Il Numero Divino

Numero: l’Uno-che-è è in modo celato, intelligibile e paterno; in questo ordinamento noetico-e-noerico, invece, insieme all’alterità, genera il numero, determinando così per la prima volta distinzione di forme e rapporti: l’alterità si manifesta per la prima volta in questo ordinamento.
Negli Intelligibili, tale principio è “Potenza e Diade”: la Potenza riunisce l’uno e l’essere, per questo la sua unità e la sua realtà sussistono in modo occulto ed ineffabile; nei Noetici-Noerici, tale principio è invece “Fonte materna e feconda”: qui l’alterità separa l’essere e l’uno, moltiplica così l’uno ed incita l’essere a ulteriori processioni di secondo e terzo livello.In altre parole, “sbriciola” l’essere in enti molteplici e “frammenta” l’uno in Enadi più particolari.
(Theol. IV 79)

 

Theol. Libro IV, capitolo 28 “Come il numero intelligibile-intellettivo è proceduto dagli Intelligibili e in che cosa differisce dalla molteplicità intelligibile.”

Dopo le considerazioni preliminari del capitolo precedente, segue ora la trattazione di ciascun ordinamento, a partire dal primo (prima Triade Noetica-e-Noerica), ossia il Numero.
Per primo si rivela il Numero Intelligibile (ho noetòs arithmòs), collegato sì alla molteplicità (perché ogni numero è molteplicità) ma a quella che è venuta a sussistere in modo unitario; al contrario, il Numero del livello noetico-e-noerico è molteplicità distinta perché in esso vi è l’alterità. Perciò, è la Potenza Intelligibile che genera le molteplicità e le connette alle Monadi, e viene così dimostrata la diretta connessione del Numero alla molteplicità intelligibile. Infatti, (cf. “Tale è dunque la modalità di processione dei generi divini: Monade intelligibile, conforme all’Uno-che-è> Diade, denominata totalità, che consta di due parti, distinte grazie alla Potenza> in base a Monade e Diade l’Intelligibile arriva a manifestarsi come molteplicità originata da Monade e Diade.” Theol. III 90), nella molteplicità intelligibile vi sono Monade e Diade, “primissimi e trascendenti principi dei numeri”: in tali principi vi è la molteplicità in forma unificata. Infatti, Monade e Diade possiedono tutta la molteplicità in senso causale, la Monade in forma paterna, la Diade invece in forma materna. Essi non sono ancora propriamente numero (non sussiste l’alterità) ma appunto “molteplicità intelligibile” (la molteplicità è infatti forma più unitaria)- per questo il terzo Dio (il Vivente-in-sé) è “padre e madre: infatti, se il Vivente-in-sé si trova nella molteplicità intelligibile, bisogna che lì preesistano in senso primario la causa del mascolino e quella del femminino.”

Su questo concordano Parmenide e Timeo: a quel livello si trovano i Principi causali materno e paterno, ed in essi sono compresi i viventi intelligibili e le molteplicità intelligibili: è da questi Principi causali che viene il Numero. Infatti, tali Principi, con l’alterità, introducono le Monadi, le Diadi ed i Numeri.
Il primissimo Numero si costituisce in tal modo (complessivamente dagli Intelligibili), d’altro canto, essendo generato in modo analogo alla I Triade Intelligibile, deve al contempo procedere in modo specifico anche da essa.

Per questo, quando Parmenide inizia il ragionamento riguardante il Numero, richiama la prima ipotesi dicendo: “l’uno partecipa dell’essenza e l’essenza dell’uno” –

la I Triade Intelligibile-Intellettiva:
– per il fatto che occupa la sommità dell’ordinamento (è quindi intelligibile rispetto agli Intellettivi) è proceduta dalla sommità degli Intelligibili
– per il fatto di essere all’origine degli ordinamenti intellettivi, procede dal limite inferiore degli Intelligibili (III Triade Intelligibile, limite intellettivo dell’ordinamento intelligibile)

– Nella I Triade Intelligibile, l’uno partecipa dell’essere e l’essere partecipa dell’uno, in base ad indicibile e nascosta unità (cf. “l’Uno partecipa dell’Essere, nel senso che lo illumina, ricolma e divinizza; l’Essere partecipa dell’Uno, nel senso che ne dipende e ne è divinizzato” Theol. III 24) perché hanno la loro sussistenza, reciprocamente, l’uno nell’altro.

Nella I Triade Intelligibile-e-Intellettiva, l’alterità si rivela come “immagine della Potenza nascosta ed ineffabile insita in quella Intelligibile”: distingue l’uno dall’essere e spinge entrambi alla molteplicità divisa, ed in tal modo genera il Numero nella sua interezza. Infatti, il Numero è molteplicità divisa e che viene a sussistere dai Principi, ma non è anche in modo nascosto nei Principi stessi (come invece la molteplicità indivisa): è per questo che negli Intelligibili c’è la molteplicità indivisa, mentre negli Intellettivi il numero (negli Intelligibili, il Numero è presente solo in forma di causa- Monade, Diade e molteplicità indivisa).
“L’uno partecipa di essenza e di conseguenza si è manifestato come molti.”

 

 

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