Triade che congiunge al Bene, alla Sapienza e al Bello

Proclo, Teologia, Libro I, capitolo 25

“Quale è la triade che congiunge al Bene, alla Sapienza e al Bello, e quali punti di partenza Platone ci ha posto come fondamenti della speculazione relativa ad essa?”
La triade di cui parla Proclo è quella presente negli Oracoli, la triade delle virtù purificatrici ed anagogiche fondamentali: “è necessario proporre quelle virtù che dalla genesis, purificano e riconducono alla divinità “Fede, Verità e Amore” (Pistis, Aletheia, Eros), la celebre triade.” (In Tim. I 212, 19-22=fr. 46).
* Eros, l’Amore> l’elemento che ricongiunge alla divina Bellezza tutte le realtà inferiori. Infatti, “ogni ordine di Eros è la causa di conversione verso la divina Bellezza, guidando indietro, unendo, stabilendo tutte le nature secondarie nel Bello, ricolmandole da quella fonte, ed illuminando tutte le cose con i doni della sua luce”) ed è il medium fra l’oggetto d’amore e la natura desiderante, ed è la causa della riconversione delle nature successive verso quelle che le precedono.” (Pr. In Alc. I 30, 16)
Eros, in base al Bello (katà tò kalon) connette (synaptei) ciascuna entità al livello che la precede.
(I 109, 10- 15)

* Aletheia, la Verità> l’elemento che eleva verso la divina Sapienza: infatti, “è la Verità che pone gli esseri nelle vicinanze della divina Sapienza. Infatti è a causa della Verità che è possibile raggiungere la pienezza di ciò che è veramente Sapienza.”
Illumina ovunque le entità pensanti (photizei tà noounta) e le connette ai loro oggetti di pensiero (synaptei tois nooumenois).
“La primissima Verità è ciò che unisce l’Intelletto e l’intelligibile” (cf. I 100, 1- 15: “in ogni livello, la verità è la fonte del congiungimento fra molteplicità ed unità (proprio come nella Repubblica, la luce che procede dal Bene è la verità, che connetto tutto ciò che è pensato al pensiero (proiòn apò tou agathou phos, tò synapton toi noetoi ton noun aletheian kalei)”)
(I 109, 16- 25)

* Pistis, la Fede> per congiungersi al Bene non bastano più conoscenza ed attività (ou gnoseos eti kaì energeias dei)> è necessario l’elemento che collega tutte le entità divine alla “primissima ed ineffabile Enade della Bontà.”
“E’ la Fede degli Dei che unisce al Bene in modo ineffabile tutti quanti i generi degli Dei e dei Demoni e al contempo, fra le anime, quelle felici.” (Infatti, queste sono le iniziazioni che rendono beate le anime: “a me personalmente pare che a quanti prestano davvero attenzione alle sue parole, Platone ci riveli in modo adeguato anche le tre cause che ci elevano: “amore”, “verità”, “fede”. Che cosa infatti è ciò che ci collega alla Bellezza se non “l’amore”? Dove si trova poi “la pianura della verità” se non proprio in questo luogo? Infine cosa è che causa questa iniziazione ineffabile se non la “fede”? Infatti non è attraverso intellezione né attraverso giudizio che in generale avviene l’iniziazione, bensì attraverso il silenzio unitario e superiore ad ogni forma di conoscenza, silenzio che è la fede a fornirci, fissando nella natura ineffabile ed inconoscibile degli Dei le anime universali e al contempo le nostre.” cf. IV, 9, 29-31)

> Bisogna cercare il Bene non per via conoscitiva (gnostikos– infatti tale Fede è più importante dell’attività conoscitiva, sia per gli Dei che per noi), ma “abbandonandosi alla luce divina, e con ‘gli occhi chiusi’ (cf. “procedendo nella sua interiorità e per così dire nel penetrale dell’anima, per mezzo di ciò contempla con gli occhi chiusi il genere degli Dei e le Enadi degli enti”, I 16, 15- 16) stabilirsi nell’inconoscibile e celata Enade degli enti (enidruesthai tei agnostoi kaì kryphioi ton onton henadi).”
> In base a tale Fede, tutti gli Dei sono uniti e, al contempo, riuniscono in modo uniforme, attorno ad un unico centro, tutte le Loro potenze e processioni.
(I 110, 1- 16)

 

> Avvertenza sulla Fede (con implicita ‘stoccata’ alle varie forme di ateismo e di ignoranza cieca: materialismo, cristianesimo, etc.)- tale Fede non è:
– come quella che si perde intorno ai sensibili (perì tà aisthetà– la pistis di cui parla Platone nella Repubblica, e che non corrisponde assolutamente alla Pistis che si sta qui analizzando), perchè quella di cui parla Platone manca completamente di scienza e verità;
– non è come quella che risulta dalle nozioni comuni (ton koinon ennoion), ossia, quelle in cui si crede prima di qualsiasi ragionamento;
– non è nemmeno come l’attività conforme all’Intelletto, in quanto è comunque multiforme e separata dagli oggetti d’intellezione;
> La Fede divina è uni-forme e serena (henoeide- eremon) “perfettamente ancorata nel porto della Bontà”> perciò, nessun ente (neppure il Bello ed il Sapiente) è oggetto di fede, sicuro e trascendente ogni ambiguità, come lo è il Bene.
(I 110, 25- 28; 111, 1- 12)

Persino “questi esseri viventi mortali” disdegnano tutte le altre cose per la brama della natura propria del Bene “anche al punto di trascurare ciascuna delle altre cose e di considerarle inferiori e disdegnarne il conseguimento.” (I 111, 12- 25)
> Per tutti gli enti, il Bene “è unico porto sicuro e sommo oggetto di fede.”
> Il contatto e l’unione (he pròs autò synaphè kaì henosis– terzo e quinto livello della preghiera: “il livello finale è l’unione, ἕνωσις, “che fissa l’uno dell’anima nell’uno degli Dei e rende un’unica cosa la nostra attività e quella degli Dei, secondo cui noi non apparteniamo più a noi stessi ma agli Dei.” In Tim. I 211, 25) con tale realtà “è chiamato ‘Fede’ dai Teologi (cfr. l’Oracolo citato all’inizio).”
(I 112, 1-4)
Riassumendo…

– Tre sono gli elementi che ricolmano gli esseri e procedono attraverso tutti i generi superiori: Bontà. Sapienza, Bellezza.
– Tre sono gli elementi che uniscono le entità seconde, e si diffondono anche in tutti gli ordinamenti divini: Fede, Verità, Amore.
– Tutte le entità sono conservate/salvate attraverso questi elementi (sozetai dè tà panta dià touton)
– Tutte le entità si riuniscono, attraverso questi elementi, ai principi causali originari:
_ attraverso la follia amorosa (dià tes erotikes manias)- Eros
_ attraverso l’amore divino per il sapere (dià tes theias philosophias)- Aletheia
_ attraverso la potenza teurgica (diò tes theougikes dynameos)- Pistis

> La potenza teurgica è superiore ad ogni forma di saggezza e scienza umana, e raccoglie in sè:
– i beni dell’arte divinatoria (tes mantikes agathà)
– le potenze purificatrici (tàs kathartikàs dynameis) dell’arte perfezionatrice dei riti (tes telesiourgikes)
> “in breve, tutti gli effetti dell’ispirazione che rende posseduti dal divino.”

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s