Verità insita negli Dei

Proclo, Teologia, Libro I, capitolo 21

“Quale è la verità insita negli Dei e da dove subentra il falso nelle partecipazioni degli Dei alle realtà seconde.”

Bisogna subito sottolineare che la realtà divina non è soggetta a menzogna e non è fonte di inganno o ignoranza per qualsiasi ente. (I 97, 5- 10)

> La verità divina trascende:
_ la verità nei discorsi (en logois), infatti tale verità è composta di molteplici elementi ed è mescolata anche con il contrario (il falso). (I 97, 10- 16)
_ la realtà dell’anima (psychikes), perchè quest’ultima si contempla sia fra le opinioni che fra le scienze (en doxais eite kaì epistemais)> questo perchè si unisce agli enti e si completa nel movimento e mutamento> è quindi lontana dalla “sempre stabile, fissa e sovrana verità.” (I 97, 16- 22)
_ la realtà intellettiva (noeras): quest’ultima esiste sì in base all’essenza e coincide con gli enti, ma anche si divide in base all’essenza degli enti e conserva la sua identità distinta da essi. (I 97, 22- 27)
> Solo la verità propria degli Dei è unificazione indivisibile (henosis adiairetos) e comunione assolutamente perfetta (pantelès koinonia).

> Attraverso tale verità divina:
– la conoscenza ineffabile degli Dei supera qualsiasi altra forma di conoscenza;
– tutte le forme secondarie di conoscenza possono partecipare della loro appropriata perfezione.
> Solo la verità divina comprende tutti gli enti per unificazione indicibile (henosin aphraston)> attraverso tale henosis, gli Dei conoscono tutte le entità insieme, sia la totalità che le parti, “sia che si considerino le entità più indivisibili fra tutte, sia l’infinità delle entità possibili, sia la materia stessa.”
(I 98, 1- 13)

> Le modalità della conoscenza propria degli Dei riguardano tutte le entità: è “ineffabile ed inconcepibile per nozioni umane” (arretos esti kaì aleptos anthropinais epibolais), ed è famigliare solo agli stessi Dei.
(I 98, 13- 27)

“Tutte le cose provengono solo dagli Dei e l’autentica verità dimora presso di Loro, i quali conoscono ogni cosa secondo il carattere dell’Uno (hoi panta ginoskousin heniaios).”
(I 99, 1- 5)
A proposito degli Oracoli
> E’ grazie alle suddette caratteristiche che, negli Oracoli, gli Dei forniscono informazioni su tutte le cose (universali, eterne, particolari, che avvengono nel corso del tempo, etc.)
> Infatti, gli Dei trascendono sia le entità eterne sia quelle che sono nel tempo, ma grazie all’unica ed unificata verità (katà mian kaì henomenen aletheian) mantengono raccolta in Loro la conoscenza di tutte le cose.
(I 00, 5- 10)

> Se si trova qualcosa di falso nei responsi oracolari degli Dei, non è a causa degli Dei che si produce questo errore, ma per inadeguatezza, ossia:
– per inadeguatezza di coloro che ricevono il responso;
– per inadeguatezza di strumenti, luoghi e circostanze: “tutti questi elementi contribuiscono al divenire partecipi (metousia) della conoscenza divina (chiara analogia con la Teurgia: “coloro che sono esperti nei riti predispongono “gli specifici ricettori per gli Dei”- in grado di accogliere le manifestazioni delle divinità” cf. I 9, 1-8. Da ricordare che inadeguatezza e debolezza sono anche causa della mancata ricezione corretta delle illuminazioni divine: “il male sussiste non a partire da una potenza (ouk ek dynameos) ma dalla debolezza delle entità che ricevono le illuminazioni dagli Dei (ek tes astheneias ton dechomenon tàs ton Theon ellampseis)” cf. I 85, 7- 20).
> Riceventi, strumenti, luoghi e circostanze, se sono appropriatamente in sintonia con gli Dei, ricevono pura l’irradiazione della verità che è in Loro (tes aletheias tèn ellampsin).
(I 99, 10- 18)

“E’ a tutti che gli Dei protendono i beni, ma a riceverli è sempre chi vuole ed al contempo chi è in grado di riceverli.”
> La divinità non è responsabile dei mali, e l’entità che si allontana dagli Dei e si piega verso il basso, “si corrompe per sua propria responsabilità.”
> Allo stesso modo, “gli Dei sono sempre garanti della verità, ma da Essi ricevono luce gli esseri ai quali è lecito partecipare degli Dei stessi.”
(I 99, 18- 27)

> La verità ha il suo principale fondamento negli Dei
> Per gli Dei e per gli uomini la verità è a capo di tutti i beni
_ la verità insita nelle anime, le connette all’Intelletto
_ la verità intellettiva, conduce tutti gli ordinamenti intellettivi all’unità
_ la verità divina unisce tutte le Enadi alla fonte di tutti i beni
_ unendosi a tale fonte, gli Dei si riempiono di ogni potenza simile al bene (pases agathoeidous dynameos)
> In ogni livello, la verità è la fonte del congiungimento fra molteplicità ed unità (proprio come nella Repubblica, la luce che procede dal Bene è la verità, che connetto tutto ciò che è pensato al pensiero (proiòn apò tou agathou phos, tò synapton toi noetoi ton noun aletheian kalei)
(I 100, 1- 15)

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