Autosufficienza degli Dei

_ il cosmo è autosufficiente, perchè sussiste perfetto “di parti perfette” e completo dalla totalità delle parti (teleios ek teleion kaì holos ex holon) a partire dal Padre che lo ha generato> ma, perfezione ed autosufficienza del cosmo sono divisibili in parti (he teleiotes kaì autarkeia meristè– e ciò che è diviso, to meristòn, come lo sono gli enti corporei, è sempre di potenza inferiore rispetto all’essenza indivisibile, cfr. I 13, 9- 25; I 15, 15- 23; I 57, 15- 18; I 62, 1- 13)
(I 90, 15- 20)

_ anche l’ordinamento delle anime divine si dice autosufficiente (ho ton theion psychon diakosmos autarkes)> ma le anime non mantengono le proprie intellezioni verso gli stessi oggetti intelligibili (ou gàr pròs tà autà noetà tàs noeseis echousin) agendo infatti nell’ambito temporale> perciò, l’autosufficienza delle anime divine e la perfezione non si trovano nel medesimo tempo tutte insieme (manca la simultaneità di tutte le intellezioni e perfezioni, al di là dell’ambito temporale- caratteristica propria del livello superiore, quello intellettivo).
(I 90, 20- 26)

_ anche il cosmo intellettivo (ho noeròs kosmos) si dice autosufficiente, perchè ha raccolto la sua beatitudine in modo simultaneo (come abbiamo visto, supera la dimensione temporale), e pertanto non è mancante di nulla perchè in esso è presente ogni forma di vita ed ogni intellezione. Si può quindi dire che è autosufficiente nel proprio ordinamento. Però, ogni intelletto è di forma simile al Bene, ma non è bontà in sè nè bene in modo primario> difetta ancora rispetto all’autosufficienza degli Dei.
(I 91, 1- 9)

> Solo gli Dei sono autosufficienti per se stessi ed in se stessi “essendo di fatto ciascuno pienezza della totalità dei beni”.
Infatti:
– ogni divinità è unità (henas), esistenza originaria (hyparxis), bontà (agathotes)
– la natura propria dell’esistenza divina diversifica le forme dei beni che procedono da ciascuna divinità (ad esempio, un Dio è bontà che porta a compimento, un altro che unisce, etc.)
ciascun Dio però è bontà in modo puro> e la bontà allo stato puro è autosufficiente.
La bontà degli Dei è autosufficiente e perfetta non per partecipazione (methexin: così è per l’Intelletto); nè per irradiazione (ellampsin: così è per l’anima); nè per somiglianza (homoioteta: così è per il cosmo)> bensì, “per il solo fatto di essere quello che è.”
(I 91, 10- 22)

Proclo, Teologia, Libro I, capitolo 19

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