Il Divino

– Il Divino- tò Theion
Come abbiamo visto, ogni divinità sussiste come somma unità degli enti (per la “unificazione segreta di tutte le Enadi divine” cf. I 15, 1- 6): “come Enadi gli Dei sono apparsi a noi.” Come Enadi sovraessenziali (hyperousioi), generatrici delle essenze (gennetikaì ton ousion), perfezionatrici (teleiotikaì), misuratrici (metretikaì): “Enadi portate a legare a sè tutte le primissime essenze.” (I 114, 1- 12)

> A parte l’Uno, gli Dei sono al di sopra di Essere, Vita ed Intelletto> Essere, Vita ed Intelletto sono introdotti e tenuti insieme dagli Dei, ma gli Dei non sono delimitati al loro interno> pertanto, il divino (tò Theion) è Essere che partecipa dell’Uno (tò òn tòn tou henòs metechon) oppure Uno strettamente congiunto con l’Essere (tò hèn syneiremenos metà tou ontos): “in base a verità, in questo modo queste realtà sono distinte le une dalle altre.”
(I 114, 12- 25)

> Il Divino in sè è atto di esistere ed unità insita in ciascun grado dell’essere; è però al contempo il partecipante ed il partecipato (la divinità e ciò che viene divinizzato= Enadi partecipate).
> Anche le realtà che partecipano degli Dei sono celebrate con lo stesso nome di ‘divinità’: “l’anima divina è chiamata divinità, infatti le entità che risultano da sempre unite agli Dei e formano un’unica catena con Essi (seira– abbiamo incontrato da poco questo termine importantissimo, a proposito della “catena di Eros” che dipende dalla “fonte regale” di Aphrodite. “Orfeo tramanda che Egli (Zeus) crea tutta la stirpe urania, crea il sole, la luna e gli altri Dei astrali, crea gli elementi sotto la luna, contraddistingue con delle forme ciò che prima era senz’ordine, dispone intorno a tutto il cosmo le catene (seiràs) degli Dei attaccate ad esso e fissa con leggi per tutti gli Dei intramondani la distribuzione, secondo i meriti, dei loro compiti per quanto concerne la previdenza nell’universo.” Proclo, commento al Cratilo (395 p.50.26), è lecito chiamarli Dei.” L’appellativo si estende fino ai Demoni (mechri daimonon tèn ton Theon eponymian), e persino ad alcuni esseri umani.
(I 115, 1- 15)

Dunque, la parola ‘Dio’ può indicare:
– chi è pienamente un Dio (haplos theos)> sovraessenziali
– chi è Dio in base ad unificazione (kath’henosin)> intellettivi
– chi è Dio per partecipazione (katà metexin)> anime divine
– chi è Dio per contatto (katà synaphèn)> demoni
– chi è Dio per somiglianza (kath’homoiosin)> anime umane
> “ciascuna di queste entità è in misura maggiore divinità piuttosto che dio” (theion mallon esti è theos)> il Divino è comunque inferiore al Dio (alla primissima natura divina> come l’unificato rispetto all’unità, l’intellettivo rispetto all’intelletto, l’animato rispetto all’anima).
(I 115, 15- 27)

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