Il carattere ingenerato degli Dei

Proclo, Teologia, Libro I, capitolo 28

“Come bisogna intendere al livello degli Dei le “cause paterne” e come quelle “materne”.”
Bisogna prendere in considerazione il carattere ingenerato degli Dei (tò agenneton).
Ad esempio, nel Fedro si dimostra che le anime sono ingenerate> così è dunque anche per gli Dei, che sono al di sopra della generazione, ossia al di sopra della realtà caratterizzata dalla temporalità.

> Il Divino trascende ogni forma di generazione:
– quella che avviene in una porzione di tempo (generazione delle cose materiali);
– quella che perdura in tutto il tempo (quella cosmica, cfr. Timeo 41a)
– quella relativa alle anime> ingenerate in base al tempo, ma “eccellente fra le entità generate dal migliore degli esseri intelligibili ed eterni” (cfr. Timeo 37a)
> Il Divino trascende ogni forma di divisione e distinzione di carattere essenziale> infatti, la processione degli Dei è sempre secondo unificazione (he ton Theon proodos kath’henosin estin aei: questo significa che le entità che introducono altre realtà, comprendono in sè le entità introdotte, in base al principio di unificazione)> ciò che è indiviso (adiaireton), indistinto (adiakriton) ed unificato (henomenon) è ingenerato.
(I 120, 1- 21)
Come bisogna dunque intendere le nascite degli Dei narrate nei racconti mitici?
> Sono composte con la funzione di suggerimento simbolico> perciò, “celando l’ineffabile manifestazione che parte dai principi causali, i miti la definiscono ‘nascita’ (tèn apò ton aition arreton ekphansin epikryptomenoi genesin hoi mythoi kalousin– ossia la processione degli Dei. Infatti “Orfeo e Museo, i quali sostengono che, eccezion fatta per il primo ente, ogni cosa è sorta. E’ chiaro che costoro, facendo discorsi sugli Dei in forma di mito, chiamavano nascita il procedere delle cause; perciò conservano tutti la prima causa ingenerata.” Simpl. in De caelo III 1, 298b)
(I 120, 22- 25; 121, 1- 6)

> Per questo, presso gli Orfici, il primissimo principio causale (tò protiston aition) è detto Chronos (Tempo)> così che il rapporto causale sia identico a quello cronologico. Propriamente dunque anche la processione degli Dei dal principio migliore/superiore si chiama “generazione in senso cronologico” (katà chronon genesis). A questo proposito, cf. fr. Orph. 68: “Orfeo ha tratto molto vantaggio dal potere dei miti e rese chiare tutte le cose prima di Urano fino alla causa prima, con nomi, e chiamò Chronos /Tempo lo stesso indicibile e fuoriuscito dalle Enadi intelligibili (autò tò arreton kaì ton noeton enadon ebebekòs)…per far conoscere l’ordine di esse (delle cose generate ed esistenti) e la superiorità degli universali sui particolari, affinchè quanto è secondo il Tempo coincida con quanto è secondo la causa.” Cfr. anche: “ritengo che la Teologia Rapsodica…abbia cominciato da questo terzo principio, poichè esso sarebbe il primo a possedere qualcosa di dicibile e compatibile con le orecchie degli uomini. Questo invero era Tempo senza vecchiaia, padre di Etere e Caos (Limite ed Illimitato)…pongono Chronos/Tempo in luogo dell’unico principio di tutte le cose, Etere e Caos al posto dei due principi, mettono l’Uovo in luogo di ciò che è in modo assoluto (infatti “l’essere di Platone e l’uovo orfico sono la stessa cosa” Proclo in Tim. I 428, 8), e considerano prima questa Triade.” (Damasc. De princ 123- 123 bis)
Cfr. “anche il Teologo Orfeo chiama con questo nome (voragine) la causa prima di tutti i movimenti e processioni negli Intelligibili, causa che i Pitagorici denominavano diade intelligibile ed indefinita (dyada noetèn kaì aoriston– a proposito della Diade, vedere poco sotto, a proposito della Madre): “Tempo senza vecchiaia, dalla sapienza immortale, generò Etere ed un grande baratro, enorme…” (Proclo, in RP II 138, 8) Confermato da: “Caos…la causa illimitata e piena di Dei, che Orfeo chiamò “voragine enorme”. Infatti, dopo l’unico principio di tutte le cose, che Orfeo proclama Tempo, pensando che sia misura dell’origine mitica degli Dei, dice che fuoriuscirono Etere e l’ “enorme voragine”, l’uno causa della processione limitata degli Dei, l’altra invece, di quella illimitata.” (Simpl. in Phys. I 528, 12) E anche: “quell’Uovo era figlio di Etere e Caos, di cui l’uno è posto nel limite degli intelligibili (katà tò peras ton noeton), l’altro invece nell’illimitato (tò dè katà tò apeiron): infatti questa è la radice di tutte le cose.” (Proclo in Tim. I 428, 4)

Il metodo secondo i miti/ i racconti alla maniera dei Teologi: modo mistico.
(I 121, 6- 20)
– Gli Dei sono ingenerati
– Negli Dei si trova l’ordinamento di tutte le processioni (prime- intermedie- ultime)
– Negli Dei vi sono sia uni-formi insiemi di principi causali sia multi-formi generazioni delle entità causate
> Tutte sussistono insieme, ma in modo differente le une dalle altre, secondo la loro natura:
_ quelle che preesistono in quanto completanti
_ quelle completate, che bramano quelle più perfette (le completanti)> partecipano quindi della potenza delle più perfette e così generano ogni realtà a loro successiva, e diventano in tal modo perfezionatrici/completanti delle realtà generate.
(I 121, 20- 28)
Interpretazione delle cause paterne e materne nei racconti mitici
– Il principio causale della natura superiore e più uniforme è paterno> analogo alla Monade e alla causa del Limite> Padre
– Il principio causale della realtà inferiore e più divisa è materno> analogo alla Diade e all’illimitata Potenza generatrice degli enti> Madre
Ciò è valido non solo nei racconti mitici, ma anche nelle speculazioni filosofiche; ad esempio, nel Timeo l’Essere è “padre” e la materia “madre” e “nutrice della generazione”.
(I 122, 1- 20)

Due forme delle Madri
> La prima comprende:
– potenze generatrici e perfezionatrici delle realtà seconde (hai gonimoi kaì telesiourgoì ton deuteron dynameis);
– promotrici della vita (zoes choregoì);
– cause di distinzione (diakriseos aitioi)
Queste sono le Madri poste al di sopra delle entità generate.
> Le altre sono
– potenze che accolgono le entità che procedono;
– potenze che moltiplicano l’attività di tutte le entità;
– potenze che estendono la condizione inferiore (tèn cheirona moira) delle entità generate.
Delle entità che sussistono ad opera dei due Principi (Paterno e Materno) preesistenti alla generazione:
> le une si assimilano al principio paterno> Dei che producono, custodiscono e conservano (poietikà, phrouretikà, synektikà)
produrre, conservare e custodire si confanno alla Causa del Limite.
> le altre si assimilano al principio materno> divinità generatrici, produttrici di vita (gonima, zopoià), promotrici di movimento, della moltiplicazione delle potenze, della varietà, delle processioni (kineseos choregà, kaì tou pollaplasiasmou ton dynameon, poikilias, proodon)> tutte prole dell’Illimitatezza (tes apeirias) e della primissima molteplicità.
(I 123, 1- 16)

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