Essere noetico-e-noerico

1) Essere noetico-e-noerico; le tre Notti della Teologia Orfica; il luogo sopraceleste del Fedro; le tre Iynges dei Caldei.

“Il “luogo sopraceleste” ha ottenuto la sommità degli Intelligibili ed Intellettivi ad un tempo.” (Theol. IV 70, 21)

“Platone disse che il Demiurgo guarda al Vivente-in-sè, mentre Orfeo che balza su di lui e lo divora, dopo che la Notte l’ha mostrato: infatti, a partire da questa, che è al contempo intelligibile ed intellettiva (noetica-e-noerica) l’Intelletto intellettivo è congiunto all’intelligibile.” (Pr. in Tim. III 101). “Per la divina luce di Phanes: infatti dice che la Notte si unì a Lui “Certo Protogonos nessuno lo guardò con i proprio occhi, se non la Notte sacra, sola; invece, tutti gli altri si stupirono, scorgendo nell’etere un fulgore inatteso, tale era lo splendore che emanava dal corpo di Phanes immortale.” (Herm. in Phdr. 247). “Il Primo sovrano fu Phanes: infatti il Tempo eterno e la prima Triade sono sopra la classe del sovrano. Seconda a regnare fu la Notte, la prima Triade delle Triadi intelligibili e insieme intellettive.” (Schol Pr. in Tim. I 474)
“Phanes procede come Dio unico, che negli Inni si nomina come ad un tempo “Femmina e Generatore”, e genera le Notti, e, in qualità di padre, si unisce a quella mediana: “Egli infatti di sua figlia colse il fiore della gioventù.”. Così dunque, anche secondo il Teologo, il Vivente Completo non è “secondo a fianco di un altro”, ma colma della sua integralità (tes heautou pantotetos) sia le classi degli Dei che sorgono dalla Notte sia quelle degli Dei che sorgono da Urano. E ciò imita anche il grandissimo Zeus e produce a sua volta due classi divine, quella degli Dei Hypercosmici e quella degli Dei Encosmici.” (Pr. in Tim. I 450).

“Orfeo fa unire la Notte a Phanes, ritenendolo di sesso maschile; peraltro, anche gli Oracoli chiamano “potenze paterne” (patrikàs dynameis) le Iynges. Ma gli Dei, come Orfeo, insegnano che ad averle è anche il principio paterno, sebbene, unica degli enti femminili, regni la Notte; infatti, Essa non regnerebbe su tutte le stirpi se non avesse in sè qualcosa dell’elemento maschile e se non si unisse agli enti di sesso maschile che regnano: infatti, in nessun luogo comanda l’essere femminile in quanto tale.” (Dam. De Princ.  209)

“Non ci si discosterà dall’abitudine del Teologo anche dicendo che le tre sono ad un di presso dello stesso ordine e coesistenti secondo la triade, e come in un’unica Triade, la Triade è prima, mediana e terza. E non vi è nulla di strano a farle partecipi scambievolmente delle proprie qualità. Ma oltre alle cose dette, queste tre Monadi sono le Iynges e le tre Notti. Dunque, la prima è paterna e si trova insieme al Padre, è la più feconda e collocata secondo la potenza della Triade, è come l’Intelletto della Triade e senz’altro ordinata insieme alla maggior parte degli Dei. E quella mediana è la natura compiuta, che gode moltissimo dell’atto separativo: questa è la differenza.” (Dam. De Princ. 192).

Ogni anima, nella sua purezza, quando è fatta ruotare insieme a Zeus e ad Urano, “contempla” proprio queste tre Notti: Giustizia (Dikaiosyne), Saggezza (Sophrosyne) e Scienza (Episteme)

“Platone disse in modo negativo ciò che trovò detto affermativamente dal Teologo- l’entità che quello disse Notte, questa costui definì “senza colore”; ciò che invece quello, parlando negativamente, chiamò “il potere di divinare tutte le cose”, costui lo disse in maniera affermativa così: “l’essere che realmente è, presso il quale è la scaturigine della conoscenza vera”…non parla della verità che consiste nell’accordo ma di quella che ha come compagno del vero l’essere e l’essenza di essa, e questo suo essere è la verità o, come anche disse il Teologo: “Le concesse di avere il potere di divinare tutte le cose privo di menzogna”. (Herm. in Phdr. 150-151).

Le tre negazioni relative al luogo iperuranio si riferiscono, ciascuna nell’ordine, proprio ai tre ordinamenti divini che vengono dopo (ordinamento di Urano/volta celeste> “privo di colore”; ordinamento sub-celeste> “privo di figura”; sommità degli Dei Intellettivi> “privo di contatto”)

 

“Demetra, come ogni forma di vita, così produce ogni nutrimento; e ha come modello la Notte- si dice infatti che la Notte sia la nutrice divina degli Dei, in modo intelligibile.” (Pr. in Crat. 404b)

Perciò, questo primo ordinamento Intelligibile-e-Intellettivo è femminino e generatore, in quanto produce tutti gli enti per mezzo di Potenze Intelligibili; anche per questo Platone lo chiama “luogo”, in quanto “entità atta ad accogliere” le cause paterne, e anche perchè partorisce e spinge le altre potenze generative a far sussistere le realtà inferiori. In paragone, anche la materia è “madre e nutrice” e “luogo delle forme”, ma la materia accoglie le forme solamente mentre “la Madre e Nutrice degli Dei non le accoglie solamente, le fa sussistere e genera le entità seconde insieme al Padre.”

Inoltre, nella consuetudinaria generazione, si procrea e si separa/ allontana da sè ciò che è stato generato- al contrario, “la prima delle Madri” genera tutti e tutti li ricomprende in se stessa e in sè tutti li fa risiedere. Per questo è “luogo”, in quanto Focolare che li ricomprende in sè: “fin dal principio ha trattenuto e continua a trattenere in se stessa tutte le processioni delle entità derivate e la loro molteplicità.” Perciò, il luogo sopraceleste è femminino, perchè il “luogo” si addice agli Dei Generatori ed il “prato” è la fonte della natura vivificante- è per questo che sono femminili tutte le divinità di questo ordinamento: Scienza- Giustizia- Verità (i nomi delle tre Notti); Adrasteia. (Pr. Theol. IV 33- 35)

“Si dice che prima del Cielo, viene quello che è chiamato “luogo sopraceleste”, nel quale “l’essenza che è realmente” e “la pianura della verità” e “il prato” ed il regno di “Adrastea” ed il coro divino delle virtù; e “nutrendosi” attraverso l’intellezione di queste Monadi, le anime “si allietano”, seguendo “la rotazione del cielo”. (Pr. Theol. IV 18, 15-24)

 

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