III Urano

Proclo, Teologia, Libro IV, capitoli 21-22

“Come potremmo trarre dalle affermazioni di Platone le considerazioni di partenza sulla divisione triadica insita nella natura divina connettiva, e per quale motivo egli venera massimamente l’unità per quel che concerne questa Triade.”

Tutta la Triade connettiva è detta complessivamente “Urano”, per le realtà che le appartengono, e “Rivoluzione” per l’ambito della Vita soggetto ad essa. Dunque, rimane ora da scoprire la natura triadica della Rivoluzione Celeste – facendo ricorso all’analogia, come Platone stesso nel Fedro, in cui si nominano tre elementi del Cielo:

3- – la volta (he ouranios hapsis) > in base alla volta, limita tutta la Triade complessiva

“Si manifesta a noi un Cielo triadico.”

La Triade Connettiva presenta questa divisione:
convessità: sommità intelligibile
profondità: vita
volta: intelletto

La volta celeste: è il limite inferiore della Triade, ossia l’Intelletto insito in essa – è colmata di Vita (profondità) ed è unificata dalla sommità intelligibile (convessità) – fa anche volgere l’intera Triade verso il Principio: la volta, infatti, anche se di livello inferiore, assomiglia alla convessità, ed è a causa di questa somiglianza che questa divinità è rivolta verso la sommità celeste. Inoltre, è la volta celeste che mantiene direttamente connessa la volta sub-celeste con gli ordinamenti superiori: ecco perchè entrambe hanno il nome di ‘volta’, in quanto limiti intellettivi degli Dei Noetici-e-Noerici (ossia: la volta celeste è terzo elemento nella Triade di Urano, ed è quindi l’intelletto di questa Triade; allo stesso modo, l’intero ordinamento della volta sub-celeste è al terzo posto nell’ordinamento degli Dei Noetici-e-Noerici, infatti è Intelletto noetico-e-noerico – entrambi sono perciò “limiti intellettivi”, connettori e perfezionatori di tutte le serie divine successive).

La III Monade (volta) è soprattutto generatrice degli Intellettivi, perché essa è anche l’Intelletto della Triade Celeste > per questo, “presso gli Orfici”, Urano padre di Crono viene per terzo: “Dapprima regnò il molto onorato Erichepeo”, dice il poema, dopo di Lui la Notte “che ha nelle mani lo scettro famoso di Erichepeo”, dopo di Lei Urano, “che per primo regnò sugli Dei dopo la madre Notte.” (Orph. fr. 107)

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