi la divisione tra le Monadi, procedendo verso molteplicità e varietà di potenze ed essenze.
Infatti, le entità che vengono a sussistere più lontane dal Primo sono più moltiplicate rispetto a quelle che le precedono, e sono quindi:
– inferiori per potenze e capacità di ricomprendere in sè le realtà seconde
– divise in elementi più numerosi e più staccati dalla Monade, ossia perdono l’unità propria dei Principi causali originari
– accolgono dunque in sè la varietà
(IV 9, 10- 29)

“E’ così stata a noi rivelata una molteplicità di Dei che non può essere compresa negli elementi numerici interni alla decade (Tetrade> Ordinamento Intelligibile/ Decade> Ordinamento Demiurgico)”: le loro proprietà sono manifeste solo agli stessi Dei.

In conclusione, tali sono gli Dei Intelligibili-Intellettivi:
– hanno la specifica proprietà di tenere uniti gli estremi
– rivelano le entità superiori e convertono quelle inferiori> avendo intellezione degli Dei che li precedono ed essendo oggetto d’intellezione per quelli che seguono. Per questo Timeo dice che il Vivente completo/Phanes è “il più bello degli oggetti di intellezione”, ossia più bello rispetto ad altri oggetti d’intellezione, come appunto gli Dei Intelligibili-Intellettivi. Phanes è dunque il limite degli Intelligibili perchè le entità divine successive sono venute a sussistere in modo intellettivo.
E per questo i primi Dei Intellettivi sono anche Intelligibili.
(IV 10, 1- 20)

 

Teologia, Libro IV, capitolo 2

“Come gli Dei Intelligibili-Intellettivi sono venuti a sussistere a partire dagli Dei Intelligibili e in che modo sono in relazione comune con gli Dei Intelligibili.”

Quanto esposto finora risulterà più chiaro grazie alle successive considerazioni; infatti, ora bisogna trattare il come gli Dei Intelligibili-Intellettivi siano proceduti a partire dagli Dei Intelligibili.

Gli Intelligibili hanno posto in sè, in modo unitario, le entità che si sono moltiplicate; in modo nascosto, quelle che si sono divise; in modo assolutamente semplice, i vari generi degli Dei> gli Dei Intelligibili-Intellettivi rivelano l’unità priva di distinzioni degli Intelligibili> “hanno ricevuto in sorte un secondo regno dopo gli Dei Intelligibili” (cfr. “Seconda a regnare fu la Notte, la prima Triade delle Triadi intelligibili e insieme intellettive.” Pr. in Tim. I 474)
Tali Dei Intelligibili-Intellettivi:
– accolgono la generazione nascosta degli Intelligibili
– dalla Potenza Intelligibili hanno la proprietà di generare tutte le cose
– dalla Vita Intelligibile (preesistente nell’Intelligibile a livello di causa) hanno la natura ad essi soggetta (la Vita noetica-e-noerica). Perciò:
> la Vita si trova a livello primario/in forma causale negli Intelligibili
> ad un secondo livello/in forma di essenza negli Intelligibili-Intellettivi
> ad un terzo livello/in forma di partecipazione negli Intellettivi
(IV 11, 1- 20)

Tali Dei Intelligibili-Intellettivi
– procedono dagli Intelligibili
– moltiplicano l’unità degli Intelligibili
– rendono molteplici le intelligibili potenze unitarie
– assimilano se stessi > con cause generatrici, alle forme di superiorità essenziali degli Intelligibili; > con cause connettive, alle forme di superiorità integrali degli Intelligibili; > con cause perfezionatrici, alle forme di superiorità complete degli Intelligibili.

Tre sono risultate negli Intelligibili le Potenze originarie:
– artefice dell’essenza della totalità delle cose
– misuratrice delle entità moltiplicate
– artefice di tutte le Forme generate
(IV 11, 20- 30)

In base a queste tre Potenze, sono venute a sussistere le Potenze Intelligibili-Intellettive:
– una che vivifica le entità inferiori
– una che tiene insieme ciò che è diviso e “fa risplendere la misura intelligibile” sulle entità lontane dalla prima unità
– una che garantisce figura, forma e perfezione a tutte le entità

Pertanto, in base a tutte le Cause Intelligibili sono stati generati gli ordinamenti Intelligibili-Intellettivi:
> dalla Potenza intelligibile hanno ottenuto la proprietà della processione
> dalla Vita intelligibile hanno ottenuto la parte dell’essere che dipende da loro
> dalla sussistenza triadica degli Intelligibili hanno tratto la Loro ripartizione in entità prime/intermedie/ultime
(IV 12, 1- 15)

Come si è infatti detto: “tutte le entità devono essere contenute dalla processione triadica” e soprattutto i generi Intelligibili-Intellettivi degli Dei. Infatti, sono venuti in essere come generi intermedi della totalità del reale e sono il “legame fra gli ordinamenti” perchè, secondo la loro sommità (le tre Notti- il luogo sopraceleste), sono simili agli Intelligibili e, secondo il loro limite (Centimani- volta sub-celeste) sono simili agli Intellettivi: appunto, sono da un lato intelligibili e dall’altro intellettivi.

> In ogni ambito, le processioni dei generi divini “sono generate attraverso una somiglianza continua”
> In ogni ambito, i primi fra quelli inferiori (la sommità) sono uniti alle estremità (limite dell’ordinamento superiore> ecco perchè la Notte è detta essere unita a Phanes: “Phanes procede come Dio unico, che negli Inni si nomina come ad un tempo “Femmina e Generatore”, e genera le Notti, e, in qualità di padre, si unisce a quella mediana: “Egli infatti di sua figlia colse il fiore della gioventù.”. Così dunque, anche secondo il Teologo, il Vivente Completo non è “secondo a fianco di un altro”, ma colma della sua integralità (tes heautou pantotetos) sia le classi degli Dei che sorgono dalla Notte sia quelle degli Dei che sorgono da Urano. E ciò imita anche il grandissimo Zeus e produce a sua volta due classi divine, quella degli Dei Hypercosmici e quella degli Dei Encosmici.” Pr. in Tim. I 450)
(IV 12, 16- 30)

In base a tali considerazioni: “mirabile davvero ci è apparsa la continuità della processione degli ordinamenti divini.”

– Il limite degli Intelligibili è risultato intellettivo (Intelletto Intelligibile)
– La sommità degli Intelligibili-Intellettivi è certamente intelligibile (Essere noerico-e-noetico) ma ha questa caratteristica in senso vitale (ordinamento Intelligibile-Intellettivo=Vita: i nove Dei noetici-e-noerici)
– La parte finale degli Intelligibili-Intellettivi è intellettiva secondo il modo vitale (Intelletto noerico-e-noetico)
– La sommità degli Intellettivi (Kronos-Rhea-Demiurgo) è a capo degli Intellettivi in quanto intelligibile (Triade degli Dei Paterni), ma tale carattere è in forma intellettiva (puro Nous-Vita Noerica)
(IV 13, 1- 10)

In tal modo, tutti i generi divini hanno ottenuto:
> “una connessione indissolubile e comunanza ed amicizia ammirabile”
> una discesa/processione/abbassamento ben regolato (e senza vuoti)
> una superiorità coordinata e trascendente

Sempre, il termine che procede è congiunto a quello che lo produce> “vi è un’unica catena ed affinità naturale fra tutte le realtà” perchè sempre le realtà seconde procedono da quelle che le precedono, secondo la somiglianza (di’homoiotetos).
(IV 13, 11- 19)

 

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